Le maestranze degli ipermercati hanno sperimentato per la prima volta l’esperienza di uno sciopero nazionale.
E’ fissato a martedi 12 maggio il primo esame congiunto tra azienda e sindacati sulla procedura di licenziamento collettivo avviata da Auchan il 24 aprile scorso per 1426 addetti, 276 dei quali sono concentrati in Campania. Intanto ieri mattina, all’alba, anche nella nostra regione è scattato lo sciopero nazionale indetto dai sindacati. L’astensione è iniziata con una serie di presidi davanti agli ingressi dei cinque ipermercati dislocati nel Napoletano. Oltre un centinaio di manifestanti si sono concentrati davanti all’ipermercato di Mugnano, dove pur di tenere aperta la struttura l’azienda ha mandato a lavorare sulle casse capisettore e capireparto. Obiettivo ovvio questo di Auchan: coprire le postazioni lasciate vuote dagli scioperanti. A ogni modo lo sciopero, proclamato da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil ha ottenuto molte adesioni, nonostante le mosse della multinazionale e il tradizionale atteggiamento antisindacale tenuto da buona parte delle maestranze napoletane, da sempre sostanzialmente rassegante al peggio. Intanto ieri gli addetti della catena regionale dell’azienda d’Oltralpe sono stati protagonisti di un corteo davanti all’ipermercato di Mugnano. Sempre ieri presidi e sit in sono proseguiti davanti a tutti gli iper napoletani: Nola, Giugliano, Napoli-via Argine, e Pompei. Stesse iniziative in tutti i 49 ipermercati italiani del gruppo francese. A Torino la protesta più forte. Qui il sindacato di base Flaica ha convinto i lavoratori a bloccare la tangenziale. E’ un conto alla rovescia che sta facendo molta paura. La procedura di licenziamento avviata a fine aprile scadrà il 9 agosto prossimo. Dopodiché 1426 addetti del comparto nazionale potranno ricevere a casa la lettere di estromissione forzata dagli organici. In Campania rischiano il posto 276 persone, mediamente 50 per ogni ipermercato. A Pompei e a Mugnano sono già stati licenziati altri 75 addetti attraverso il meccanismo della mobilità incentivata. E nel personale serpeggiano tanta rabbia e altrettanta delusione. Gli esuberi infatti sono stati individuati solo tra i profili professionali più bassi: terzi e quarti livelli. Capisettori, capireparto, quadri e dirigenti sono rimasti immuni ai tagli. Ultimamente i sindacati hanno denunciato 400 “imboscati” i cui incarichi, ben remunerati, risulterebbero “fantasma”. Auchan invece vuole licenziare soprattutto gli addetti alle vendite che lavorano tra casse e scaffali. Quasi tutto personale part time, che guadagna appena 800 euro al mese. Difficile nel settore della grande distribuzione anche la vertenza Mediaworld. Il gruppo Mediamarket ha annunciato la chiusura dei negozi di Nola (Vulcano Buono) e Napoli-Arenaccia (Palazzo Saturn) e di altri cinque punti vendita del centronord. Lunedi l’azienda ha anche avviato la procedura di licenziamento. C’è però uno spiraglio per i posti di lavori: i contratti di solidarietà. Il prossimo 26 maggio confronto con i sindacati.



