L’anniversario è stata anche l’occasione per Don Nicola De Sena – unitamente alla comunità trinitaria, i sacerdoti e i parroci della città di Somma Vesuviana – di rendere omaggio ad un figlio di quest’antica e nobile terra.
Venerdì 12 gennaio 2024, i festeggiamenti continueranno alle ore 19:30 con un incontro nella sala Santa Caterina sul tema Chiamati e inviati – Una vita per l’ unità e la fraternità universale. L’ evento, alla presenza di padre Leopoldo, sarà curato dai Giovani per un mondo unito con il Centro Vita e dalla Comunità interparrocchiale San Giorgio Martire – San Michele Arcangelo.
Padre Leopoldo Ignazio Feola nacque a Somma Vesuviana in via Canonico Feola il 25 novembre del 1946 dall’impiegato municipale Enrico e dalla casalinga Anna Caracciolo. All’età di 10 anni, dopo la mancata ammissione al Seminario di Nola, fu accolto nell’Ordine della Santissima Trinità, presente a Somma Vesuviana già dal 1930. Il padre morì il giorno del suo 18° compleanno e a nulla valse l’impegno del Municipio ad accordargli il lavoro del defunto genitore, in quanto primogenito. Il giovane si era già stretto al suo grande ideale: diventare padre trinitario e abbracciare la missione. Studiò teologia a Roma, poi si recò a Cori e a Palestrina e, dopo aver preso messa nel 1973, partì per il Madagascar all’età di 27 anni.
La celebrazione del 50°, che si è tenuta il 27 dicembre 2023 nella Reale Chiesa di San Domenico, alla presenza di numerosi fedeli e familiari, ha ricordato il giorno della sua ordinazione e il famoso corteo che lo portò nella monumentale Chiesa di san Domenico dalla sua casa paterna in via Canonico Feola. Era il 23 dicembre del 1973, quando padre Leopoldo ricevette l’ordinazione presbiterale dalle mani del Rev. Mons. Guerino Grimaldi (1916 – 1992), Vescovo di Nola, accompagnato dal parroco di allora Sac. Nicola Menna (1931 – 1979). Dopo 50 anni, un altro don Nicola lo ha voluto riaccogliere in questo luogo a lui caro, insieme alla sua comunità, rendendo dono della sua vita consacrata.
Nei suoi 50 anni di sacerdozio – spiega il parroco di San Michele Arcangelo e San Giorgio martire – padre Leopoldo ha sperimentato la precarietà e la condizione di nomade, vivendo in una terra – inizialmente – non sua, il Madagascar, chiamato a portare il Vangelo ai popoli, ad incarnare lo stile di Gesù nella tua testimonianza. Una terra, con la sua Provincia missionaria di Nostra Signora del Buon Rimedio, divenuta non più straniera per il nostro frate, dove attualmente esercita il ministero sacerdotale con attenzione e formidabile cura. Don Nicola, per l’occasione, ha voluto lodare la SS.ma Trinità per la vita del religioso spesa per il Vangelo e per la missione e, nel ringraziare Dio per questo, ha voluto dire grazie ai suoi defunti genitori che non hanno mai ostacolato il suo cammino vocazionale; anzi, alla morte del padre Enrico, fu la madre Anna, ma soprattutto la sua volontà, a non fermare la sua formazione, in quanto da primo figlio maschio, avrebbe dovuto portare avanti la famiglia. Don Nicola, infine, ha voluto ribadire il ruolo essenziale che il presbitero deve essere, un po’come il discepolo amato: non deve staccare mai il suo orecchio dal cuore del Maestro, per ascoltare i suoi battiti d’amore per l’umanità e così, avere la stessa sua compassione verso tutti, soprattutto gli ultimi e i poveri; deve avere la forza di correre più veloce per essere testimone vivente della potenza e la grazia del Risorto; deve riconoscere in mezzo al caos e alla confusione di questi tempi, il volto e la voce del Cristo, che chiama ancora a pascere le sue pecorelle con la sua stessa sollecitudine.



