Somma Vesuviana, Māter-ia: è stata presentata l’opera di Vittorio Valiante

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Māter-ia: è stata presentata l’opera di Vittorio Valiante

 Ieri sera si è svolta la presentazione di Māter-ia, l’opera dell’artista napoletano Vittorio Valiante, presso Hub-Side- Spazio Libero. Il progetto, a cura di Tramandars e Amici del Casamale, rappresenta un nuovo inizio per l’Abside della chiesa Collegiata in Santa Maria Maggiore che torna ad essere uno spazio aperto alla collettività. Intervenuto all’inaugurazione anche il Sindaco Salvatore Di Sarno che è entrato per primo ad ammirare il capolavoro di Valiante.

Si tratta del primo passo di una reinterpretazione più ampia della pala d’altare dell’artista Angelillo Arcuccio che si trova all’interno della chiesa. Un incontro tra passato e presente che dà il via ad un nuovo inizio per il Borgo Casamale e per la comunità sommese.

Māter-ia: l’opera.

L’opera di Valiante ha le stesse dimensioni della pala di Arcuccio ed è collocata in perfetta corrispondenza con essa. Si tratta una pala scomposta in tre raffigurazioni che hanno un unico filo conduttore, ovvero le fasi della vita di Cristo: Annunciazione, Natività e Deposizione. Fin dai tempi antichi, infatti, le pale avevano il compito di raccontare, attraverso le immagini, la storia della Chiesa.

In effetti, a sinistra l’Annunciazione è rappresentata da un’ala. Al centro, vi è una Madonna che allatta il Bambino Gesù. Infine, a destra, la Deposizione, con l’immagine del costato ferito di Cristo. L’artista ha spostato nella sua rappresentazione l’Annunciazione a sinistra e la Deposizione a destra, invertendo l’ordine delle pale antiche.

Valiante riprende, per Māter-ia, la tecnica dell’olio su carta per le parti figurali, la stessa utilizzata da Arcuccio per i dettagli della sua pala, in particolare per il volto della Madonna. Il resto è invece olio su legno. Anche l’effetto damascato in oro presente nella pala di Valiante è un richiamo ad Arcuccio. È, in realtà, una rivisitazione del motivo della pala della chiesa, frutto dell’influenza fiamminga del Rinascimento napoletano.

Māter-ia ha un grande significato alle spalle. La pala è divisa per rappresentare una comunità che proprio negli spazi vuoti deve andare a costruire nuova coesione e unione. È il simbolo della possibilità di un nuovo senso di appartenenza alla propria città, alle proprie radici. Lo stesso Valiante dice che dietro le immagini della vita di Cristo, ha voluto racchiudere la storia di ogni essere umano. Ognuno può riconoscersi nell’opera e può identificarsi in Māter-ia. Alla domanda: “Che cosa rappresenta l’aver donato quest’opera alla comunità sommese?” Vittorio Valiante risponde: “Un grande onore”.