Acerra torna a fare i conti con l’emergenza legata alla qualità delle acque sotterranee. Il sindaco Tito d’Errico ha disposto la chiusura di altri sette pozzi dopo che le analisi hanno evidenziato concentrazioni superiori ai limiti consentiti di tetracloroetilene (Pce) e tricloroetilene (Tce). La decisione è stata formalizzata con una nuova ordinanza emanata a seguito della comunicazione trasmessa dall’Asl Napoli 2 Nord.
Con questo ulteriore provvedimento salgono complessivamente a nove i pozzi sottoposti a divieto di utilizzo sul territorio comunale dall’inizio dell’emergenza, avviata nei mesi scorsi. Per le strutture interessate è stato vietato qualsiasi impiego dell’acqua, sia per uso domestico che agricolo, zootecnico o per altre finalità, come misura precauzionale a tutela della salute pubblica.
Il primo cittadino ha spiegato che i pozzi oggetto dell’ordinanza rientrano nelle attività di monitoraggio delle acque sotterranee promosse dalla Regione Campania e affidate all’Università degli Studi di Napoli. Alla luce degli ultimi risultati, l’amministrazione comunale ha chiesto alla Regione, al Dipartimento Ambiente e agli altri enti competenti di attivare un tavolo tecnico con la partecipazione dell’Asl e degli specialisti del settore per valutare gli interventi da mettere in campo e definire le azioni necessarie per affrontare la situazione.
Il sindaco ha inoltre sottolineato che alcune delle sostanze riscontrate nelle analisi possono, con il trascorrere del tempo e in particolari condizioni, trasformarsi in composti non pericolosi. Per questo motivo saranno eseguiti ulteriori controlli e approfondimenti per verificare l’evoluzione della presenza di Pce e Tce nelle falde acquifere.
Infine, d’Errico ha voluto fare chiarezza sulle notizie circolate nelle ultime ore sui social network riguardo a una presunta contaminazione da arsenico. Il sindaco ha precisato che, allo stato attuale, non esistono comunicazioni ufficiali da parte degli enti competenti che attestino la presenza di questa sostanza nelle acque, definendo prive di fondamento le informazioni diffuse online.






