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« Parcheggio abusivo costruito con l’amianto »: a giudizio imprenditore dello smaltimento

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Rinviato a giudizio dalla procura di Nola G.T., imprenditore locale, appena trentenne, dello smaltimento dei rifiuti. Secondo l’accusa ha fatto realizzare nell’area industriale di Acerra un parcheggio abusivo per camion, tir e cassoni più grande di un campo di calcio. Il parcheggio sarebbe stato costruito senza alcun tipo di autorizzazione, l’anno scorso, in spregio alle leggi dello stato di diritto e per giunta utilizzando amianto e scarti dell’edilizia, stando almeno alla dettagliata relazione dei tecnici ambientali del Comune di Acerra. Per tutti questi motivi la struttura giudicata fuorilegge, di oltre novemila metri quadrati, era stata sequestrata dalla polizia municipale, un anno e mezzo fa. A ogni modo l’area finita nel mirino della giustizia continua a essere utilizzata come parcheggio. Intanto G.T. dovrà presentarsi davanti al giudice monocratico del tribunale di Nola, Lucia Minauro, il prossimo 19 ottobre, per effetto di un decreto di citazione diretta a giudizio sottoscritto dai pubblici ministeri della procura nolana. L’imputato dovrà rispondere del reato di abusivismo edilizio. Ma il Comune di Acerra lo aveva anche denunciato per aver versato amianto ed altri rifiuti nello spazio poi trasformato in parcheggio. L’ente si costituirà parte civile al processo. L’altro giorno ha conferito l’incarico di rappresentarlo in sede giudiziaria all’avvocato Giuseppe Di Paola. Sembra dunque che le istituzioni vogliano arrivare fino al fondo di questa storia in qualche maniera inquietante, se non altro per il fatto che i materiali usati per commettere il presunto abuso sono di quelli mortali per l’essere umano. Già perché da tempo la “moda” è quella di triturare i rifiuti, pericolosi e non, per utilizzarli nel campo dell’edilizia. Scorie attraverso cui si pavimentano parcheggi e aree interne ed esterne di attività produttive oppure che vengono utilizzate per riempire buche, fossi e parti cave. E’ proprio ciò che sarebbe successo nell’area industriale di Acerra, dove appunto sono state versate su un terreno enorme tonnellate di rifiuti inerti contenenti rifiuti speciali e amianto. Rifiuti che sono stati mescolati a calcinacci e che quindi sono serviti a realizzare un tappeto coprente in grado di ospitare i camion della ditta di smaltimento che ha più volte lavorato per il comune di Acerra. Sul posto l’anno scorso giunsero i poliziotti municipali del comando locale, che dopo aver analizzato la situazione decisero di dare il via al sequestro. I caschi bianchi sequestrarono anche cassoni, rimorchi e cisterne della ditta, depositati nel parcheggio-sversatoio. L’operazione scaturì dall’ennesima segnalazione di Alessandro Cannavacciuolo, giovane e coraggioso ambientalista di Acerra che da anni sta conducendo una battaglia costante e rischiosa contro le ecomafie. La presenza di amianto fa paura, dovunque. Sullo sversamento del minerale killer nel terreno del parcheggio sta indagando il pubblico ministero Luisa D’Innella, di recente assegnata alla procura territoriale. Ma non è questo il primo caso del genere venuto alla luce nella zona. A poca distanza dal parcheggio terminato sotto i riflettori della magistratura, sempre nell’area industriale di Acerra, c’è infatti un’altro ampio spazio sequestrato due anni fa dalla guardia di finanza. E’ zeppo di amianto triturato. Lo spazio, di proprietà di un’altra nota ditta dello smaltimento dei rifiuti, è stato coperto in modo molto precario con un gigantesco telo di plastica. Di bonificarlo, però, finora non si è parlato nemmeno.

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