Dal 7 al 9 settembre all’Università Federico II si parlerà di terremoti, eruzioni, frane e alluvioni.
Proprio in concomitanza con il gravissimo terremoto che ha colpito il centro Italia, sta per partire il grande congresso della comunità scientifica italiana esperta dei fenomeni legati alla terra, nel corso del quale gli esperti del settore condivideranno i risultati delle più recenti ricerche e si confronteranno con il mondo della Scuola, della Pubblica Amministrazione e con le aziende. Il punto sarà capire come elaborare nuove strategie per il trasferimento delle conoscenze scientifiche dalla comunità accademica alla società civile e ai «decision makers» e riflettere sul ruolo-chiave che le Geoscienze sono chiamate a sostenere nel prossimo decennio per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalla comunità internazionale.
Sono oltre 700 i partecipanti previsti, oltre 1000, e provenienti da varie parti del mondo, gli scienziati autori di contributi distribuiti in 39 sessioni scientifiche che coprono tutti i campi delle geoscienze.
«Dopo quasi 90 anni, torna a Napoli il congresso della più importante associazione scientifica delle Geoscienze in Italia», dichiara il professor Domenico Calcaterra, presidente del Congresso. Quello che si svolgerà nell’ateneo federiciano è però un appuntamento di grande rilevanza anche sulla scena internazionale, come conferma la presenza di relatori provenienti dalle più prestigiose istituzioni straniere, tra cui Iain Stewart, definito da The Guardian «la rock star della Geologia». «Anche se attanagliate da gravi difficoltà strutturali – prosegue Calcaterra – le Geoscienze in Italia confermano la loro funzione sociale al servizio di un Paese che vorremmo meno fragile e più sicuro».








