Mai così in basso nella città delle fabbriche. E si profila un nuovo, duro, scontro tra i democrat del Napoletano per il controllo del partito in una delle città più strategiche.
Durante le primarie per le comunali, a marzo, c’era stata la lotta all’ultimo voto contestato tra i bassoliniani dell’ex sindaco Michele Caiazzo e i renziani dell’ex consigliere comunale Vincenzo Romano. Una querelle preceduta dalla turbolenta irruzione degli operai licenziati dalla Fiat durante le operazioni di voto nella sede principale del circolo cittadino. Una battaglia seguita dal deludente risultato delle elezioni di maggio e da un crescente malcontento di un centrosinistra locale ormai in pezzi. Intanto prosegue la travagliata vicenda del Pd della città delle fabbriche, ormai più che ex roccaforte del centrosinistra, dominata da sei anni di fila da Forza Italia. La polemica stavolta riguarda la campagna per il tesseramento nel circolo cittadino in vista del rinnovo dei suoi quadri dirigenti. Un tesseramento che su disposizione della segreteria provinciale è durato poco meno di cinque ore, dalle 9 alle 14 di sabato 30 gennaio, e che è stato reso noto con un risibile anticipo soltanto attraverso pochi sms mandati ai telefonini di alcuni militanti di Pomigliano. Le iscrizioni al circolo di Pomigliano del partito potevano tra l’altro essere effettuate, sempre su disposizione del provinciale, solo in quello spezzone della giornata di sabato e solo nella sede del Pd di Napoli, in via Toledo. Non a Pomigliano dunque. Risultato: il Pd a Pomigliano ha subito un terribile tracollo degli iscritti, passati dai 1300 del 2013 agli 80 attuali ( erano appena 300 già l’anno scorso ). Intanto alcuni militanti di base hanno protestato ricorrendo in commissione provinciale di garanzia per riaprire i termini delle iscrizioni. L’iscritto Ciro Lanzillo, di Pomigliano appunto, ha presentato formale ricorso alla commissione facendo notare che tutte le modalità di iscrizione al partito, di competenza dei circoli cittadini, sarebbero state violate o, quantomeno, andrebbero contro ogni principio elementare di democrazia interna . ” Io ho presentato ricorso presso l’unico organismo a cui ci si deve rivolgere in questi casi allo scopo di riaprire i termini del tesseramento. Tutto il resto è inutile. Solo questo tipo di ricorso costituisce l’atto concreto per impedire a una dirigenza provinciale inetta lo sfacelo che sta provocando in tutto il territorio napoletano”, stigmatizza Lanzillo. Intanto il segretario cittadino dimissionario, Michele Tufano, ha scritto ad Assunta Tartaglione, segretario del Pd Campania, proprio per far notare ” l’anomalia Pomigliano”. ” Non ha senso – commenta Tufano – andare al congresso cittadino con 80 iscritti “. Ora la palla passa alla commissione di garanzia, al segretario provinciale democrat Venanzio Carpentieri e al “commissario non commissario” del circolo di Pomigliano ( la questione è ancora aperta, poco definita e molto complicata ) Livio Falcone. Rimane il ritratto di un Partito Democratico che sia a Napoli città che nella provincia di Napoli appare tutto tranne che un partito, sfaldato in mille correnti e personalismi e del tutto distante dai veri problemi sociali che affliggono gli oltre tre milioni di abitanti.
Ecco il ricorso del militante Ciro Lanzillo:
Alla Commissione di Garanzia Pd Campania
Al Presidente della Com. Garanzia D.Liguori
Oggetto : ricorso per l’anomala gestione del tesseramento 2015 Pd Pomigliano.
Il sottoscritto, Lanzillo Ciro, (…..dati sensibili omessi per motivi di privacy…….), iscritto al Pd dalla nascita dello stesso partito,
RICORRE
per la questione in oggetto.
Premetto che il Circolo di Pomigliano d’Arco e’ commissariato. Il commissario e’ Livio Falcone, vicesegretario metropolitano, il quale non si e’ mai presentato in quel di Pomigliano d’Arco.
I fatti sono questi :
Il Coordinamento provinciale o, meglio, metropolitano di Napoli, ha disposto che il tesseramento per il circolo di Pomigliano avvenisse solo in Via Toledo presso lo stesso Coordinamento nella sola giornata di Sabato 30 Gennaio 2016 dalle ore 9.30 alle ore 14.
Come e’ possibile una cosa del genere?
Nemmeno i rinnovi e’ possibile fare?
Sono venuti meno a tutti i presupposti del punto 8) del Regolamento per il Tesseramento, approvato nel 2008 e pubblicato sul sito del Pd nazionale ad aprile 2015.
I punti non rispettati del succitato punto sono molteplici :
1) La tessera va richiesta e consegnata nel proprio circolo, quindi non nella sede del provinciale;
2) Il tesseramento deve essere pubblicizzato in modo adeguato e di conseguenza deve durare il tempo necessario per dare opportunita’ a tutti di poter partecipare, quindi non e’ una procedura corretta spedire un sms a pochi tesserati e farlo durare solo 5 ore;
3) Il tesseramento puo’ subire cambiamenti, nelle metodologie e nell’espletamento, solo qualora il Regionale abbia deliberato cosa diversa, quindi il provinciale e’ venuto meno anche al principio del rispetto della scala gerarchica partitica, non considerando nemmeno il Regionale del Pd.
P.Q.M. chiede :
1) l’immediata riapertura dei termini per il tesseramento 2015 e in subordine la riapertura magari per i rinnovi;
2) il deferimento del provinciale, nella figura del Segretario e del Vice segretario.
Il primo per non aver rispettaro le regole, il secondo, in quanto, essendo commissario del circolo Pd Pomigliano, non si e’ mai presentato.
Pomigliano d’Arco, 2 Febbraio 2016 In fede
Ciro Lanzillo
Ed ecco la seconda parte del ricorso:




