E’ da irresponsabili quello di cui è capace la Giunta Comunale di San Vitaliano. E’ da un anno che la centralina della scuola “Marconi” segna il superamento del limite delle concentrazioni di polveri fini nell’aria come previsto dalla tollerante normativa europea.
Ed è dal novembre 2013, per la precisione dal 22 novembre 2013, che il Partito della Rifondazione Comunista e lo Spazio Sociale “Cento passi” chiedevano di conoscere quali azioni il sindaco Falcone intendesse intraprendere a seguito della pubblicazione del nostro comune nell’elenco dei comuni più inquinati della Campania. L’interrogazione veniva inviata al Sindaco, all’Assessore all’Ambiente , al Capogruppo di Maggioranza, al Capogruppo di Minoranza e a tutti i Consiglieri Comunali.
Di tutte queste esimie personalità solo il Capogruppo di Minoranza, Pasquale Raimo, con le due colleghe Roberta Nardi e Rosanna Sanges facevano propria l’interrogazione da portare in un futuro consiglio comunale. Consiglio Comunale MAI SVOLTOSI.
Per tutto l’anno successivo, il 2014, la richiesta veniva reiterata sul giornale “Centopassi” ma è regnata l’omertà. Il sindaco Falcone irresponsabilmente riteneva che con il silenzio faceva scomparire anche l’inquinamento dal territorio di San Vitaliano. Invece le cose si sono aggravate.
Ha dato prima la colpa dei valori elevati ad una stufa difettosa e adesso alla PIZZA.
L’amministrazione Falcone con la sua inerzia, incapacità e sottovalutazione non ha fatto altro che ingigantire il problema.
Dopo 25 mesi dalla Richiesta di Rifondazione Comunista e dello Spazio Sociale “Centopassi” come ciliegina sugli struffoli il Sindaco emana una ordinanza che ha il sapore beffardo della presa in giro dei cittadini. L’ordinanza n°20 del 17 dicembre 2015 vieta l’uso dei forni non a norma per la panificazione e per le pizze, l’uso dei camini e delle caldaie private, il riscaldamento delle cantine, dei box, dei garage e delle scale primarie e secondarie.
Ricordiamo che il sindaco Falcone è titolare di un’altra famosa ordinanza che vietava ai bambini di arrampicarsi sugli alberi!!! (Al ridicolo non c’è mai fine).
La cosa grave è che solo nella premessa si cita il termine “industrie” e poi non si chiarisce cosa si intende fare per il monitoraggio delle aziende. Pertanto siamo alla presenza di PALLE DI NATALE.
Visto che i livelli di polveri fini (Pm10 e Pm2,5) sforati sono come quelli di megalopoli come Pechino ci vuole un intervento serio. Non le filippiche contro chi vuole conoscere la reale situazione o gli organi di stampa che non sanno leggere e i cittadini che si improvvisano ingegneri, sindaci. Non Palle di Natale.
Abbiamo bisogno di provvedimenti immediati e di quelli a lungo e medio termine. L’ordinanza è frutto di improvvisazione tesa a tamponare l’onda critica ed una futura azione della magistratura. L’assenza di un assessorato competente e la conseguente mancanza di pianificazione adeguata fanno il resto.
Non viene preso in considerazione la deviazione del traffico veicolare di un’arteria intasata come la strada statale 7bis. E poi abbiamo bisogno di una informazione continua. Basta nascondere i dati. Almeno ogni 10 giorni pubblicare sul sito del comune i dati del superamento dei valori critici. Abbiamo bisogno di sapere chi e come farà rispettare le disposizioni in concreto. Nell’elenco dell’ordinanza mancavano solo i Rangers del Texas e le truppe di interposizione dell’ONU.
Bisogna aumentare il numero di centraline ed elaborare un piano di recupero della salubrità dell’aria. Così come è improcrastinabile una mappatura puntuale delle attività industriali critiche ed un loro eventuale adeguamento tecnologico che possa garantire i lavoratori e i cittadini.
Per adesso abbiamo bisogno di 2 cose.
- Della Pioggia
- Del Vento.
Sperando che questi due fattori ambientali abbassino i livelli e si portino via sia le Palle di Natale sia questa Amministrazione non sappiamo quanto incapace, quanto incompetente, quanto inesperta, quanto impreparata e dilettantesca ma sicuramente tracotante.
(Fonte foto: rete internet)



