
Nella giornata di domenica scorsa, il direttore artistico ha incontrato maestri di festa, capiparanza e musicisti per confrontarsi sull’edizione 2015 della festa. Nello stesso giorno, però, ai confini di Nola si costruiva un giglio in contrasto con la tradizione nolana.
Si lavora per la festa dei gigli 2015. La scorsa domenica il direttore artistico della festa popolare nolana, l’antropologo Paolo Apolito, ha incontrato tutti gli operatori dell’edizione 2015, maestri di festa, capiparanza, cantanti e musicisti, per confrontarsi circa la direzione artistica intrapresa per l’ormai prossimo evento.
Un confronto disteso, favorito dallo stesso Apolito, che ha presentato così il suo ruolo nell’organizzazione della festa: “In primo luogo voglio evidenziare che la Festa dei Gigli non ha bisogno di una direzione artistica proprio perché è una festa e non uno spettacolo: è la stessa comunità che indica la direzione artistica. Proprio per questo il mio compito sarà soprattutto quello di far dialogare tra loro le sue varie componenti”. Una posizione tuttavia non facile, quella di Apolito, chiamato a fare i conti con aspetti della festa che dividono gli stessi nolani e non solo gli ospiti della città.
L’adeguamento delle sonorità dei gigli a un volume di sicurezza per la salute e l’ordine pubblico e gli orari di conclusione della folkloristica processione restano questioni difficili della festa dove, il comune di Nola prima e la Fondazione Festa dei Gigli, poi poco hanno potuto contro l’arbitrarietà di capiparanza e maestranze musicali. Raffaele Soprano, presidente della Fondazione, è però fiducioso: “Nei prossimi giorni seguiranno incontri di carattere tecnico per singoli settori per addivenire all’individuazione di soluzioni condivise che siano successivamente rispettate come in un patto tra galantuomini da parte di tutti”.
Intanto fa discutere l’episodio avvenuto la sera dello stesso giorno, domenica 26 aprile, nel rione Gescal di Casamarciano, quando un gruppo di persone ha promosso la costruzione e la ballata di un giglio. Un episodio da cui ha preso le distanze il sindaco di Casamarciano, Andrea Manzi, tra i primi cittadini firmatari di un protocollo d’intesa con il comune di Nola, voluto dal sindaco Biancardi qualche anno fa, per fermare la diffusa moda locale di costruire gigli estranei alla tradizione della festa di San Paolino.

“Il mio ente non ha concesso alcun placet – ha detto Andrea Manzi, spiegando di aver girato la richiesta di autorizzazione pervenuta al suo comune al sindaco di Nola – quanto successo in seguito non dipende quindi da questo comune che non ha mai inteso derogare ad un accordo né strumentalizzare un simbolo come il giglio per fini elettorali. Il controllo sullo svolgimento delle manifestazioni inoltre non compete al sindaco ma agli organi di vigilanza sul territorio. Per questo abbiamo deciso di avviare una indagine amministrativa per verificare le responsabilità per quanto accaduto e chi ha sbagliato pagherà, compreso il Comitato che ha svolto attività non autorizzata. E’ anche vero però che se si vuole tutelare un patrimonio culturale forse è il caso di pensare a forme più incisive perché è assurdo che in diversi territori del Nolano questo protocollo non venga rispettato”.









