Sant’Anastasia, colpì alla testa bimba di 10 anni durante stesa, condannato in via definitiva a 11 anni e otto mesi. Il legale: “Mentalità camorristica da estirpare”. Borrelli: “Pene esemplari per criminali senza scrupoli”
Condannato in via definitiva a 11 anni e otto mesi dalla Corte d’Appello di Napoli il giovane che nel 2023 a Sant’Anastasia durante una stesa sparando all’impazzata colpì alla testa una bimba di dieci anni, salvata poi al Santobono, insieme al padre, ferito al polso, e alla madre, raggiunta all’addome da due proiettili. La Cassazione ha rigettato i motivi del ricorso dell’imputato. “Si è concluso definitivamente un vergognoso processo. Giovani violenti e fuori controllo, il più delle volte cresciuti in famiglie malavitose, come anche in questo caso, ricorrono senza scrupolo all’uso delle armi. L’episodio di Sant’Anastasia è sovrapponibile ai delitti dei giovanissimi Giògiò, musicista ucciso a piazza Municipio, e di Francesco Pio Maimone, freddato nella zona degli chalet di Mergellina. C’è una mentalità camorristica che va assolutamente estirpata, aggravata dal metodo mafioso alla base di queste violenze”, lo ha dichiarato l’avvocato Paolo Cerruti, legale della famiglia della bimba. “Pene esemplari per i giovani che ripercorrono le orme delle famiglie camorristiche e malavitose da cui provengono. A Sant’Anastasia si è rischiato l’eccidio di un’intera famiglia. Chi cresce in ambienti violenti troppo spesso incarna gli stessi valori dei genitori. In certi casi è necessaria la revoca della patria potestà ai genitori che non sono in grado di fornire dei buoni esempi ai figli, vittime inconsapevoli di meccanismi delinquenziali. A questi ragazzi andrebbe data l’opportunità di crescere in ambienti sani”, lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra.



