“San Genna’… pienzace Tu” — e Lui non se lo è fatto ripetere: ha guidato con precisione la mano di ogni operatore che si è preso cura del mio cuore.
Scrivo questa esperienza #PerStradaPerCaso perché sento che non è soltanto una vicenda personale, ma un fatto sociale, motivo di orgoglio napoletano e testimonianza di profondo attaccamento al nostro Santo protettore. È una storia che può restituire fiducia a chi ritiene che la nostra sanità sia ancora di “serie B”.
Il mio percorso era iniziato a ottobre in un ospedale romano, con successiva riabilitazione nella Capitale. Ero convinto di trovarmi ai vertici dell’assistenza ospedaliera, avendo come termini di paragone solo un’esperienza milanese di anni fa e il ricordo della sanità napoletana di trent’anni fa.
Ma forse San Gennaro — che conosce il mio amore viscerale per Napoli e per il suo popolo — ha deciso di prendermi per mano, quasi a volermi dire: «Mo’ te faccio vedé io come si cura un cuore». Mi ha affidato a mani sicure, prima in emergenza e poi nel reparto di UTIC dell’Ospedale del Mare.
Lì ho scoperto un mondo fatto di igiene impeccabile, efficienza organizzativa, altissima professionalità e, soprattutto, profonda e commovente umanità.
Dai primi sintomi dell’infarto in poi, la mia vita è stata salvata da una trama di coincidenze troppo fitte per essere casuali. Persino il tempo trascorso tra il dolore e la chiamata al 118 — che avrebbe potuto essermi fatale — si è trasformato in un tassello di un disegno più grande. Dalla corsa in ospedale fino al ricovero in una stanza dove, inaspettatamente, l’effigie di San Gennaro vegliava sulla testata del mio letto, ogni passo mi è apparso guidato. È bastato chiedere.
Ma il Santo non si è fermato lì. Dopo le dimissioni, ha voluto che ritrovassi sulla mia strada un caro amico, il dottor Salvatore Auzino, già stimato responsabile della riabilitazione cardiaca al C.T.O. prima del pensionamento. Con affetto e determinazione mi ha incoraggiato a proseguire il percorso riabilitativo, indirizzandomi verso una struttura d’eccellenza.
La destinazione non poteva che essere simbolica: nel cuore di Napoli, al rione Sanità, presso l’Ospedale San Gennaro. Non lasciatevi ingannare dai lavori in corso: il centro di riabilitazione cardiologica diretto dal dottor Mario Mallardo si è rivelato una vera bomboniera per efficienza e pulizia.
In questi due mesi mi sono sentito costantemente protetto: dalla premura delle fisioterapiste Elena e Flavia; dalla grande competenza dei cardiologi Regina Sorrentino e Antonio Ruvolo; dalla presenza discreta ma attenta del primario Mario Mallardo.
Un grazie sincero anche a Mariangela e Beniamino per il garbo e la professionalità con cui, quotidianamente, hanno rilevato i miei parametri, accompagnandomi anche durante le attività motorie. Oggi torno a casa con miglioramenti evidenti e con il cuore colmo di gratitudine. Sento che San Gennaro abbia voluto affidarmi a queste persone per mostrarmi il volto più bello della nostra città.
Mi avete curato il cuore e, nello stesso tempo, me lo avete rubato. Siete entrati nel luogo a me più caro, avete toccato i miei sentimenti. Ma sappiate che il mio cuore è una trappola: una volta entrati, vi resterete per sempre.
Con profonda stima,
auguro a tutti voi una carriera luminosa.
…per #Legatialfilo2026
per #Legatialfilo2026
Ciro NOTARO
autore #PerStradaPerCaso
Il Mediano.it
Ciro NOTARO
autore #PerStradaPerCaso
Il Mediano.it



