Si chiude bene per l’ex capo della polizia municipale: il giudice ha assolto i tre imputati «perché il fatto non sussiste». Di Palma, condannato di recente perché ritenuto dal Tribunale coinvolto nella vicenda inerente una contravvenzione «sparita», esce invece vittorioso dal processo in cui era accusato di aver rilasciato permessi speciali di sosta a persone che non ne avevano diritto, su istigazione del consigliere Sergio D’Avino e di Giuseppe Parisi.
Difeso dall’avvocato Angelo Neri, l’ex comandante Di Palma è stato assolto, scagionato da tutte le accuse, così anche D’Avino e Parisi, assistiti rispettivamente dai legali Vincenzo D’Alessandro e Francesco Picca.
I tre furono rinviati a giudizio nel 2010, il dibattimento in aula cominciò a giugno del 2011, l’istruttoria dibattimentale si è conclusa, dopo vari rinvii, quest’anno. Di Palma era accusato di aver falsamente attestato, su istigazione di D’Avino, che alcuni permessi di parcheggio erano stati rilasciati proprio in nome del consigliere comunale. Così sarebbe stato anche su istigazione di Parisi, una circostanza non rispondente alla realtà giacché, come poi detto e ribadito in aula, Parisi non ha mai ricoperto uffici pubblici al Comune di Somma Vesuviana.
Era vero, invece, che una quota di parcheggi era riservata a determinate categorie che potevano usufruire di speciali permessi concessi dal Comune. Dalle testimonianze è emerso che non esisteva però alcun regolamento e che il coinvolgimento di coloro che sono poi divenuti imputati è avvenuto a seguito di una denuncia anonima ed alcuni «permessi» citati nell’esposto senza firma non sono mai stati rinvenuti. L’accusa non ha potuto dimostrare alcuna responsabilità a carico del comandante, anzi i permessi specifici sui quali si fondava il procedimento risultavano abbinati ad automobili utilizzate dallo stesso consigliere D’Avino. A Parisi, non è mai risultato concesso alcun permesso.



