Celestino Allocca, Pasquale Piccolo, Salvatore Rianna e qualche altra sorpresa in serbo per i sommesi che presto andranno alle urne.

Montagne innevate, sfondo che più celeste non si può e una «C» ricorrente che è quella dell’iniziale del nome del candidato sindaco Celestino Allocca, figlio del già sindaco Ferdinando. «Per la Cultura del benessere civile di Somma, per esserCi e ppartenerCi nel senso e nel sapore di un Colore che sa di Cielo sereno ed armonioso»: è il poetico endorsement di «Noi Liberi» ad Allocca.

Il candidato dalle rosee (pardon, celesti) speranze dovrà affilare le armi per una battaglia che non si preannuncia facile, scontrandosi nell’arena delle elezioni comunali con il sindaco dimissionario Pasquale Piccolo al lavoro sulle liste sin da quando ha deciso di mollare Palazzo Torino per «liberarsi» di scomodi alleati.

Ci sarebbe però un terzo contendente: altro candidato sindaco, pur se non ancora ufficialmente uscito allo scoperto, sarà Salvatore Rianna, ad oggi assessore nella giunta del sindaco Luca Capasso ad Ottaviano. Il commercialista sommese, già segretario del vecchio Ppi poi approdato alla Margherita, già consigliere comunale (con i sindaci Vincenzo D’Avino e Ferdinando Allocca con la Lista Cuore), già assessore, fu escluso dalle primarie del centrosinistra nel 2014 ed ebbe poi a definire quell’esperienza «una guerra tra bande». Intorno al suo nome si starebbero concentrando un bel po’ di moderati e professionisti.

E mentre Forza Italia, una cui parte sarebbe già tra le fila di Allocca, aspetta – così dice il coordinatore cittadino, Antonio Granato, «la decisione del partito», il Pd ha incontrato la scorsa settimana i consiglieri uscenti e i segretari politici del gruppo di opposizione che nell’ultimo anno di amministrazione ha collaborato. «In settimana ci rivedremo – dice il segretario Pd, Peppe Auriemma – per capire se vi possa essere un’intesa anche per le prossime amministrative». «Il clima per ora sembra buono – continua Auriemma- e tutti si sono detti disponibili a sondare le possibilità di un percorso comune, vedremo se le intenzioni si riveleranno altrettanto possibiliste. Non siamo, ovviamente, partiti dal nome di un possibile candidato sindaco, bensì dalla necessità di condividere un percorso di discontinuità amministrativa e politica: nomi non ne sono stati avanzati ma è stato ribadito che occorre uno spirito di corpo e che bisogna mettere le velleità personali dopo il bene comune».

Intanto, abbiamo chiesto a Tancredi Cimmino (sindaco di Somma Vesuviana negli anni ’80, deputato prima e senatore poi con i Cristiano Democratici negli anni 90 poi rieletto con l’Udeur e in seguito transitato nella dipietrista Italia dei Valori) come immagina il futuro di Somma Vesuviana: «Auspico la formazione di una squadra competente che voglia solo ed esclusivamente il bene di Somma Vesuviana – risponde Cimmino – io posso esserci direttamente o indirettamente, purché la nostra città abbia finalmente un sindaco che governi. E che lo si lasci lavorare».
a cura di Carmela D’Avino e Daniela Spadaro



