Alla Reggia di Portici si terrà la riunione di pubblico accertamento. Un appuntamento fondamentale per il percorso che punta a ottenere l’Indicazione Geografica Protetta per uno dei prodotti simbolo dell’agricoltura vesuviana.
Un altro importante passo verso il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) per l’Albicocca Vesuviana. È in programma giovedì 16 luglio, alle 17.30, nella prestigiosa Sala Cinese della Reggia di Portici, la riunione di pubblico accertamento prevista nell’ambito dell’iter ministeriale per il riconoscimento del marchio europeo.
L’incontro rappresenta una delle tappe più significative del lungo percorso avviato dal Comitato Promotore IGP Albicocca Vesuviana, nato per valorizzare un prodotto che da secoli identifica il territorio alle pendici del Vesuvio e che costituisce una delle eccellenze dell’agricoltura campana.
Alla riunione prenderanno parte i funzionari del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, della Regione Campania e gli enti coinvolti nella procedura. Nel corso dell’incontro sarà illustrata e verificata la proposta del disciplinare di produzione, documento che definisce caratteristiche, metodi di coltivazione e area geografica di riferimento dell’Albicocca Vesuviana destinata a ottenere il marchio IGP.
L’iniziativa è aperta a produttori, organizzazioni agricole, operatori del settore e cittadini interessati. Si tratta di un momento di confronto pubblico previsto dalla normativa europea, durante il quale potranno essere formulate osservazioni prima della conclusione dell’iter nazionale.
Il riconoscimento dell’IGP rappresenterebbe un traguardo di grande rilievo non soltanto per il comparto agricolo, ma per l’intero territorio vesuviano. L’Albicocca Vesuviana, infatti, è una coltura profondamente legata alla fertilità dei terreni vulcanici e alla tradizione agricola locale, che comprende numerose varietà storiche conosciute e apprezzate ben oltre i confini regionali.
L’ottenimento del marchio europeo consentirebbe di rafforzare la tutela del prodotto contro le imitazioni, garantire maggiore valorizzazione commerciale alle aziende agricole e promuovere un patrimonio agroalimentare che rappresenta un elemento identitario dell’area vesuviana. Si aprirebbero inoltre nuove opportunità per il turismo enogastronomico e per le filiere locali, sempre più orientate verso produzioni certificate e di qualità.
Dopo anni di studi, ricerca e lavoro condiviso tra istituzioni, produttori e associazioni di categoria, il percorso verso l’IGP entra nella sua fase decisiva. L’appuntamento del 16 luglio potrebbe segnare una svolta importante per uno dei frutti più rappresentativi del Vesuvio, simbolo di un territorio che punta a coniugare tradizione, qualità e sviluppo.






