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“La caccia ai colpevoli appaga, ma non ripaga”: monsignor Marino all’addio di Domenico

Il vescovo di Nola monsignor Francesco Marino, durante i funerali del piccolo Domenico svolti nel Duomo di Nola, lo ha ricordato con parole toccanti

I funerali di Domenico Caliendo, bimbo di 2 anni e 4 mesi deceduto a seguito di un trapianto di un cuore “bruciato”, si sono svolti oggi, 4 marzo, nel Duomo di Nola.

A tenere la funzione è stato il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, che con le sue parole ha commosso tutti i presenti: “In questa chiesa cattedrale, casa comune della diocesi, sentiamo realmente nostro il vostro immane dolore. Il vostro bambino Domenico, in queste lunghe e atroci settimane, è diventato un figlio di tutti noi. E se è vero che i figli so ‘piezz ‘e corè, anche quello di ciascuno di noi, come quello vostro di mamma e papà, si è spezzato nel dolore di questa insensata tragedia”.

Durante l’omelia ha ricordato come la giustizia, la caccia ai colpevoli può appagare per un momento, ma non potrà mai ripagare una perdita simile: “La caccia ai colpevoli, per un momento appaga, ma non può mai ripagare una perdita così grande. Una cosa è riconoscere giustamente le responsabilità penali, che chi di dovere dovrà esaminare e sanzionare, altra cosa è presumere che la giustizia dei tribunali o, ancor peggio, il giustizialismo privato lenisca il dolore che nessuno, se non Gesù, può consolare con il balsamo dello Spirito d’amore.”

“I sentimenti umani – continua – che si agitano in questo momento, forse comprensibilmente, e non dobbiamo spaventarcene, sono di rabbia, di delusione, di atroce spasimo. Ci chiediamo perché, vorremmo dei responsabili con cui prendercela, vorremmo che chi ha sbagliato soffrisse come ha sofferto Domenico. Ma, proprio mentre ci assalgono questi desideri cattivi, ne sono certo, finiamo per sentirci ancora più male, più in colpa. Sì, fratelli e sorelle, perché ascoltando veramente la voce della nostra coscienza, sappiamo bene che la sofferenza non si cura mai con il risentimento, il male non si vince con altro male, il lutto non si può elaborare con il desiderio di vendetta”.

Precisa come questa vicenda rimetta in campo il tema delicato della donazione degli organi: “Mi pare che Domenico ci parli ancora, continuando a incoraggiarci sul delicato tema della donazione degli organi. La sua storia ci racconta la generosità di genitori che hanno donato un cuore e di altri che ne hanno sperato da tempo la compatibilità. Incoraggiamo la donazione degli organi come gesto di grande amore e generosità.”

Concludendo, incita a continuare a credere e sperare nella buona medicina: “Continuiamo a credere nella buona medicina, nella formazione scientifica ed etica e non permettiamo agli errori umani, che pur ci sono stati, di spezzare quell’alleanza fiduciaria tra medico e paziente che è un valore necessario e che, come sappiamo, si rivela occasione di salvezza per tantissimi ammalati nei nostri ospedali, i quali, ricordiamolo sempre, sono delle eccellenze sanitarie. Se tutti possiamo sbagliare, questa dolorosa vicenda deve insegnarci l’umiltà di non sentirci mai onnipotenti, anche quando siamo molto competenti”.

Tante sono state le istituzioni presenti al funerale. In primo piano troviamo la premier Giorgia Meloni e tra le istituzioni locali risaltano il sindaco di Nola Andrea Ruggiero, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi e il sindaco metropolitano di Napoli Gaetano Manfredi.

Presenza importante per la famiglia è stata quella del cardinale Mimmo Battaglia che è stato vicino alla famiglia del piccolo Domenico durante gli ultimi giorni e ha impartito l’estrema unzione al bimbo.

Poco prima dei funerali è arrivata per porgere le condoglianze anche la direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino, che ha stretto la mano al padre del bambino e ha accolto in un lungo abbraccio la madre di Domenico, Patrizia Mercolino.

Alla cerimonia ha partecipato anche il parroco del Parco Verde di Caivano, Maurizio Patriciello. “Il dolore quando è condiviso è sopportabile perché è un dovere di tutti noi essere qui. Non ho detto nulla. In queste occasioni non ci sono parole” ha detto il sacerdote.

La madre di Domenico ha tenuto a ringraziare tutte le persone che si sono mosse per la funzione: “Se oggi si è mossa tutta questa folla è solo grazie a Domenico, al suo sorriso, ai suoi occhioni, alla sua dolcezza. Sono certa che ci sta abbracciando tutti. Spero che questo non sia l’ultimo giorno che pensiamo a Domenico, che tutti possiamo tenerlo in un angolo del nostro cuore. Ti amo cuore di mamma”.

Al di fuori della cattedrale Francesco Petruzzi, legale della famiglia, ha annunciato l’invio di un esposto alle segreterie dei Consigli dell’Ordine dei medici di Cosenza e di Benevento.

“L’esposto sarà solo per il dottor Oppido e per la dottoressa Farina che verte sulla mancata comunicazione dell’esito negativo del trapianto ai pazienti. Ci aspettiamo che i consigli dell’ordine e anche il Consiglio nazionale con il presidente Anelli prendano posizione, perché al di là di quello che sarà l’esito delle indagini il fatto che non sia stata data comunicazione dell’esito ai genitori credo sia un fatto abbastanza certo ad oggi e che vada sanzionato disciplinarmente” conclude Petruzzi.

Sono arrivate anche delle prime dichiarazioni in riferimento ai primi esiti dell’autopsia: “Siamo contenti che non sia stata riscontrata una lesione in fase di espianto perché sarebbe stato un ulteriore scempio al corpo di Domenico”.

Il legale spiega che ora resta da valutare l’eventuale presenza di lesioni da congelamento o di danni legati alla congestione avvenuta durante la fase di espianto: “Quello che ora dovrà essere valutato a livello microscopico sono le lesioni da congelamento ed eventuali lesioni riportate dall’organo in seguito alla congestione che ha avuto durante la fase dell’espianto, il famoso ingrossamento del cuore che avrebbe potuto ledere le camere interne ma questo lo diranno gli anatomopatologi”.

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