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Il sindaco di Pomigliano nega il patrocinio alla marcia anticamorra. E il Movimento Cinque Stelle gli dichiara guerra…

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< Alla luce delle sue dichiarazioni alla stampa circa l’inerzia di questa giunta di fronte ai fenomeni delinquenziali, attacchi ingenerosi e lesivi dell’onorabilità e della dignità della città, l’amministrazione comunale non concederà il suo patrocinio morale all’evento di martedi prossimo >. Il tagliente messaggio è stato inviato ieri con una mail certificata dal sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, al presidente dell’associazione antiracket della città delle industrie, Salvatore Cantone. Dunque, Russo con questo comunicato ha praticamente annunciato che non solo non parteciperà all’ormai ultra decennale marcia anticamorra in memoria di don Peppe Diana, che ogni anno si tiene anche a Pomigliano, il 19 marzo, giorno in cui fu ucciso il sacerdote antimafia di Casal di Principe, ma ha pure sostanzialmente sancito la rottura definitiva tra lui, la sua giunta e la sua maggioranza politica da una parte e il presidente del primo e unico organismo antiracket sorto nel vasto e popoloso territorio della provincia a est di Napoli, quella compresa tra Pomigliano e il Nolano, una zona storicamente ad alto tasso mafioso. A ogni modo il sindaco ha preannunciato che celebrerà don Diana con un suo evento “alternativo” alla marcia  e che comunque garantirà tutto quello che sarà necessario per il corretto svolgimento dell’evento organizzato dall’associazione antiracket. L’astio del primo cittadino scaturisce  dal fatto che Salvatore Cantone, lunedi scorso, cioè nel giorno della sentenza del tribunale contro due pericolosi estorsori di Pomigliano, condannati grazie alle denunce dei commercianti locali, protetti e assistiti dall’associazione anti pizzo, ha voluto segnalare alla stampa che, nonostante le sue ripetute sollecitazioni, il Comune non si è costituito parte civile al processo. Dalla segnalazione di ciò, che pure è un dato di fatto incontestabile, è quindi scattata una sorta di reazione politica a catena, nel corso della quale il sindaco di centrodestra, Russo appunto, ha definito Cantone < un professionista della politica >. Ma in questi giorni al fianco di Cantone sono scesi in campo con dure parole di condanna in particolare il Movimento Cinque Stelle ma anche l’ex sindaco di centrosinistra, Michele Caiazzo. Non pervenuto il più che diviso Pd cittadino. Ieri mattina intanto la maggioranza che sostiene il sindaco ha fatto affiggere un manifesto in città attraverso cui sostiene che la denuncia della mancata costituzione di parte civile al processo contro lo storico gruppo dei “Cavallari” sia una < mistificazione > e che Cantone non sarebbe nient’altro che < una stampella dei grillini >. Nel frattempo i pentastellati stanno organizzando una grande controffensiva politica contro Russo e i suoi. I parlamentari campani Cinque Stelle della commissione antimafia, Di Stasio, Santillo, Di Sarno, Mautone e Caso, oltre a condannare duramente il sindaco di Pomigliano hanno annunciato la loro partecipazione alla marcia anticamorra di martedi.  Sempre ieri la consigliera regionale Valeria Ciarambino ha parlato di < Decisione vergognosa del sindaco dopo le critiche per mancata costituzione di parte civile >. Ciarambino ha inoltre ricordato un precedente, quando cioè Russo < non fece costituire il Comune parte civile al processo contro l’assessore all’ecologia della sua giunta, Salvatore Piccolo, e il consigliere di maggioranza Pasquale Pignatiello, filmati dai carabinieri mentre intascavano la tangente di un appalto per il trasporto dei rifiuti e quindi arrestati in flagranza >. Infine il consigliere comunale e capo della segreteria a palazzo Chigi di Luigi Di Maio, Dario De Falco, ha aggiunto che < il comportamento vergognoso del sindaco, volto a delegittimare pericolosamente un esponente anticamorra, non dovrà fermare ma anzi dovrà alimentare la partecipazione all’evento del 19 marzo: martedi andremo in massa alla marcia anticamorra >.