L’inchiesta sull’attentato dinamitardo contro il giornalista Sigfrido Ranucci si arricchisce di nuovi dettagli grazie alle intercettazioni raccolte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale. Le conversazioni, riportate nell’ordinanza cautelare, rappresentano uno degli elementi chiave che hanno portato all’arresto di quattro persone tra il Nolano e la Bassa Irpinia.
In carcere sono finiti Antonio Passariello, originario di Cicciano, Pellegrino D’Avino e Saverio Mutone, mentre Marika De Filippis è stata posta agli arresti domiciliari. Secondo gli investigatori il gruppo avrebbe organizzato ed eseguito l’attentato avvenuto il 16 ottobre scorso davanti all’abitazione del conduttore di Report, utilizzando un ordigno composto da “gelatina da cava”. Gli inquirenti ritengono che l’azione sia stata commissionata da un mandante ancora sconosciuto.
Determinanti risultano le conversazioni captate dagli investigatori. In una di queste Passariello afferma: «Facciamo la storia…!». Successivamente racconta: «La bomba sono andato a mettere là (…) Mi contattò uno (…) lo sai com’è (…) quando vai a Roma e ti fai una bella romana!».
Sempre dalle intercettazioni emergono riferimenti al compenso e ai rapporti con chi avrebbe commissionato il gesto. «No un regalo, a me mi pagano, hai capito? (…) Io i regali non li faccio (…) Una mano lava l’altra e due lavano la faccia», dice Passariello. Luca Amato replica: «Qua veramente o boom boom facemmo… ma io non c’ero, dovevo andare ma non andai».
Anche D’Avino descrive le presunte rassicurazioni ricevute in caso di arresto: «Già ne ho parlato con quello (…) Ti danno la carta da ricaricare, ti danno i soldi e ti vai a divertire dove dici tu… 10-15 giorni… e poi tornate…». Alla domanda «E dove ci vogliamo divertire?», risponde: «Dove vuoi tu! In Austria? In Spagna? Milano? In Francia?».
L’indagine prosegue ora per individuare chi avrebbe ordinato e finanziato l’attentato, mentre resta aperto anche il filone investigativo sui possibili collegamenti con ambienti criminali evocati nelle conversazioni e nella mail anonima arrivata agli investigatori.







