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La Procura della Repubblica di Nola
Lello Abete

Abete, alla guida del Comune al momento dell’arresto a dicembre 2019, ammette di aver preso soldi un’unica volta e dalle mani di Iorio. Una parte di quella cospicua cifra che serviva ad “agevolare” la vittoria di Georgia Biscardi nel concorso di istruttore amministrativo. Ricusa però ogni altra circostanza e sostiene che quella sia l’unica dazione di denaro intercorsa, asserendo di essere venuto a conoscenza di tutto il resto soltanto dalle “carte”, leggendo le risultanze investigative delle indagini condotte dalla guardia di finanza.  Iorio lo smentisce in aula nel corso di una dichiarazione spontanea, Lombardi si è riservato di ricorrere anch’egli a una dichiarazione nel caso lo ritenga necessario, così come fa sapere il suo legale. 

Pasquale Iorio

A distanza di poco meno di un anno dal suo arresto nell’ambito dell’inchiesta «Concorsopoli», l’ex sindaco Lello Abete, l’unico a non aver rilasciato dichiarazioni fino a ieri, fa sentire finalmente la sua voce. E lo fa in camera di consiglio, nel corso del processo per il quale lui e gli altri imputati della vicenda hanno scelto il rito abbreviato.

Egizio Lombardi

Si assume infine le proprie responsabilità Abete, ammettendo di aver incassato una mazzetta da cinquemila euro, parte della somma richiesta affinché Georgia Biscardi (risultata vincitrice del concorso per istruttore amministrativo categoria D) superasse le prove. Una vicenda che già l’ex consigliere Pasquale Iorio, interrogato dai pm Luca Pisciotta e Antonella Vitagliano, aveva raccontato (leggi qui) precisando che quei soldi furono consegnati da lui stesso ad Abete nel kit da dentista (spazzolino, dentifricio e filo interdentale), così come erano arrivati nelle sue mani dal marito della Biscardi, il dentista Paolo Manna che tra l’altro Abete sostiene di non aver conosciuto in precedenza, né lui né la moglie, entrambi destinatari a dicembre scorso di misure cautelari. Ma è l’unico episodio, dei tanti annotati (leggi qui) grazie alle intercettazioni, alle indagini e alle dichiarazioni degli altri tre coimputati, che Abete sia disposto a riconoscere come vero. O meglio, ne conferma in aula anche un secondo riguardante un concorrente di Pomigliano d’Arco della cui propensione a «parlare troppo» era stato informato da una dirigente scolastica anastasiana. L’episodio è nero su bianco nelle intercettazioni, scambi telefonici compresi tra Abete e Iorio. Di quella vicenda, ha confermato Abete in aula, sapeva. Semplicemente non avrebbe fatto nulla per timore di essere coinvolto in uno “scandalo”.  La difesa dell’ex sindaco è chiara. «Abete si è difeso – dice uno dei suoi legali, l’avvocato Valentino Di Ludovico – ma diciamo che è l’inchiesta a nascere “sbagliata”». Usa questo termine l’avvocato Di Ludovico riferendosi al reato associativo, che al momento si stanno ancora palleggiando Riesame e Cassazione. Già perché nonostante Abete abbia ammesso un episodio e non sia dunque, per sua stessa voce risuonata ieri in aula, estraneo ai fatti, ricusa completamente il castello accusatorio che lo vedrebbe parte integrante di una «associazione a delinquere» composta da Lombardi, Iorio e Montuori. Anzi, come detto in camera di consiglio, Abete sostiene di aver scelto il segretario comunale Egizio Lombardi unicamente sulla base del suo curriculum vitae e di non sapere nulla dei rapporti poi intercorsi tra lui, Iorio e Montuori. Ammette di aver preso soldi un’unica volta, dalle mani di Iorio, ma di non aver indetto i concorsi con l’intento di averne benefici elettorali o economici, bensì solo ed unicamente a causa della carenza di organico a Palazzo Siano, nonostante si andasse al voto dopo cinque anni di governo da lui stesso guidato. Nonché di aver appreso dei rapporti intercorsi tra Lombardi e Montuori che agivano pure su altri comuni e tra Lombardi e Iorio solo dalle «carte processuali». «Abete ha offerto la sua versione dei fatti, avendo ritenuto di dover fare chiarezza su tanti aspetti della vicenda finora rimasti nell’ombra – dicono i legali dell’ex sindaco, Valentino Di Ludovico e Domenico Sabbatino in una nota – ha ammesso le sue leggerezze anche nell’ottica di chiarire la propria posizione. Ha risposto in maniera esaustiva a tutte le domande che gli sono state rivolte dal giudice e dagli altri avvocati. Fiduciosi nel corso della giustizia, attendiamo».

La guardia di finanza di Napoli, il 6 dicembre 2019, arrestò Abete insieme a Pasquale Iorio, suo «uomo di fiducia» divenuto poco prima consigliere comunale (difeso dall’avvocato Sabato Graziano), l’ex segretario Egizio Lombardi (avvocato Antonio De Simone) e il titolare dell’agenzia selezioni e concorsi Alessandro Montuori (avvocati Vincenzo Desiderio e Antimo D’Alterio) con l’accusa di aver alterato i risultati delle prove dei concorsi pubblici in cambio di mazzette che variavano dai ventimila ai cinquantamila euro. Nei mesi scorsi, dinanzi ai pm, Iorio, Lombardi e Montuori hanno ammesso ogni risultanza investigativa, Abete non si era invece pronunciato fino a ieri quando ha riconosciuto un singolo episodio.  Quanto all’ex consigliere Iorio, nel corso di una dichiarazione spontanea in udienza, ha ribadito invece, contraddicendo quanto asserito da Abete, che «l’ex sindaco era a conoscenza di tutto e partecipava attivamente». Ed è su questo punto l’unica domanda che il giudice Lucio Aschettino ha rivolto ad Abete, chiedendogli come potesse Iorio, che nel periodo in cui si svolgono i fatti non era più parte del suo staff né ancora consigliere comunale, potesse avere tanta libertà di azione senza che il sindaco ne fosse a conoscenza.  Anche i legali di Iorio (Sabato Graziano) e di Lombardi (Antonio De Simone) hanno posto domande all’ex sindaco laddove si evidenziavano incongruenze con quanto dichiarato dai loro assistiti.  Nel frattempo prima di lasciare le redini del comune di Sant’Anastasia, ossia prima del voto di settembre scorso, il commissario prefettizio ha deciso la costituzione parte civile (leggi qui) nel processo contro gli ex amministratori e l’ex funzionario, ed ha annullato tutte le procedure concorsuali (leggi qui).  Le prossime udienze sono già fissate, venerdì 4 dicembre toccherà alla requisitoria del pm.