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Somma Vesuviana, al via la digitalizzazione dei registri di sepoltura del Cimitero cittadino

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Il 27 novembre del 1839, con una solenne cerimonia religiosa, il vicario foraneo di Somma, don Felice (di) Mauro, canonico cantore dell’insigne Collegiata, dichiarò ufficialmente aperto il cimitero cittadino della Terra di Somma alla presenza del clero secolare e regolare, del sindaco Francesco Marzano e del Decurionato.

Questo avvenimento – spiega il compianto ing. Giorgio Cocozza – segnò per Somma un passo avanti sulla via del progresso civile. Il 5 dicembre successivo, il cimitero accolse il suo primo ospite: Pasquale Esposito Alaja di anni 5. Già a partire, però, dal 1809, con lo stato civile napoleonico, fu stabilito che fosse stato il sindaco a curare, tramite un addetto, la registrazione degli atti di morte, sino ad allora annotati nei libri dei defunti (liber defunctorum), in cui i parroci sommesi annotavano i nominativi di coloro che erano morti e la loro condizione sacramentale. La tenuta di quest’ultimi registri fu introdotta dal Rituale romanum del 1614.

Camposanto nel 1839 (dis. Raffaele D’Avino)

L’ Archivio Storico Cittadino G. Cocozza d’ accordo con l’Organizzazione Internazionale FamilySearch, in virtù di una convenzione attiva con la Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura, ha predisposto un progetto esecutivo per la digitalizzazione dei registri di sepoltura, conservati nel codesto ente, da effettuarsi nel rispetto dei limiti previsti dal D. Lgs. 196/2003 e s.m.i. in materia di privacy. A tal riguardo, l’Amministrazione cittadina, guidata dal Sindaco Salvatore Di Sarno, ha deliberato con un atto di Giunta municipale n° 160 del 29.11.2024 la propria autorizzazione a tale progetto, che andrà ad inserirsi in quel grande programma di digitalizzazione dell’intero patrimonio archivistico. L’iniziativa sarà autorizzata dalla Soprintendenza Archivistica e bibliografica della Campania.

Atti di sepoltura di sei presunti briganti nel 1861

Leader mondiale nel campo della conservazione e della fruizione di documenti storici, FamilySearch ha già digitalizzato miliardi di registri di oltre 200 paesi. Preservare i documenti storici è solo una parte di questo grande progetto universale, ma renderli facilmente accessibili ai ricercatori e a chi si occupa di storia familiare in tutto il mondo, ogni volta che ne hanno bisogno, è l’altra parte essenziale, spiega Walter Zafarana, strategic relations manager Italia/Malta di FamilySearch.

Un ringraziamento doveroso alla grande squadra municipale che ha collaborato a questa pregevole iniziativa: Emanuela Allocca, Mariella Romano, Daniele Di Palma e Carmine Esposito.

Digitalizzare i registri cimiteriali offrirà, in un secondo momento, alle famiglie la possibilità di trovare facilmente online la tomba di una persona cara, di avere un profilo digitale di ogni defunto e di poter inviare fiori al cimitero con il servizio di posizionamento sulla lapide.

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