Non convince i sindacati il piano di trasferimento dello stabilimento aeronautico di Capodichino. Astensione di due ore proclamata per venerdi negli impianti Campani.
Guido Mulè e Ciro Favicchia, rispettivamente capo del personale di Alenia e direttore generale dell’Atitech di Gianni Lettieri hanno tentato di convincere per due giorni consecutivi i sindacati che la cessione dello stabilimento Alenia di Capodichino è cosa buona e giusta. Ma alla fine sono risultate inutili le rassicurazioni dei due dirigenti aziendali sul futuro di 178 addetti dell’impianto napoletano, sulla creazione del polo internazionale delle revisioni e delle manutenzioni, gestito da una newco controllata da Lettieri, e sulle prospettive del comparto aeronautico campano di Finmeccanica.
Ieri pomeriggio è infatti saltato il tavolo di confronto sulla procedura di trasferimento alla new company di uomini e mezzi Alenia. Nella sede dell’Unione Industriali di Roma i sindacati hanno risposto con un niet alle garanzie offerte dalla controparte. In sostanza sono diffidenti. Chi molto e chi di meno. Comunque diffidenti. E così la procedura di trasferimento si è conclusa unilatelarmente, proprio ieri, ma senza accordo. La rottura è così evidente che i sindacati nazionali di categoria, Fim, Fiom e Uilm, hanno anche proclamato uno sciopero di due ore, per domani, nelle tre grandi fabbriche campane di Alenia: Pomigliano, Nola e , per l’appunto, Capodichino.
Soprattutto la Fiom sta premendo al massimo contro il trasferimento a Lettieri, nella convinzione che questo costituisca il preludio della fine per tutto il raggruppamento aeronautico campano. ” L’azienda – racconta Vincenzo Argentato, della segreteria di Napoli della Fiom – ha rigettato qualsiasi proposta avanzata unitariamente dai sindacati, assumendosi la grave responsabilità di rompere un negoziato molto delicato. Ora – annuncia il sindacalista – inizia una fase complessa di conflitto che arrecherà danni a tutte le parti, peraltro in un momento così difficile per la vita economica, sociale e occupazionale di realtà come quella di Napoli e del Mezzogiorno. E’ necessario – la richiesta conclusiva – che Finmeccanica apra una fase di confronto ampio allo scopo di definire i futuri assetti produttivi e occupazionali a Napoli e in Campania “.



