Stamattina parte l’asta delle case dei truffati fatte confiscare dalle banche.
Dramma Soficoop: è stato piuttosto teso il tavolo di confronto tra il sindaco di Somma Vesuviana, Pasquale Piccolo, e gli esponenti del Pd, i consiglieri comunali Giuseppe Auriemma e Giuseppe Cimmino, e i funzionari e componenti degli assetti regionali del partito Paolo Persico e Anna Autiero. A ogni modo ieri sera dalla sala giunta del municipio, mentre all’esterno, in piazza Trivio, decine di abitanti del rione Soficoop di via Milano attendevano notizie, è spuntata alla fine una convergenza forse inattesa, una sorta d’unità d’intenti sulle prossime azioni da intraprendere. Eccole: il sindaco stamane si recherà dal prefetto, Gerarda Pantalone. Obiettivo: segnalare che ormai la situazione per l’ordine pubblico è compromessa visto che l’asta giudiziaria dei primi venti dei cinquanta appartamenti fatti confiscare dalle banche partirà proprio stamane, nella sede del curatore fallimentare, in via Aliperta. Contemporaneamente il Pd eserciterà una serie di pressioni politiche sulla Regione e sulle altre sedi competenti in materia. Al confronto di ieri hanno partecipato anche il legale del comune, l’avvocato Gaetano Perillo, un legale della Federconsumatori, Claudia Piscione, e l’avvocato che rappresenta i truffati, Gianluca Annicelli. La tensione c’è stata perchè sia Annicelli che Piscione, appoggiati da Anna Autiero, hanno attaccato in maniera sferzante il sindaco nel tentativo si strappare un impegno finanziario del comune sul fronte dell’estinzione del debito da cui è scaturita la confisca degli alloggi: circa quattro milioni e mezzo di euro. “Il comune non ha la disponibilità economica sufficiente – la risposta sostanziale, spesso esibita a muso duro da Pasquale Piccolo – anche perché – ha aggiunto il sindaco – se dovessimo acquisire la proprietà degli immobili l’ente rischierebbe il dissesto finanziario, esponendosi per cifre variabili da un minimo di 5 milioni di euro fino a 10 milioni. Dunque: impossibile praticare questa strada”. I guai combinati dalle convenzioni stipulate dalla cooperativa Soficoop con i comuni dell’area vesuviana, per la realizzazione di edilizia economica e popolare, come quella del rione di via Milano, hanno già fatto una vittima illustre tra le municipalità della zona. “Il comune di Pollena – ha riferito Piccolo al tavolo – è in dissesto per una cessione di aree a Soficoop”. “L’unica cosa che può bloccare l’asta delle case – ha concluso il primo cittadino – è la procura della Repubblica di Nola”. Il titolare della cooperativa Soficoop, Salvatore Nappi, risultata insolvente nei riguardi dell’ex Banco di Napoli, venti anni fa fu arrestato per vari reati compiuti insieme ad alcuni tecnici ed esponenti politici di alcune amministrazioni con cui erano state stipulate le convenzioni finalizzate all’edilizia agevolata. “Poi però sono stati tutti assolti”, la battuta amara di Piccolo. Il dramma quindi resta in tutta la sua pericolosa portata. Stamattina il curatore fallimentare darà il via all’asta delle prime venti case di via Milano, abitate da oltre vent’anni da altrettante famiglie di acquirenti che spesero fino a cento milioni delle vecchie lire per i preliminari d’acquisto. Compratori che poi, quando si accorsero che Nappi non aveva girato alla banca il loro danaro, decisero di non pagare più nulla per la paura di perdere ancora più soldi. Nel frattempo da parte loro è risultata impossibile anche la prospettiva di acquistare le case perché la società di recupero crediti dell’Istituto bancario San Paolo di Torino (ex Banco di Napoli) ha imposto la base d’asta massima, appartamenti dunque per i quali sarà di sicuro necessario sborsare cifre di mercato oscillanti intorno ai 200mila euro. “Stiamo andando a querelare chi ha messo cinquanta famiglie in queste condizioni – ha annunciato al tavolo del confronto l’avvocato Gianluca Annicelli – il nostro sospetto è che questi vogliano riacquistare gli appartamenti per poi rivenderseli, com’è già successo per due alloggi di Sant’Anastasia, finiti dopo un’asta di nuovo in possesso dei soliti noti, in particolare della moglie di uno di quelli che hanno rovinato l’esistenza di tante persone oneste”. C’è però anche la prospettiva che l’asta resti deserta e che quindi gli appartamenti finiscano nella disponibilità diretta della società di recupero crediti che sta curando la procedura di estinzione del debito del rione Soficoop.


