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Le centraline dell’Arpac, l’Agenzia regionale per l’ambiente,  stanno sforando raggiungendo cifre spaventose da inquinamento cinese, ogni giorno, dal primo dell’anno 2020, in tutti i centri della Campania. In particolare nei punti in cui solitamente l’inquinamento dell’aria è più costante, vale a dire nella periferia e nella provincia orientale di Napoli e nella piana campana che dal Casertano va fino all’agro nocerino sarnese. Anche ieri purtroppo le polveri sottili hanno raggiunto picchi terribili. In certi punti i valori delle polveri assassine pm10 hanno superato di più di tre volte la soglia massima consentita dalle autorità sanitarie di 50 microgrammi per metro cubo. Intanto col passare dei giorni rimane un mistero quello che sta accadendo. Se si raffrontano i dati con i primi giorni del 2019 i dubbi restano. L’unico picco che in qualche modo coincide più o meno con lo stesso periodo dell’anno scorso è quello legato al Capodanno, quando cioè l’aria in tutta la zona campana si arricchisce di polveri sottili a causa dei fuochi d’artificio e dei botti, sparati in quantità industriali nella notte. Ma nei giorni del 2019 immediatamente successivi al Capodanno i picchi di pm10 si sono subito sensibilmente abbassati. E quest’abbassamento c’è stato anche nelle giornate di assenza di piogge l’anno scorso (la pioggia infatti abbatte le polveri al suolo) per cui non si può attribuire soltanto all’effetto serra causato dall’alta pressione quello che sta succedendo adesso. ieri a Napoli tutte le cinque centraline dell’Arpac hanno sforato. Qui si passa dai 58 microgrammi di via Epomeo, quartiere Soccavo, ai ben 141 di via Argine, nel quartiere di Ponticelli. Procedendo verso la zona orientale della provincia partenopea si registrano 164 microgrammi a Volla-via Filichito, al confine con le frazioni di Casarea e Tavernanova di Casalnuovo, 114 a Pomigliano e 173 a San Vitaliano, cioè sulla stessa “linea” della nazionale delle Puglie andando verso l’area irpina. Molto brutti i valori anche ad Acerra (106) e nel vicino comune casertano di San Felice a Cancello (107). Terribile la situazione nell’entroterra sannita. A Benevento ieri la centralina piazzata presso lo stadio comunale ha registrato 180 microgrammi di polveri per metro cubo. Valori brutti anche ad Avellino (91), a Nocera Inferiore (122), a Salerno-parco Mercatello (99) e a Caserta (tra i 68 e gli 82 microgrammi). E quasi tutte le centraline appena menzionate hanno fatto registrare dati spesso ben al di sopra dei livelli consentiti sin dal primo giorno del 2020. Nel frattempo si spera che le autorità preposte se ne accorgano e facciano subito qualcosa per frenare almeno questa vera e propria emergenza silenziosa.