L’ambiente,i commissari e i denari in cassa.

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Il Ministro dell’Ambiente spinge per impegnare 2 miliardi di euro. Il problema di chi fà, cosa.

Forse siamo alla svolta. Ad un cambio di rotta per Comuni e governo centrale per un ambiente pulito, territori bonificati e sicuri. Da tempo non sentivamo rappresentanti del governo dire che il problema non sono i denari. Lo ha fatto ieri il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti rassicurando che ha 2 miliardi di euro che vanno spesi senza incertezze. Ha messo in luce il suo impegno di tre anni al Ministero spostando in avanti le azioni da compiere. Per non restare vittime di emergenze continue. E parlava ad una iniziativa della Protezione civile, il Ministro raccontando che per i prossimi anni avremo altre situazioni serie. C’è necessità “di spendere bene e velocemente le risorse “ del Fondo di Coesione, ha chiarito. Potrebbe, allora, materializzarsi il miraggio di migliaia di amministratori locali. Ma chi fà e cosa, si è chiesto Galletti? Lucidamente ha toccato il cuore del problema. L’ostacolo concreto a tante belle e impegnative iniziative territoriali che nel Sud hanno il sostegno di comitati, associazionismo e volontariato. Per svoltare ci vuole una semplificazione delle procedure, un gioco di pesi e contrappesi che armonizzi i processi. La legislazione parallela, tra centro e periferia è diventata la vera barriera alla realizzazione  dei progetti. Non c’è solo volontà o dialettica politica, il punto vero è la governance delle azioni. La molla che ha fatto scattare una serie infinita di commissariamenti. Dai rifiuti, all’acqua, alle bonifiche, ai parchi , i commissariamenti da straordinari sono diventati ordinari. ”Sempre di più ci troviamo davanti alla necessità di nominare i commissari, proprio perché non c’è una governance del processo”  ha detto il Ministro. Per quale ragione i poteri locali dovrebbero essere sostituiti da figure, autorevoli certamente, ma estranee ai territor? Scendono in campo con un alone di ambiguità. Dotate di poteri straordinari, ma costrette a costruire il proprio successo con le autorità locali. Quelle  di cui hanno preso il posto, per volontà del potere centrale. Plenipotenziari senza “lasciapassare territoriale” con tutto ciò che ne consegue. La storia italiana è piena di fallimenti, di progetti ambientali e denari stanziati senza effetti per le popolazioni. Ci vuole fantasia e concertazione. Vogliamo ricordare la contrarietà del Sindaco di Napoli alla nomina del Commissario straordinario per la bonifica di Bagnoli? Il governo ha, quindi, ragione  quando  spinge per  avviare i progetti, superare le emergenze;  tanto i denari sono disponibili. Ne ha un po’ meno, finché non stabilisce, non organizza con la periferia quella governance su cui continuano a volteggiare i commissari straordinari. A dispetto dell’efficienza.

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