A quasi un anno dalla sua scomparsa, amici e parenti ricorderanno l’ex sindaco anastasiano in un incontro che si svolgerà sabato 23 maggio alle ore 18.30 presso l’Auditorium del Convento di Sant’Antonio.
Il due giugno dello scorso anno moriva, stroncato da una brutta malattia, Mario Romano, docente di fisica all’Università di Napoli “Federico II”.
Per ricordarlo, l’associazione civica neAnastasis insieme alla famiglia dell’ex sindaco di Sant’Anastasia (in carica dal 1995 al 1997) organizzano per sabato 23 maggio alle ore 18.30 presso l’Auditorium del Convento di Sant’Antonio «Ricordando Mario Romano, tra musica e parole», un evento in cui coloro che vi parteciperanno potranno esprimere un ricordo personale sullo stimato professore. La manifestazione sarà allietata dalle performance dei musicisti Francesco Di Costanzo e Rocco Roggia (violino), Andrea De Martino (viola), Raffaele Righiari (violoncello) e dal tenore Pasquale Francese.
A spiegarci il motivo di questa iniziativa è Antonio Sasso, anima di neAnastasis: «Mario era un amico importante per me e per gli amici della nostra associazione e meritava di essere ricordato. Poichè Mario era però anche un personaggio pubblico per il ruolo che ha ricoperto come Sindaco di questa città e, soprattutto, per il modo con il quale ha interpretato la politica abbiamo ritenuto utile ricordarlo con un evento pubblico».
«Sono tante le persone che, indipendentemente dal loro credo politico, ancora oggi nutrono per lui stima ed affetto. Se questi sentimenti sedimentano nel cuore delle persone, evidentemente Mario qualche traccia l’avrà lasciata. Certo, ci sono anche persone, penso poche, che hanno mal sopportato la coerenza e il rigore che Mario metteva al centro del suo modo di interpretare la politica», ha rintuzzato l’ex assessore all’Ambiente in carica proprio nel biennio dell’amministrazione Romano chiosando:
«Oggi se Mario fosse in vita inorridirebbe di fronte al degrado umano e morale in cui versa la politica, quella campana in particolare, dove affarismo, clientele, trasformismo, interessi personali e finanche malaffare sembrano spadroneggiare. Penso anche, però, che questo sarebbe stato per lui uno stimolo ancora più forte per non mollare, per tenere acceso un lumicino di speranza fatto di un modo di fare politica in cui ci si sporca le mani (come usava dire don Lorenzo Milani) non per i propri interessi ma per quelli altrui». «Sono certo che Mario – ha concluso Antonio Sasso – avrebbe continuato a dare la sua testimonianza basata su ideali per costruire un mondo migliore dell’attuale».
(Fonte foto: Rete Internet)



