Somma Vesuviana, Il tre della croce ‘o ciglio a Castiell

Con ancora nel cuore e negli occhi le emozioni del 1 maggio con  e Gavet n’ fest, oggi sul ciglio si chiude la festa di devozione 2017 in onore della Madonna di Castello. 

Con ancora nel cuore e negli occhi le emozioni del 1 maggio con  e Gavet n’ fest, le numerose paranze già dall’alba di oggi sono salite sulla vetta più alta della montagna, ncopp o ciglio, per chiudere, con il tre maggio o tre della croce, le festa di devozione 2017  in onore della Madonna di Castello. Sabato dei fuochi sul ciglio e sul versante gnundo, 1 maggio sott  e Gavete e il tre maggio  chiusura sul ciglio: l’ascesa sulla montagna diventa un pellegrinaggio, un percorso di fede, di speranza, di liberazione, di amicizia.  Tre tappe verso una sola meta: la Madonna di Castello, Mamma Schiavona, la mamma dall’aspetto contadino e pacchiana al cui cospetto i paranzari elevano canti a figliola, si liberano in richieste di aiuto e di benedizione per le famiglie, per il raccolto, per scongiurare, come in passato, il pericolo del Vesuvio.  Ca man e ca fed e Mamma Schiavona , gli anziani , sostenuti da numerosissimi giovani, in continuo aumento anno per anno, salgono fin sopra la cima e lì, in un clima di festa, onorano tutti i riti  previsti dalla tradizione. Dalla benedizione del più anziano di tutti i capo paranza allo scambio degli auguri  all’accensione della fiammella dei falò al brindisi augurale  e di benvenuto con tutti gli amici fino al canto (solo voce)  a Mamma Schiavona nella chiesetta di Santa Maria a Castello.  Sul ciglio ogni gesto deve avere un senso e, soprattutto, deve essere rispettoso della tradizione. Il buon vino per gridare dal cuore “pe cient’ann”  accompagna diversi momenti della giornata e i partecipanti si lasciano andare  in danze liberatorie. Occhi negli occhi per sfidarsi,  per combattere, per non arrendersi  e per decidere di lasciarsi sedurre. Braccia che si alzano e si abbassano come se si simulasse il raccolto, la torsione del busto come chi si arrampica tra i rami. E’ un gioco di movimenti sensuali indescrivibili, è un volteggiare e muoversi nello spazio senza limiti e ne confini. All’imbrunire, così come sono saliti, i paranzari e le allegre comitive scendono tutti insieme illuminando i sentieri  scoscesi con le fiaccole. Nessuno resta solo, tutti uniti, tutti e ciascuno illuminato dalla fiaccola dell’altro. A valle la festa continua  e raggiunge il clou con la consegna della pertica a una donna . Un dono che viene condiviso da tutti i presenti. Proprio come  in un’unica grande famiglia.  E, con la stessa emozione d sempre, il saluto per tutti : Pe cient’ann, e comm c’amm vist avuann pur all’ann che ven nsiem a tutt sta bella cummrtazion e nsiem a mammà Schiavona!

(fonte foto: C.Teodonno)