Giuseppe D’Agostino, 52 anni, stava guidando il camion pubblicitario dei pentastellati. E’ stato assalito in pieno centro.
“Smettila di girare con questo camion, altrimenti ti rompiamo la testa”: prima la minaccia e quindi la colluttazione in stile cinematografico, con l’autista volontario del veicolo pubblicitario del Movimento Cinque Stelle che per scappare preme sull’acceleratore e con l’aggressore che resta aggrappato all’abitacolo. Alla fine della brutta storia Giuseppe D’Agostino, 52 anni, di Brusciano, rimedierà “solo” un grande spavento e la mano sinistra escoriata e sanguinante. D’Agostino è sposato, ha tre figli ed è un simpatizzante del Movimento Cinque Stelle. E’ dotato della patente per guidare il camioncino pubblicitario denominato “vela”, che è quella grossa struttura di plastica che si piazza sul rimorchio e su cui si attaccano manifesti di ogni tipo, in questo caso i manifesti raffiguranti foto e scritte del candidato a sindaco Dario De Falco e della candidata alla presidenza della giunta regionale, Valeria Ciarambino. Martedi sera, però, l’aggressione. Alle 19 l’autista volontario percorre a bordo della “vela” il viale Alfa. Qui D’Agostino viene affiancato da uno scooter grigio chiaro, modello Beverly. In sella ci sono due uomini, corpulenti, alti, “massicci”. Sembrano avere tra i 35 e i 40 anni, portano i caschi. “Hai capito che te ne devi andare da qua? Altrimenti ti rompiamo la testa!”, minacciano in rigoroso dialetto. Pochi secondi di terrore e i due si dileguano. Giuseppe è impaurito ma decide di proseguire lo stesso. Continua per la centralissima piazza Primavera e gira in via Ercole Cantone, dove dopo circa una ventina di minuti si ripresentano gli stessi ceffi di prima. Per il traffico a singhiozzo il camion è costretto a fermarsi. Allora il Beverly affianca di nuovo il camion sul lato guida. Con una mossa da violento patentato l’omaccione col casco ferma lo scooter, scende, si arrampica sull’abitacolo della “vela” e penetra con il busto all’interno, attraverso il finestrino: “Allora non te vuoi proprio andare? E ti rompo la testa”. Giuseppe D’Agostino viene afferrato per il braccio sinistro. Ne nasce una breve colluttazione. L’aggressore affonda le unghie e l’autista resta ferito a una mano, che inizia a sanguinare. Intanto il traffico si sblocca e Giuseppe pigia il piede sull’acceleratore. Il delinquente resta per qualche secondo aggrappato all’abitacolo. Poi però desiste, risale sullo scooter e va via con il complice. D’Agostino è terrorizzato. Ha due escoriazioni, su una mano e su un polso. “Prima di andarsene – conclude il simpatizzante pentastellato – ho visto dallo specchietto che hanno segnato il numero di targa del camion: ho paura”. La vittima dell’aggressione ha denunciato tutto ai carabinieri. “E’ un fatto gravissimo – commenta Dario De Falco, nella conferenza stampa improvvisata ieri – questi fenomeni ci sono anche perché c’è una brutta politica dell’attacco personale. Facciamo paura alla vecchia politica e non vorrei che queste azioni fossero dovute al timore che stanno nutrendo personaggi vicini a una certa politica, che temono di perdere opportunità”.



