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Maiello ascoltato in commissione Antimafia. Il punto sulle indagini

Il 14 maggio 2025, Luigi Maiello, comandante della Polizia Locale di Pomigliano d’Arco, è stato ascoltato in audizione dalla Commissione parlamentare antimafia presso la sede di via del Seminario a Roma. Sebbene il contenuto dell’audizione non sia stato reso pubblico, la sua convocazione rappresenta un riconoscimento istituzionale del suo impegno nella lotta alla criminalità organizzata e alle infiltrazioni camorristiche nei comuni dell’area vesuviana.

Maiello è noto per aver smascherato il cosiddetto “metodo Moccia” durante il suo incarico ad Afragola, dove nel 2014 sequestrò un’area di 10.000 metri quadrati utilizzata dal clan per attività illecite legate ai cantieri dell’alta velocità. Questo intervento gli costò minacce esplicite, tra cui un proiettile lasciato sulla sua scrivania accompagnato da una lettera intimidatoria.

Successivamente, a Pomigliano d’Arco, Maiello ha condotto indagini su abusi edilizi e concessioni sospette, denunciando legami tra amministrazione comunale e imprese colpite da interdittive antimafia. Nel 2024, il TAR della Campania ha annullato il suo licenziamento, ritenendo valide le sue qualifiche e riconoscendo l’illegittimità del provvedimento adottato dal Comune.

Nel dicembre 2024, Maiello ha consegnato alla Commissione antimafia, allora presieduta da Nicola Morra, un dossier dettagliato sulle attività della polizia municipale contro gli abusi edilizi e le infiltrazioni camorristiche a Pomigliano. La visita di Morra al comando dei vigili urbani ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto da Maiello e la necessità di supportare chi opera per la legalità.

Durante l’audizione del 14 maggio, Maiello ha espresso gratitudine verso le istituzioni e le personalità che lo hanno sostenuto, tra cui il presidente della Commissione regionale anticamorra, l’onorevole Francesco Emilio Borrelli, la presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo, l’Arma dei Carabinieri e i procuratori di Napoli e Nola.

La sua testimonianza rappresenta un passo significativo nella lotta contro la criminalità organizzata, evidenziando l’importanza della collaborazione tra le forze dell’ordine, le istituzioni e la magistratura per contrastare le infiltrazioni mafiose nei territori più vulnerabili.

 

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