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La vedova di Anatolij va via da Cisterna: “Troppi brutti ricordi”

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Una cittadina troppo delinquenziale costringe Nadia e le sue figlie a traslocare nella vicina Pomigliano.

Un video da pelle d’oca, immagini che raccontano gli ultimi istanti di vita dell’immigrato eroe Anatolij Korol e che stanno facendo il giro della nazione.
Scene che scuotono le coscienze di tutti, anche dei più scettici e diffidenti nei riguardi degli extracomunitari che in Italia vengono a vivere, ma anche a morire per noi, per difenderci. Sequenze terribili quelle registrate dalla telecamera di videosorveglianza del supermercato “Piccolo” di Castello di Cisterna, il negozio in cui è stato ucciso il muratore ucraino. Una tragedia che si consuma alle 19 e 30 del 29 agosto. Nel supermercato fa irruzione, pistola in pugno, in abiti scuri e con un casco nero, Marco Di Lorenzo, 32 anni, pregiudicato. Lo segue, travisato da un casco bianco, il fratellastro, Gianluca Ianuale, 21 anni, figlio del boss Vincenzo (i due sono figli della stessa mamma, deceduta alcuni anni fa). Secondi lunghissimi. Di Lorenzo punta l’arma sulla cassiera e si fa consegnare l’incasso della giornata. Intanto la gente scappa terrorizzata. Ma in quel frangente si accorge di tutto il muratore Anatolij Korol, 37 anni, che è appena uscito dal supermercato dopo aver fatto la spesa con la sua bambina, di un anno e mezzo. Anatolij ha uno sguardo deciso. Dà tutta la sensazione di aver capito al volo ogni cosa. L’immigrato ucraino (riconoscibile da una canotta chiara) decide quindi di rientrare nel supermercato.
Lascia la piccola nel carrello della spesa, all’esterno, entra nel supermercato e si avventa su Di Lorenzo, incurante del fatto che il rapinatore sia armato. Inizia la colluttazione tra i due. Nel frattempo Gianluca Ianuale è già fuori del negozio ma quando vede il fratellastro in difficoltà, ormai quasi sopraffatto, sul pavimento dell’atrio del supermercato, rientra e colpisce Anatolij alle spalle, con una penna. L’oggetto appuntito trafigge l’ucraino all’altezza del collo. L’immigrato resta intontito, dolorante, ma rimane incredibilmente attaccato a Di Lorenzo. Già, proprio così: Anatolij è ferito ma non molla la presa. Lo slavo sanguina ma resta attaccato al rapinatore, mentre tutti gli altri, gli italiani, se la danno a gambe. E’ la catarsi. Anatolij viene trascinato da Di Lorenzo sull’uscio dell’ingresso. Korol, spalle a terra, il corpo avvinghiato al criminale, quasi rannicchiato, è a questo punto in netto svantaggio. Le immagini si fermano qui. Nel rispetto del dolore dei familiari l’ultima scena non è stata resa pubblica. Si perché è in questo momento che Gianluca Ianuale strappa la pistola dalla mano destra del fratellastro. Sono pochi, terribili secondi anche in questo caso. Gianluca è determinato, vuole farla finita: fa fuoco due volte. Anatolij è colpito al torace, a morte. L’uomo resta riverso a terra, tra l’ingresso del negozio e il marciapiede, probabilmente sotto gli occhi della figlioletta. Sequenze da area metropolitana violentissima. Immagini che hanno sconvolto la già tremenda situazione in cui è sprofondata la famiglia della vittima. “Il dolore che porto dentro di me è enorme – commenta Nadia, la vedova di Korol – nessuno potrà riportare in vita il mio Anatolij. Tuttavia mi sento di ringraziare dal profondo del cuore tutte le autorità che fin dal primo momento non hanno mai smesso di essermi vicina. Gli arresti di questa notte per me sono un’ulteriore conferma di quanto l’esempio di Anatoliy abbia effettivamente colpito tutti”. Arresti che però non potranno alleviare più di tanto i Korol. Nadia infatti ha deciso: se ne andrà da Castello di Cisterna. Fonti più che attendibili, vicine alla famiglia, hanno fatto sapere che la vedova ha già preso in affitto un alloggio nella vicina Pomigliano. “Si, Nadia sta per traslocare – confermano alcuni amici – ha detto che non ce la fa a rimanere in un posto così vicino alle abitazioni degli assassini di Anatolij e che non ce la fa neanche più ad andare a fare la spesa nello stesso supermercato in cui è stato ucciso suo marito”.
La nuova sistemazione darà la possibilità alla figlia primogenita, 16 anni, di andare a scuola a piedi. La famiglia Korol, infatti, non è automunita. Era Anatolij l’unico vero motore di casa. Intanto la solidarietà sta tentando di aiutare Nadia e le sue due figlie. Milena Gabanelli, autrice della nota trasmissione Rai di denuncia, Report, due settimane fa ha venduto all’asta, in un teatro di Milano, tutti i premi ricevuti dalla sua fortunata trasmissione. Alla fine la giornalista ha consegnato a Nadia 15mila euro.
Poco prima, il 2 ottobre, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha consegnato a Nadia, nel corso di una cerimonia al Quirinale, la medaglia d’oro al valor civile in memoria di Anatolij. In quell’occasione il presidente ha annunciato che lo Stato non lascerà soli i Korol. E sabato scorso il cantante locale Felice Romano insieme all’associazione dei piccoli commercianti di Pomigliano Caip-Aicast ed ai comuni di Castello di Cisterna e di Pomigliano hanno organizzato uno spettacolo di beneficenza nello stadio di Castello di Cisterna, proprio di fronte alle abitazioni degli assassini di Anatolij. Per Anatolij e la sua famiglia si sono esibiti Eugenio Bennato, Pietra Montecorvino, Lino D’Angiò, Alan De Luca, Peppe Iodice. Ma la città a disertato lo spettacolo. “Non bisogna demordere – ha poi dichiarato Bennato – lo spettacolo per Anatolij deve diventare un appuntamento annuale”.
Rimane la descrizione di un contesto sociale sconfortante. “L’assassinio di Anatolij – sostiene l’avvocato Giuseppe Gragnaniello, legale di parte civile – è stato favorito dal contesto delinquenziale in cui si è consumato il reato. La rapina infatti, pur non apparendo un fatto criminale di pura matrice camorristica, è pur sempre un atto che da quel contesto criminale ha tratto linfa vitale: chiediamo l’aggravante dell’associazione mafiosa”.

(Fonte foto: rete internet)

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