Da qualche giorno è stato riaperto lo spazio in cui dovrebbe nascere un campetto sportivo. L’opera pubblica è ferma da circa due anni ed è stata ripetutamente vandalizzata. Il nuovo dirigente ai lavori pubblici: “Sarà completato entro fine anno”.
Forse ci siamo. Forse è la volta buona che il campetto polivalente di Rione Trieste sarà completato. Dopo circa due anni di stallo, da qualche giorno, la ditta Me.co srl ha ricevuto l’oK dal Comune per riprendere il lavori. La decisione è arrivata dopo un sopralluogo del sindaco, del dirigente ai LL PP e del comandante della polizia municipale. Ovviamente considerato lo stato di abbandono del cantiere per così tanto tempo, la ditta sta innanzitutto ripulendo e ponendo rimedio ai numerosi atti di vandalismo a cui il campetto è stato sottoposto. È una storia lunghissima quella di questa opera pubblica tanto attesa dal popoloso quartiere di Rione Trieste, un progetto che risale all’amministrazione D’Avino e che fu tirato fuori dal cassetto dall’amministrazione Allocca. Fu l’allora dirigente ai lavori pubblici, Mena Iovine, a completare l’iter del progetto e a fare i passi necessari affinché fosse accolto e finanziato dalla Provincia. Il finanziamento arrivò e i lavori iniziarono quasi subito e, mentre si succedevano una serie di dirigenti e di assessori nell’ultimo periodo dell’amministrazione Allocca, conclusasi con l’inaspettata malattia e morte del sindaco, il campetto fu quasi completato. Poi lo stop per altri due anni, durante i quali a più riprese il cantiere, benché recintato, è stato oggetto di sversamenti selvaggi di rifiuti e di vandalismo. A rassicurare che il campetto sarà consegnato alla città al massimo entro dicembre, è il nuovo dirigente ai lavori pubblici, l’ingegner Giuseppe Catauro, che spiega: “La ditta sta ripulendo e risistemando gli spazi e le pareti danneggiate, poi provvederà a realizzare e recintare lo spazio del campetto, a mettere i lampioni, le panchine e tutto quanto è previsto dal progetto”. Resta l’incognita della chiesa adiacente al campetto e alla scuola primaria che, sconsacrata e abbandonata da anni, diventa sempre più fatiscente e pericolosa e sempre più ricettacolo di rifiuti di ogni tipo. “Stiamo cercando di capire la Curia, che ne è la legittima proprietaria, come vuole muoversi. Abbiamo sollecitato più volte la Curia- spiega il sindaco- affinché rinforzi almeno l’impalcatura e provveda alla messa in sicurezza della struttura”. Sarebbe sfumata, infatti, l’idea del sindaco Piccolo di acquisire la struttura la patrimonio comunale e di abbatterla, lasciando solo l’altare come segno storico. La sovraintendenza ha dato, infatti, parere sfavorevole all’abbattimento. Intanto, il tetto, a causa anche dei violenti temporali di questi ultimi anni, è quasi del tutto scomparso e i calcinacci continuano a cadere.







