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A seguito della decisione del sindaco Marrone di defenestrare dalla giunta De Furio (Sel) e Barile (Verdi), rispettivamente delegati alle Attività produttive ed all’Ambiente, i due partiti di riferimento hanno organizzato una conferenza stampa a palazzo di Città.

Ore concitate nella città della Reggia. Sel e Verdi, i partiti di riferimento degli assessori Mariano De Furio e Natale Barile defenestrati dal sindaco Marrone, hanno organizzato ieri, mercoledì 10 giugno, nell’aula consiliare di Palazzo di Città, una conferenza stampa per capire i motivi di tale scelta ed invitato il magistrato a fare chiarezza sulla sua posizione politica, dal momento che per continuare il suo mandato la fascia tricolore porticese dovrà stringere alleanze politiche con Vincenzo Ciotola, Nuovo Centro Destra (ex Forza Italia) e Massimo Oliviero, UdC, andando così a snaturare l’originaria coalizione che lo ha visto trionfare nel 2013.

Franco Santomartino, consigliere comunale Verdi, ha esordito sostenendo che «il sindaco non sopportava le buone iniziative portate avanti dal nostro partito, a partire dall’impegno profuso per ottenere la revoca del divieto di balneazione permettendo di restituire mare e spiagge ai porticesi, per proseguire con l’istituzione dell’ufficio salute e benessere degli animali, dell’isola ecologica al porto di Granatello e del mercato del contadino copiato da tutti i comuni. Abbiamo messo a bando i parchi pubblici, tenuto sotto controllo l’inquinamento atmosferico ed elettromagnetico. La raccolta differenziata è al 63%, abbiamo voluto completare la riqualificazione di piazza Poli, riqualificato il verde pubblico, e poi verranno posizionati gratuitamente barriere ecologiche a mare. Ci siamo battuti per la riduzione del budget della Leucopetra per diminuire la Tarsu mentre ora il sindaco si appresta a nominare a fine mese due consiglieri esterni al consiglio d’amministrazione, aggravando il budget della partecipata».

«La nostra colpa maggiore – ha concluso l’ex assessore della giunta Cuomo – è stata quella di aver tentato di difendere l’identità di centrosinistra di questa coalizione. È un’offesa alla città che una coalizione di centrosinistra sia rappresentata da un presidente di centrodestra (Fernando Farroni, Noi Sud, ndr): è stato tradito un mandato elettorale e sarebbe buon costume che questo sindaco annunci alla cittadinanza la sua volontà di passare al centrodestra e rassegni le sue dimissioni». L’invito al sindaco alla trasparenza e coerenza è venuto anche da Mariano De Furio, segretario di Sel, ed assessore defenestrato tre giorni fa e Salvatore Iacomino, consigliere comunale di Sel, che ha rintuzzato:

«Ci hanno escluso dalla maggioranza perché eravamo un ostacolo: volevamo una legalità praticata e non predicata come fa il sindaco. Non esiste più una maggioranza, Marrone si è appiattito sulle posizioni del presidente del consiglio, assumendo posizioni di centrodestra solo che invece di tornare al corpo elettorale scegliendo la via del voto ha dato vita a questo ribaltone comunicando che Sel e Verdi non facevano più parte della maggioranza». Iacomino ha anche denunciato «il patto tra Comune e Curia per la gestione dei beni confiscati alla camorra, gli oltre quaranta incarichi esterni elargiti dal sindaco, la nomina di dirigenti i cui costi esosi gravano sulla collettività, un bilancio prossimo al dissesto».

Presente alla conferenza anche Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale Verdi il quale ha asserito testuale: «La deriva che ha preso questa amministrazione è una triste realtà. Non c’è una corrispondenza logica se non una chiara unione tra Farroni che si è candidato alle regionali con Caldoro (incontrato poi ad Ercolano a sostenere la candidatura a sindaco di Bonajuto del Pd) ed il sindaco Marrone. A questo punto per onestà intellettuale è necessario che il sindaco si manifesti per quello che è, dichiari che questa sia una giunta di centrodestra e si riproponga agli elettori come esponente del centrodestra andando, così, a nuove votazioni».

Sulla stessa lunghezza d’onda appare anche Carlo Giordano, segretario provinciale di Sel: «La mossa del sindaco sa di vecchissimo rispetto alla ventata di aria nuova in quanto è andato contro le aspettative di chi ha votato questa amministrazione, girando le spalle all’elettorato di Portici. Risulta impossibile una ricomposizione del centrosinistra classico per nuove ipotetiche elezioni. Sono state messe alla porta due forze politiche senza una riunione, un confronto: è qualcosa di surreale che non ha nulla di nuovo ed è molto pericoloso, perché vuol dire che sotto si sta lavorando a qualcos’altro».

Per il momento le deleghe ritirate alle Attività produttive ed all’Ambiente sono nelle mani del sindaco e non si esclude che nei prossimi giorni saranno ridistribuite a due nuovi assessori.