La decisione della Regione Campania è stata pubblicata appena l’altro giorno sul bollettino regionale. E’ stato infatti bocciato in via definitiva il progetto di realizzazione di un enorme impianto di smaltimento dei rifiuti pericolosi, liquidi e solidi, da mezzo milione di tonnellate all’anno. Un impianto che doveva essere installato nell’A.T.R., lo stabilimento di Acerra, ubicato in zona Asi, dei fratelli Cuono, Giovanni e Salvatore Pellini, i tre imprenditori locali condannati l’anno scorso in terzo grado per disastro ambientale e attualmente in carcere. Il progetto del grande impianto di trattamento dei rifiuti tossici era stato ripresentato in Regione dai tecnici e dai legali dei fratelli Pellini dopo la condanna del tribunale di secondo grado e poco prima che gli imprenditori fossero rinchiusi in carcere, dove appunto attualmente si trovano. La bocciatura di quest’ultima iniziativa sul fronte dello smaltimento delle scorie, presentata in modo insistente alla Regione dal gruppo Pellini, sta intanto facendo tirare un sospiro di sollievo agli ambientalisti della zona, da tempo mobilitati contro questo piano di smaltimento dei rifiuti industriali pericolosi e non pericolosi, liquidi e solidi. Un programma che prevedeva il trattamento di 3000 tonnellate al giorno di scorie provenienti da tutta Italia. Nel frattempo, sempre secondo quanto deciso dal dipartimento ambientale della Regione Campania, è stato valutato che questo progetto presenta una serie di criticità. Palazzo Santa Lucia ha giudicato che l’impianto proposto dal gruppo Pellini è troppo “impattante” per un’area che già presenta pesanti problematiche legate all’inquinamento di suolo, aria e acqua. Un altro importante, e forse decisivo, aspetto, legato direttamente al primo e valutato dalla Regione è quello della mancata presentazione da parte del gruppo di una nuova valutazione d’impatto precedentemente richiesta dall’ente pubblico campano. Una integrazione che era stata fortemente rivendicata dalle varie associazioni ambientaliste che operano nel territorio di Acerra. A ogni modo la Regione Campania, con questa sua ultima e definitiva decisione, ha praticamente spazzato via le polemiche e fugato i dubbi residui. Rimangono intanto in carcere i tre fratelli Cuono, Giovanni e Salvatore Pellini (quest’ultimo ex maresciallo dei carabinieri), finiti in prigione con una condanna a sette anni di reclusione per traffico di rifiuti e disastro ambientale in provincia di Napoli. La Dda l’anno scorso ha sequestrato una serie di beni dei Pellini per un equivalente di 222 milioni. Tra i beni sequestrati c’è anche l’A.T.R.. Tra poche settimane il tribunale si pronuncerà sull’eventuale confisca di questo tesoro.
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