Controlli contro il lavoro sommerso nel Vesuviano. Tre arresti a Terzigno, fermata una cittadina originaria del Bangladesh a Palma Campania.
Un opificio abusivo adattato nel garage di un’abitazione a Terzigno, veniva utilizzato per la produzione di abiti con marchi contraffatti, in completa violazione, oltretutto, delle leggi a tutela della sicurezza sul lavoro. E’ quanto scoperto dai Carabinieri delle Stazioni di Terzigno e San Giuseppe Vesuviano nel corso di controlli effettuati per contrastare il fenomeno del lavoro sommerso in collaborazione con l’INPS di Nola, l’Ispettorato del Lavoro di Napoli e l’ASL NA/3 Sud.
Durante i servizi operati in via Bovio di Terzigno sono state tratte in arresto 3 donne responsabili di contraffazione e alterazione di marchi aggravata.
L’opificio tessile realizzato abusivamente in un garage sottostante la loro abitazione è stato sottoposto a sequestro penale insieme ad alcuni macchinari.
Sul posto, ancora in fase di “lavorazione” sono stati trovati circa 6.500 pantaloni finiti e le etichette (false) di vari marchi di alta moda (Gucci, Jeckerson, H&B) che sarebbero state apposte sugli indumenti.
Sono state inoltre accertate gravi violazioni in materia di smaltimento dei rifiuti e in relazione alle normative per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, con la contestazione di 2 violazioni penali. Le arrestate sono ai domiciliari in attesa di rito direttissimo.
Operazione contro il lavoro sommerso anche a Palma Campania, dove i carabinieri hanno trovato al lavoro 3 clandestini in locali senza igiene e sicurezza . Durante i controlli i militari della stazione locale di Palma Campania, hanno denunciato una cittadina 28enne del Bangladesh, titolare di un opificio tessile con sede in via Circumvallazione, ritenuta responsabile di aver occupato alle sue dipendenze 3 lavoratori suoi connazionali non in regola con la legge sull’immigrazione.
L’opificio è stato sottoposto a sequestro penale perché non aveva i requisiti di salute e sicurezza.
I locali, sotterranei e seminterrati, sono stati sequestrati insieme a 21 macchine per cucire e 2 assi da stiro.
Al titolare sono state contestate violazioni amministrative per 22.000 euro.







