Prima Valeria Ciarambino, poi Maria Elena Muffatto, quindi gli studenti e una delegazione di operai dello stabilimento di Melfi. Il gesto di Mimmo Mignano sta attirando in piazza Municipio tanta gente. Intanto lui punta a restare fino all’arrivo di Renzi.
Ormai il cantiere della metro di piazza Municipio, a Napoli, sta diventando meta di una sorta di pellegrinaggio politico sindacale. Questo per il fatto che Mimmo Mignano, operaio licenziato dalla Fiat di Pomigliano, se ne sta appollaiato sul ponte della gru principale del cantiere da ben quattro giorni di fila.
E a trenta metri d’altezza. Mignano protesta contro le politiche puntate sui licenziamenti, in particolare sui licenziamenti politici, e sullo smantellamento progressivo delle fabbriche e dello stato sociale. Il prossimo 21 maggio il tribunale del lavoro di Nola si riunirà per decidere sul destino dell’operaio 50enne, licenziato l’anno scorso insieme ad altri quattro colleghi per aver manifestato contro i suicidi dei cassintegrati Fiat.
Il gruppo di operai del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat aveva esposto un fantoccio raffigurante Sergio Marchionne impiccato al patibolo. Intanto Mignano resiste stoicamente, lassù, sulla gru. Il suo obiettivo è di restare lì, sul ponte della macchina mobile, fino alla visita del cantiere da parte di Renzi, programmata per sabato prossimo.



