Home Prima pagina Somma Vesuviana, l’Odissea dell’area pubblica di Rione Trieste affidata infine all’Accademia Vesuviana

Somma Vesuviana, l’Odissea dell’area pubblica di Rione Trieste affidata infine all’Accademia Vesuviana

890
0
CONDIVIDI

Questa è una storia che viene da lontano, si dipana e si attorciglia su sé stessa con affidamenti, dinieghi, aggiustamenti, riaffidamenti, politica e burocrazia. Era novembre 2016 quando demmo notizia dell’affidamento in gestione del campo, con annesso parco e altri spazi, di Rione Trieste. Poche settimane prima la diocesi di Nola aveva assegnato in gestione, all’Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche, la chiesa sconsacrata di Santa Maria di Costantinopoli. A novembre 2016, dunque, il campetto da sempre preda di incuria e di vandali viene affidato – tramite aggiudicazione di un bando per manifestazione di interesse – al presidente dell’Accademia, Biagio Esposito. La decisione è presa dalla commissione comunale nominata con determina dirigenziale e presieduta dalla responsabile di posizione organizzativa Monica D’Amore.

Ma andiamo con ordine.  Il bando era stato indetto nel luglio precedente, dopo ormai quattro anni dall’avvio dei lavori al parco pubblico (dicembre 2015) con annunci da Palazzo Torino (il sindaco era Pasquale Piccolo, oggi consigliere di opposizione). La progettazione del parco era stata affidata agli architetti Luigi Esposito e Pasquale D’Avino durante l’amministrazione di centrosinistra del sindaco Vincenzo D’Avino, l’opera fu poi ripresa dal sindaco Ferdinando Allocca.  E a seguito di numerosi raid vandalici, già frequenti nel 2012, la ditta che si aggiudicò la gara dovette provvedere più volte a ripristinare i luoghi e riparare i danni. I primi di dicembre 2015,  con il coordinamento dell’architetto Mena Iovine,  il piccolo parco pubblico di Rione Trieste, con tanto di campetto sportivo e area giochi, allocato tra il plesso di scuola primaria e dell’infanzia del II circolo didattico e la chiesa sconsacrata del rione, è completato, vede finalmente la luce. Reti metalliche, erba sintetica, panchine, spazi puliti e ripristinati. I ripetuti atti vandalici rischiavano – se non si fosse presa immediatamente una decisione sul futuro di quegli spazi – di disegnare un’altra area di nessuno, un’altra piazza Europa per intenderci. In ogni caso si procede alla manifestazione di interesse – ma di mezzo ci si mettono le continue difficoltà di cui la giunta Piccolo ha sofferto fin dall’inizio e tutte interne alla maggioranza. Per farla breve, alla fine anche l’aggiudicazione c’è: all’Accademia Vesuviana, come detto. A Biagio Esposito, suo presidente.

Sembrerebbe una strada ben delineata. Ma non è così. L’aggiudicazione avviene a novembre 2016, per l’appunto. Ma a gennaio 2017 accade qualcosa. Il 17 di quel mese, lo stesso giorno in cui Pasquale Piccolo rassegna le sue dimissioni, sul sito del comune (erano le 12, 23) compare una comunicazione ufficiale firmata dal responsabile di posizione organizzativa, l’architetto Monica D’Amore. Il documento informa che le proposte sono da ritenersi inidonee e che dunque l’affidamento è stato revocato. Il presidente dell’Accademia, Biagio Esposito, scrive poco dopo sui social: «Sono colpi di coda di amministratori locali, ancora una volta saremo costretti a ricorrere alle autorità giudiziarie per far valere le regole della legalità e di un diritto. Colpi di coda del signor sindaco di Somma Vesuviana contro di noi, vincitori di una regolare gara di appalto: pur di non affidarsi all’Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche, come da giusto verbale di aggiudicazione gara, oggi si pubblica una determina di rettifica e di annullamento di assegnazione. Noi, come prescrive la legge, abbiamo già dato mandato ai nostri avvocati amministrativisti e penalisti, per vederci riconoscere il diritto di legittimi assegnatari».

