Un lungo applauso, lacrime e centinaia di persone strette attorno a una piccola bara bianca. Così Nola ha dato l’ultimo saluto a Domenico Caliendo, il bambino morto dopo il trapianto di cuore fallito all’ospedale Monaldi di Napoli. I funerali si sono svolti nel pomeriggio nel Duomo della città, dove è stato proclamato il lutto cittadino.
Il feretro del piccolo è arrivato davanti alla cattedrale tra la commozione generale. A portarlo all’interno della chiesa è stato il padre Antonio, mentre sul sagrato e tra le navate si sono radunate centinaia di persone. Sulla bara bianca la foto del bambino e un peluche. Tra i fiori anche una letterina lasciata da un coetaneo: «Ti voglio bene, troverai tanti angeli che giocheranno con te».
La cerimonia è stata presieduta dal vescovo di Nola, mentre tra i presenti c’erano numerose autorità istituzionali e religiose. In Duomo è arrivata anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha voluto partecipare alle esequie per esprimere vicinanza alla famiglia. Presenti anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il prefetto e diversi sindaci del territorio.
Momenti di grande intensità si sono vissuti quando il cardinale Domenico Battaglia si è inginocchiato davanti alla bara del piccolo Domenico prima di abbracciare la madre. Un gesto simbolico che ha colpito profondamente i presenti.
Durante l’omelia è stato ricordato come il piccolo sia diventato «figlio di tutta la comunità» nelle settimane della sua battaglia in ospedale. «Il vostro bambino – è stato detto – è entrato nel cuore di tutti».
All’esterno della cattedrale, tra la folla, si sono levate anche grida di rabbia: «Pagheranno per quello che hanno fatto. Giustizia per Domenico».
Al termine della funzione, la bara è uscita dal Duomo sulle note di Guerriero di Marco Mengoni. A prendere la parola è stata la madre Patrizia: «Ringrazio tutte le persone presenti oggi e tutte le istituzioni. Oggi, se si è mossa tutta questa folla, è grazie a Domenico e al suo sorriso. Spero che questo non sia l’ultimo giorno che pensiamo a lui, ma che ognuno lo conservi nel suo cuore. Ti amo amore mio».



