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Lello Abete
Pasquale Iorio

Dentifricio, spazzolino, filo interdentale e cinquemila euro in contanti: il kit da dentista, con tanto di banconote, sarebbe stato consegnato direttamente nelle mani dell’ex sindaco di Sant’Anastasia, Lello Abete, attualmente detenuto e in attesa dell’esito del tribunale del Riesame che venerdì prossimo deciderà in merito al ricorso presentato dai suoi legali, Isidoro Spiezia e Valentino Di Ludovico, dopo che l’istanza di scarcerazione presentata alcune settimane fa è stata rigettata. Abete è di fatto l’unico indagato dell’inchiesta Concorsopoli ancora in regime di carcerazione preventiva, tutti gli altri sono ai domiciliari: l’ex segretario generale di Sant’Anastasia e Pimonte – dove pure le prove sarebbero state alterate – l’imprenditore salernitano titolare dell’agenzia selezione concorsi, Alessandro Montuori e – già poco dopo gli arresti, anche all’ex consigliere Pasquale Iorio è stata applicata la misura della custodia domiciliare. Tra i quattro, l’ex sindaco è l’unico a non aver collaborato con la Procura, il solo a non aver confermato la propria responsabilità nei reati contestatigli. Iorio, Lombardi e Montuori hanno invece risposto ad ogni domanda dei pm Luca Pisciotta e Antonella Vitagliano, rinsaldando i risultati investigativi che portarono al blitz della guardia di finanza il 6 dicembre 2019.

Ad aggravare comunque la posizione di Abete, che riesca o meno a tornare a casa per Pasqua dopo ben quattro mesi di carcere, sono le confessioni dei co-indagati, Iorio in primis. Colui cioè che, anche in sede di interrogatorio, si è definito una sorta di «figlioccio» del sindaco. Ed è stato lui a rivelare ogni singola vicenda che ha portato all’alterazione dei concorsi pubblici di Sant’Anastasia. Come, per esempio, quella che riguarda altri due indagati di Concorsopoli: la vincitrice del concorso di istruttore contabile categoria D, Georgia Biscardi, e suo marito, il dentista Paolo Manna. I due erano già tra le conoscenze di Iorio, incaricato – così ha sostenuto dinanzi ai giudici – proprio da Abete di andare alla ricerca di concorrenti che aspirassero ad un posto in municipio. Per gli «adempimenti» relativi ai concorsi, Iorio si interfacciava per lo più con Lombardi e Montuori ma, una volta riscosso il denaro, consegnava di persona la parte destinata ad Abete, direttamente a casa del primo cittadino, ed è esattamente quello che ha ribadito in più occasioni dinanzi ai pm. Così sarebbe accaduto anche per la Biscardi, destinataria insieme al marito dal 6 dicembre della misura di divieto di dimora in Campania poi tramutata in obbligo di firma. È Iorio, tramite il marito, a convincere la Biscardi a partecipare ai concorsi. Ed è ancora Iorio a informare Manna, dopo aver appreso dal segretario Lombardi come funzionava il tutto, che il successo della moglie al concorso sarebbe costato 35mila euro. Il pagamento avviene in tre tranche: la prima da 15mila, una seconda da diecimila dopo il superamento delle preselezioni (stavolta in cambio di un foglio con le sei tracce che sarebbero «uscite» per la prova scritta e che la Biscardi doveva mandare a memoria). Qui però accade qualcosa e il giorno prima degli scritti Iorio racconta di essere stato contattato da Abete. «Mi comunicava che erano state estratte tracce differenti da quelle che io avevo consegnato alla Biscardi». Iorio contatta Lombardi per chiedergli come si possa rimediare e i due addivengono ad una soluzione: consegnare alla donna fogli sui quali svolgere la traccia che sarebbero poi stati sostituiti. Iorio va a casa dei coniugi Manna, consegna i fogli e ritira gli altri diecimila euro. Le domande per la prova orale vengono in possesso della Biscardi, sempre dalle mani di Iorio, mentre i tre si intrattenevano per una pizza in un ristorante sotto il Vesuvio. L’ultimo pagamento ha come scenario un bistrot di Sant’Anastasia poco lontano dall’abitazione di Iorio il quale rappresenta a Manna di voler rinunciare alla sua parte ma, dopo vari convenevoli, invece che diecimila riceve dalle sue mani 7500 euro. Qualche ora dopo, confesserà ai pm Vitagliano e Pisciotta, ne consegnerà cinquemila al sindaco, mettendoli in un borsello contenente un tipico kit da dentista, regalo di Manna. Soldi, dentifricio, spazzolino, filo interdentale. E il 30 ottobre del 2019 la Biscardi viene «regolarmente» assunta al Comune di Sant’Anastasia dove avrebbe percepito ogni mese la somma di 1928, 43 euro.