Anche quest’anno sarà il festival dei sapori e dei profumi: il pane – la meraviglia storica del filo d’olio sulle fette di pane – le fette di salame e di prosciutto, gli hamburger, i maccheroni alla genovese, il teso rumorio degli ospiti che si affolleranno davanti ai tavoli per conquistare la loro porzione di delizia, che poi consumeranno in un loquace silenzio, guardando i bocconi prima di ingoiarli come per carpire e capire la loro natura segreta. Osservando quel turbato silenzio, anche quest’anno ci ricorderemo di Viviani che, nei ristoranti, quando iniziava a mangiare, allontanava dal suo tavolo anche i suonatori di chitarra e di mandolino: “faciteme magnà’. Ma poi ci farà cambiare idea l’incantesimo dei vini vesuviani e allora volerà alta la magia della musica e del canto, a dar ragione ancora una volta ai Greci che ospitavano alla loro tavola musici e cantanti. E quest’anno, più degli altri anni, grazie ai soci tutti del Circolo “A.Diaz” e agli amici, “sentiremo” quanto sia luminosa la sacralità della Montagna.






