Mercoledì scorso si è tenuta l’udienza (la formula scelta è il rito abbreviato) che ha visto alla sbarra alcuni vigili di Arzano e finita con la sentenza di condanna a sei mesi per il reato di falso ideologico. Non è scemata intanto la polemica intorno alla delibera commissariale di aspettativa dal servizio per il dirigente comunale Saverio Barone sottoposto a due misure cautelari: prima i domiciliari e, solo venti giorni or sono, l’obbligo di firma per il reato di falso ideologico. Una delibera che ha di fatto consentito all’indagato, nonostante la misura cautelare, di essere assunto come dirigente al Comune di Somma Vesuviana.
La condanna per falso ideologico ai vigili di Arzano conferma le accuse emerse nelle indagini coordinate dalla Procura di Napoli Nord. L’ufficiale V.M., il sottufficiale A.S. e il geometra F.A. resteranno sospesi dal servizio fino al terzo grado di giudizio, ossia fino a sentenza definitiva trattandosi di reato contro la pubblica amministrazione.
Stando alle indagini i tre avrebbero redatto un verbale di sopralluogo falso, con il presunto fine di favorire una collega che stava perpetrando abusi edilizi in una sua proprietà. Una vicenda che ha fatto molto scalpore nella zona nord del napoletano e che si rinfocola ogni giorno anche per la sorte toccata al dirigente Saverio Barone , ora in forza al Comune di Somma Vesuviana guidato dall’amministrazione del sindaco Pasquale Piccolo.