«Entrambe le offerte della procedura in parola non sono idonee a conseguire gli indirizzi dell’Ente, vista la comunicazione n.22747 dell’assessorato allo Sport e al Patrimonio che comunicava la volontà di implementare l’area in premessa dotandola di tutto quanto necessario per consentirne un uso pieno e continuo nel tempo, affinché la stessa possa diventare un impianto sportivo a tutti gli effetti» – si legge invece nell’atto del Comune.

 Intanto le dimissioni di Piccolo divengono definitive e si aprono nuovi scenari mentre Somma si appresta alle elezioni amministrative. Il 24 di febbraio Biagio Esposito fa pervenire una diffida al viceprefetto Carolina Iovino, chiedendole di andare avanti con la procedura di affidamento del campetto di Rione Trieste e degli spazi circostanti, ritenendo illegittima la determina con la quale l’amministrazione Piccolo aveva annullato l’affidamento.

E veniamo ai giorni nostri. L’ex sindaco è tra i due o tre consiglieri più agguerriti sui banchi di opposizione, il presidente dell’Accademia  finalmente ha ottenuto dall’amministrazione Di Sarno  l’agognato affidamento. Martedì scorso, 28 marzo 2018, il contratto per la gestione del campetto è stato sottoscritto. Un contratto di partenariato sociale per la valorizzazione e la manutenzione dell’area comunale attrezzata adiacente il plesso scolastico di via Costantinopoli. Le firme sono quelle di Monica d’Amore, responsabile del servizio, a rappresentare il Comune; e quella di Biagio Esposito, legale rappresentante dell’Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche. Alla base del contratto c’è la formula del “baratto amministrativo” disciplinato dal nuovo Codice Appalti il cui articolo 190 prevede che singoli cittadini o associazioni possano occuparsi della manutenzione, abbellimento, valorizzazione, di pezzi di città mediante idoneo contratto di partenariato. Detto, fatto, firmato. Visto poi che il 13 maggio del 2016 anche il regolamento sul baratto amministrativo era passato e approvato in consiglio comunale. Giacché, inoltre, non solo ad ottobre 2017 è stato deciso di completare il procedimento iniziato e giunto fino all’affidamento provvisorio ma si è anche provveduto, il 22 marzo scorso (2018), ad affidare definitivamente le attività previste nel precedente bando all’Accademia Vesuviana. Per quattro anni. A fronte di 900 euro di canone da corrispondere al Comune. Novecento euro all’anno, sia chiaro.

Ovviamente l’Accademia si è assunta, oltre agli onori, anche parecchi oneri: attività quotidiane di accoglienza per l’utilizzo di attrezzature e spazi (campo di calcetto, pista di bocce, area gioco per bambini, spazi di accesso e disimpegno), supporto e manutenzione, pulizia e custodia (h24, dunque si suppone che potrebbero diminuire anche i ripetuti furti e raid vandalici alla scuola adiacente); gli spazi ludici dovranno rimanere aperti tutti i giorni feriali dalle 8 alle 13 e dalle 15 alle 20, 30, di sabato fino a mezzanotte. Subito dopo la stipula del contratto, l’Accademia dovrà far pervenire al Comune un calendario delle attività e degli eventi fino al 31 dicembre 2018, assicurare l’allestimento dell’area gioco e dotare l’area di wi-fi e videosorveglianza, nonché riqualificare alcuni percorsi interni, sistemare le aiuole, installare panchine, un tavolo in pietra e cestini gettacarte oltre che dotarsi di strutture che impediscano l’accesso di auto e moto, allestendo pure una rastrelliera per biciclette.

Alla struttura avranno pieno accesso gli alunni di tutti gli istituti scolastici, così come il Comune per propri eventi – coordinandosi naturalmente con il programma presentato dall’Accademia – e l’impianto non potrà essere utilizzato per finalità non previste dal contratto. Un contratto per nulla stringente: i proventi derivanti dalla riscossione di quote di utilizzo delle strutture ludico ricreative andranno all’Accademia (tariffe già stabilite: 11 euro l’ora per il campo da calcetto; 5 euro per la pista di bocce; accesso gratis all’area giochi). Ma c’è di più: nel contratto è ben stabilito che l’area, ai fini della valorizzazione, potrà ospitare un chiosco bibite. Per quest’ultimo servirà un’altra procedura pubblica alla quale potrà partecipare, evidentemente, anche l’Accademia.