Con una lettera firmata, un cittadino commenta l’odissea della struttura invitando amministratori e consiglieri ad attivarsi. E non solo sul web.
C’era una volta il parcheggio di via Torre. Bello, nuovo, moderno, su due piani, una entrata e un’uscita (non come quello di via Casaraia, a proposito chi paga per quello scempio?), sicuro, strategico (appena fuori dal centro storico), ma con un piccolissimo neo. Non funziona. Non è attivo. A tre mesi dalla fine dei lavori, dalla consegna dell’impresa al comune, che ne è proprietario, tutto è fermo. Immobile. Ma come? Dopo anni di patemi d’animo, di stop and go, di giudici e pagamenti che ci sono e non si sono, di ritardi e impedimenti all’italiana, mi consegnano finalmente la casa e non ci vado ad abitare. Caro sindaco cosa aspettiamo? Cara amministrazione cosa vogliamo con questo parcheggio? L’ennesima cattedrale nel deserto? Un parcheggio serve banalmente a parcheggiare le auto. Ma questo, giusto per ricordarlo a noi stessi, aveva un altro scopo. Più nobile e utile.
Doveva servire, in primis, al Casamale, impedendo la sosta selvaggia, a meno che non si possedesse un garage proprio. E chi continua testardamente a parcheggiare dove gli pare si prende una multa, perché non può trasformare il suolo pubblico in garage privato. Come sono appunto alcune strade del centro storico, soprattutto via Collegiata, via Botteghe, via Ferrante D’Aragona, la fine di via Piccioli, e proprio via Torre oramai “privatizzata”. Dopodiché sarebbe partita la fase due: ovvero fare del Casamale una zona a traffico limitato, impedire l’accesso a chi non vi abita (appunto c’è un parcheggio che serve a questo), chi vuole andare a trovare parenti, a prendere un caffè, a fare due passi, parcheggia negli appositi spazi. Infine la terza fase: una domenica al mese chiudere tutto il centro storico al traffico, residenti compresi. Tutto ciò ha un nome: progetto. Programmazione. Politicamente significa prendere provvedimenti e assumersi delle responsabilità. Che toccano al sindaco, alla sua squadra, alla maggioranza che lo sostiene.
Ci sono consiglieri bulimici dei social, dei webeti direbbe Mentana, che ci fanno sapere che con lo slogan “Somma prima di tutto” si fanno tante belle cose per la nostra città. Potrebbe ogni tanto anche dire “E subito dopo il Casamale” e farlo vedere ai suoi amici su Feisbuc. Certo anche l’opposizione potrebbe ogni tanto dire: scusate ma il parcheggio di via Torre che fine ha fatto? Possibile che a Somma si costruiscono i parcheggi per tenerli chiusi? E presentare delle controproposte. Invece ci ritroviamo l’ignavia. L’insipienza. L’inettitudine. Ancora una volta il Casamale ne esce con le ossa rotte. Prima il castello D’Alagno, poi l’accesso di Colonnello Aliperta (era meglio che lasciavano il terreno anziché dei luridi pannelli di legno), ancora il degrado quotidiano (basta pensare alle “saettelle” che non si puliscono da anni), il centro storico è ripiegato su stesso. Avvilito. Rassegnato. Triste.
Caro sindaco e assessori competenti attivatevi, pubblicamente, alla luce del sole, fateci sapere cosa volete fare con questo parcheggio. Promuovete delle iniziative: per esempio quanti residenti sono disponibili ad usufruire, pagando ovviamente, di un posto auto. Magari non ci riuscite, magari i residenti possono darvi una mano, ma almeno battete un colpo. Se ci siete. Perché poi arriva l’oblio, che come recita la Treccani, è: dimenticanza (non come fatto momentaneo, per distrazione o per difetto di memoria, ma come stato più o meno duraturo, come scomparsa o sospensione dal ricordo). C’era una volta il parcheggio di via Torre….
Salvatore Piccolo








