La mia generazione, nata negli anni Cinquanta del secolo scorso, è stata la prima, dopo millenni di storia della nostra Penisola, a non conoscere la guerra.
I nostri genitori, invece, sono stati coinvolti nel Secondo conflitto mondiale che ha provocato milioni di morti, mentre i nostri nonni hanno combattuto in una dura e sanguinosa guerra di trincea per difendere i confini della Patria. Ancora peggio è andata ai nostri avi costretti a guerreggiare senza soluzione di continuità. Dovremmo riflettere sui motivi che hanno garantito a noi ed ai nostri figli un lungo periodo di pace e prosperità, cercando di non fare più gli errori che potrebbero riportarci nel baratro.
Gli anni del Secondo dopoguerra non sono stati facili e nonostante tutto, la democrazia, la pace e lo sviluppo hanno resistito. Abbiamo superato, infatti, seppure con molte difficoltà gli anni dello stragismo nero, in cui ci sono stati centinaia di morti di tutte le età. Non meno danni hanno fatto le stragi di mafia, il terrorismo rosso e nero e le guerre di camorra che hanno insanguinato soprattutto le città del Meridione d’Italia. Abbiamo anche superato la grave crisi politica di Tangentopoli, dove tutti i partiti dell’arco costituzionale sono stati cancellati all’improvviso e molti leader istituzionali sono passati direttamente dai palazzi del potere alle patrie galere. Uomini politici di grande livello e qualità hanno accettato senza proferir parola le condanne e sono usciti dalla scena in silenzio.
Drammatico è stato anche il periodo della detenzione e dell’omicidio di Aldo Moro, che ha visto le istituzioni democratiche resistere contro il ricatto dei poteri forti e di forze occulte straniere. Come è stato possibile tutto questo? In che modo la nostra democrazia è uscita indenne da questi attacchi?
Credo che più di tutto abbiano contato l’organizzazione e i contrafforti legislativi, imposti dalla nostra Costituzione. Fino a poco tempo fa i giudici non venivano messi in discussione anche nelle sentenze che riguardavano premier e capi di Stato. Tra maggioranza ed opposizione politica prevaleva il gioco democratico e non c’era confusione di ruoli. Il confronto politico, anche se aspro e sincero, era libero e non condizionato da false notizie, diffuse da media compiacenti e da giornalisti prezzolati che difendono interessi di parte solo per guadagnarsi un posto in un consiglio di amministrazione o addirittura nei ministeri. Non si può assistere impassibili alle sparate di politici stranieri, che hanno un curriculum ben noto e che stanno cercando di opprimere la nostra ed altre pacifiche nazioni con i loro insulsi proclami. La gente deve ancora indignarsi per i continui soprusi a cui sono sottoposti i più deboli ed i derelitti. Non dobbiamo smettere la pietà e la solidarietà, componenti essenziale del nostro essere uomo.
La pace ha un valore supremo ed è durata 80 anni nel nostro Paese. Difendiamola con intelligenza per il bene dei nostri figli.
(fonte foto: perlapace.it)



