Intanto nella scuola dell’infanzia di Acerra bersagliata dai ladri manca il riscaldamento. Bimbi al gelo da giorni e orari ridotti per non farli stare troppo all’addiaccio
La brutta scoperta è stata fatta ieri, nella scuola dell’infanzia Diaz, ad Acerra. I ladri, probabilmente nella notte tra domenica e lunedi, si sono portati via persino la carta igienica. Rubata pure l’unica plastificatrice disponibile che serviva appunto a “plastificare”, cioè a mettere in sicurezza i fogli dei disegni fatti dagli alunni, rendendo in questo modo il materiale disinfettabile e quindi protetto dal Covid. Dunque, attrezzature sparite causa ennesimo furto. C’è rabbia, tanta rabbia. E’ il quarto furto nello spazio di un anno alla Diaz. La plastificatrice era stata acquistata con una colletta fatta tra gli insegnanti, vale a dire con uno dei classici espedienti a cui solitamente si fa ricorso nella nostra precaria scuola pubblica, costantemente in bolletta. Ma non è finita. C’è un altro dato che fa cadere le braccia. La scuola Diaz la settimana scorsa era stata fatta chiudere perché all’interno si battevano i denti. I bambini erano rimasti al gelo nelle classi divorate anche dall’umidità di queste ferali giornate piovosissime e fredde. Si è rotto un pezzo della caldaia. Ieri comunque la scuola ha riaperto, proprio quando è arrivata la batosta del furto. Ma il riscaldamento ancora manca. La preside è su tutte le furie. “Ogni volta che chiedo aiuto al Comune – si sfoga – non mi rispondono mai”. Il plesso Diaz è un edificio distaccato che fa parte del primo circolo didattico, quello che fa capo alla scuola di piazzale Renella, la Don Riboldi, dove lavora la preside Bonfiglio. Una scuola, questa di piazzale Renella, che è stata soprannominata “la scuola più bella del mondo” dal titolo dell’omonimo film comico interpretato da Christian De Sica e Rocco Papaleo. Alcune scene di questa fortunata quanto esilarante pellicola, che però fece indignare alcuni acerrani, rimasti piccati da battute un po’ stereotipate, furono girate davanti all’edificio. All’epoca per la produzione non fu possibile far girare il film all’interno perché l’edificio era stato dichiarato inagibile. E’ rimasto chiuso alle lezioni per nove, lunghissimi, anni. Poi, nel 2020, dopo una serie di lavori che sembravano interminabili, ha finalmente riaperto i battenti. Non senza polemiche. Nel luglio di quest’anno infatti la preside Bonfiglio è stata costretta ad “allestire” alla meglio il suo ufficio nel corridoio. Il sindaco vuole mettere in una parte dell’edificio che ospita da sempre la scuola un commissariato di polizia. I lavori hanno portato alla requisizione di una serie di stanze ed aule. Una delle stanze faceva parte degli uffici amministrativi della scuola. “Per non lasciare i miei collaboratori senza ufficio ho preferito privarmi del mio”, la decisione della preside Bonfiglio. Che aggiunge: “Se rinunciassero all’idea, sbagliatissima, di mettere nell’edificio di questa scuola anche un commissariato i polizia si potrebbe tranquillamente trasferire la platea di alunni del plesso distaccato Diaz all’interno della don Riboldi. In questo modo si eviterebbe di continuare a pagare il fitto per il plesso Diaz, che non è di proprietà del Comune, e contemporaneamente si metterebbero al sicuro tanti alunni, i docenti e le attrezzature che vengono continuamente depredate”.








