Dopo l’arresto dei fratelli Ianuale altro colpo di magistratura e carabinieri.
Era nell’aria ma si è saputo con certezza solo stamattina, quando l’avvocato dei fratellastri Gianluca Ianuale e Marco Di Lorenzo Ianuale, figli della stessa madre, ma non dello stesso padre, Gianluca solo è il figlio del boss detenuto Vincenzo, non ha potuto fare ingresso nell’aula in cui si stava svolgendo l’udienza di convalida dei due rapinatori che la sera del 29 agosto hanno ucciso Anatoliy Korol, nel supermercato Piccolo di Castello di Cisterna, a pochi passi da casa loro. Il motivo che ha impedito l’ingresso in udienza all’avvocato Michele Sanseverino è che Gianluca e Marco lo hanno sostituito per impostare un’altra linea legale, quella che porta dritta alla collaborazione di giustizia. Del resto in queste ore negli ambienti investigativi che si stanno occupando del caso non si sta parlando d’altro. Intanto il gip Napolitano ha convalidato l’arresto e la custodia cautelare dei due giovani. Ci sono grandi speranze: la collaborazione di giustizia dei fratellastri potrebbe portare risultati investigativi eccezionali. Prima di tutto c’è da capire se i due assassini dell’immigrato ucraino, morto a colpi di pistola nel tentativo di fermarli, abbiano agito da soli o meno ( è stato già accertato che si sono avvalsi di almeno due pali ) e se facciano parte di una vera e propria banda organizzata di rapinatori e spacciatori che stavano imperversando nella zona. Poi c’è la questioni di fondo, ben più di peso, e cioè quella relativa al quadro mafioso dell’area. Anche se sono molto giovani i due ragazzi conservano comunque molti dei segreti del clan Ianuale, organizzazione che seppure in declino vede tuttora operanti molti criminali del territorio, magari passati ad altri clan. Si vedrà. Intanto ora entra in campo la legge sui pentiti. Ed è già un buon segno.



