L’Isis è viva e lotta contro di noi. Da diversi mesi era venuto meno il clamore di attacchi a luoghi simbolo o a persone ignare da parte dei musulmani radicalizzati. La cronaca di queste ore ci avverte che è inutile farsi illusioni, perché questi tipi così turbati vogliono in tutti i modi accopparci e schiantarsi in nome di una improbabile fede che conduce al martirio (che strana fede!).
E così abbiamo che un algerino di 22 anni è andato a fracassarsi con una macchina rubata contro le fioriere installate per proteggere la basilica di Pompei. Ma abbiamo pure una rete di jihadisti con base a Torino che, prima dell’arresto avvenuto nelle ore scorse, vedeva gli adepti indottrinarsi a vicenda con l’obiettivo di colpire gli “impuri di fede”.
L’ordine era preciso: “Agli infedeli bisogna tagliare i genitali!”. Dico io, perché i genitali, eh? perché? Cosa avete contro i nostri genitali? Ciò dimostra che il loro risentimento è fuori misura, anzi, forse il loro è solo un problema di misure. La loro guerra di religione è mossa da un solo, inconfessabile, odioso sentimento: l’invidia.
La loro è tutta invidia.
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