«Dipendenze Day» è l’evento rivolto ad alunni, genitori ed insegnanti, che si è svolto giovedì 21 maggio, nell’aula consiliare di Palazzo Siano. Apre sul territorio uno Sportello Ascolto ad hoc guidato dalla psicologa e psicoterapeuta Florinda Maione.
Momenti di confronto e spunti di riflessione al «Dipendenze day», una giornata istituita dall’amministrazione a guida Abete e caldeggiata dagli assessorati alla Cultura e Politiche Sociali contro tutte le forme di dipendenze, dalle più tradizionali alle nuove, come la dipendenza dal gioco d’azzardo, dal sesso, da Internet e dai telefonini.
La manifestazione, svoltasi giovedì 21 maggio, nell’aula consiliare di Palazzo Siano, è stata divisa in due momenti: la mattina per gli alunni delle scuole medie degli I.C.S. anastasiani «Tenente Mario De Rosa» e «Elsa Morante», ed i ragazzi del locale Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore «Luca Pacioli» e quelli dell’Istituto Tecnico Industriale “Ettore Majorana” (Somma Vesuviana), dove si è discusso delle nuove dipendenze in modo interattivo con il racconto di esperienze personali di alcuni allievi. Il pomeriggio, invece, dalle ore 17:30 (foto), si è discusso con insegnanti e genitori dei vari tipi di dipendenze, di come comprendere i primi segnali che i ragazzi manifestano e come aiutarli ad uscirne fuori.
Presenti alla tavola rotonda l’assessore alle Politiche Sociali Cettina Giliberti la quale ha precisato che l’evento è «l’inizio di un nuovo percorso per essere d’aiuto alle tante famiglie che soffrono a causa soprattutto delle dipendenze da gioco. Da psicoterapeuta ho riscontrato sul territorio molte famiglie affette da tali patologie e credo che le istituzioni debbano intervenire fornendo mezzi di supporto. Questa giornata serve per far aprire gli occhi, è importante sapere queste cose per poi cercare di aiutare i nostri cari che si trovano in difficoltà. I genitori devono controllare i propri ragazzi e parlarne con loro, stargli vicini». Da questa fotografia dell’area anastasiana ecco che nasce lo «Sportello Ascolto Dipendenze», con consulenze gratuite due volte a settimana, attivo presso il Centro Polifunzionale Liguori, guidato da Florinda Maione, psicologa e psicoterapeuta, Presidente S.I.I.Pa.C Lazio (Società Italiana di intervento sulle Patologie Compulsive).
Al dibattito che si è svolto nel pomeriggio, era presente anche don Ciccio d’Ascoli, parroco della chiesa di Santa Maria La Nova che si è detto molto preoccupato dalla crisi dell’uomo: «I bimbi al catechismo sono già dipendentissimi da Internet e dai telefonini ma oggi il dato allarmante è che si è perso il senso della vera dimensione dell’uomo. Se vi guardate intorno vedete dei mondi a sé che vivono indipendentemente: questo tipo di umanità è il terreno più fertile su cui possono nascere le dipendenze. Il problema non è del singolo ma di una società che sta perdendo le coordinate dell’essere umano come individuo ma anche del vivere insieme. Quando l’uomo perde di vista il valore dell’altro, perde di vista anche il proprio valore».
«Oggi c’è anche la dipendenza del parlar male di tutto e di tutti: non esiste più la parola buona, la fiducia nell’altro, la conclusione è che solo io sono il migliore. Il problema serio è che ciascuno di noi si sente intoccabile, la fonte della verità, la fonte dei diritti; poi si cade perché non si può vivere sempre con l’illusione di essere superuomini, si deve constatare per forza di essere tutti uguali», ha proseguito il parroco concludendo: «Dobbiamo avere il coraggio di fare l’analisi della nostra personalità ma questo è molto difficile che accada perché per arrivare a ciò c’è bisogno di un processo educativo che, purtroppo, non c’è».
Attraverso l’ausilio di diversi contributi video, si è inoltre parlato anche di dipendenze derivanti dallo shopping, ma anche di web-bullismo e pedofilia. «Tutte queste attività nella deriva patologica portano conseguenze gravissime sulla persona – ha rintuzzato Florinda Maione – Di fronte al padrone della dipendenza si è disposti a perdere tutto». Altro tema affrontato, la ludopatia: è importante conoscere i sintomi e riconoscere i campanelli d’allarme che spingono uomini e donne di qualsiasi età a questa forma di dipendenza; bisogna, indi, aiutare e supportare la persona affetta a ristabilire il sistema familiare che ne subisce i danni.
Nel corso della kermesse c’è stata anche la forte testimonianza di un uomo che intorno ai 20 anni, a seguito alla separazione dei propri genitori ha iniziato a giocare ai cavalli e lanciato un chiaro messaggio alle famiglie: «Non basta che i bimbi mangino e che siano vestiti ed ordinati. Bisogna stare accanto a loro, aiutarli, comprenderli, parlare il loro linguaggio e mai attaccarli. La famiglia è molto importante. Oggi, dopo un lungo percorso di recupero, ho una compagna ed insieme stiamo cercando di avere un figlio. I genitori possono aiutare i loro bambini informandosi su come farli uscire dalle dipendenze».
A conclusione dell’evento, il sindaco Abete ha infine dichiarato: «La dipendenza dai social network distrae le persone dalla vita quotidiana; non sopporto che si sta a tavola e si usano i telefonini: è una cosa poco rispettosa. La responsabilità è tutta nostra: dagli amministratori locali al governo, dai genitori agli insegnanti, e nessuno ha il coraggio di invertire la tendenza». L’augurio è che non si abbassi la guardia sui vari tipi di dipendenze che rappresentano le minacce più pericolose e probabili che spesso causano una seria compromissione della sfera sociale, psicologica, lavorativa, ed affettiva delle persone.









