Sant’Anastasia. Bimba di dieci anni ferita a colpi di mitra lo scorso 23 maggio davanti ad una gelateria nel centro storico. La famiglia ha rifiutato il risarcimento danni di 5mila euro proposto da uno dei due giovanissimi indagati.
Un’offerta in denaro di appena 5mila euro. Così voleva provare ad alleggerire la portata delle sue azioni uno dei due indagati per il ferimento di un intero nucleo familiare avvenuto nel maggio scorso davanti ad un bar in Piazza Cattaneo. I due minorenni sono accusati dell’agguato pianificato dopo una lite con altri giovanissimi all’esterno del bar in cui la famiglia composta da madre, padre e due figli piccoli si erano recati per mangiare un gelato tutti insieme. Poi gli spari, circa una dozzina, che hanno accidentalmente colpirono l’intera famigliola, risparmiando solo il figlio più piccolo. Ad avere la peggio la bimba di dieci anni che riportò una ferita alla testa e per questo fu trasportata d’urgenza al Santobono, dove è stata salvata dai medici. Incastrati dalle telecamere, i due baby pistoleri furono identificati e arrestati nei giorni successivi al terribile accaduto.
Un episodio drammatico che la famiglia ricorderà sempre con estremo dolore. Per questo, quando i familiari di uno dei due minorenni ha proposto la cifra di 5mila euro come risarcimento danni, i genitori della piccola non hanno voluto neanche rispondere all’offerta, considerandola fin da subito inaccettabile. Ma non è l’unico gesto con cui il diciassettenne indagato ha cercato di ripulire la sua immagine così come previsto anche dalla strategia adottata dal suo legale Antonio Sorbilli. Il giovane ha fatto depositare anche una lettera di scuse alla famiglia colpita. Intanto, lui e il suo complice continuano a rimanere in carcere mentre i genitori della piccola chiedono solo che venga fatta giustizia.
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