Alle 8.30 l’apertura dei plichi telematici con le tracce della prima prova di Italiano. Per oltre mezzo milione di studenti è l’inizio dell’esame più atteso e temuto del percorso scolastico.
Ci siamo. Dopo cinque anni di lezioni, verifiche, interrogazioni, compiti in classe, amicizie e sacrifici, è arrivato il giorno della Maturità.
Questa mattina oltre mezzo milione di studenti italiani entreranno nelle proprie scuole con uno stato d’animo che mescola emozione, tensione, speranza e curiosità. Alle ore 8.30, in contemporanea in tutti gli istituti del Paese, saranno aperti i plichi telematici inviati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito contenenti le tracce della prima prova scritta di Italiano.
Da quel momento inizierà ufficialmente la Maturità 2026.
La notte appena trascorsa è stata probabilmente una delle più lunghe dell’anno per migliaia di ragazzi. C’è chi ha ripassato fino all’ultimo, chi ha cercato di immaginare quali autori o argomenti potessero comparire nelle tracce e chi, invece, ha preferito chiudere libri e appunti già da ieri, affidandosi al lavoro svolto durante l’intero anno scolastico.
La prima prova rappresenta il primo passo di un percorso che proseguirà domani con la seconda prova scritta, diversa per ogni indirizzo di studio, e nelle prossime settimane con il colloquio orale davanti alle commissioni d’esame.
Ma la Maturità è molto più di una semplice prova scolastica.
Per generazioni di studenti ha rappresentato un rito di passaggio, il momento in cui si prende coscienza che una fase importante della vita sta per concludersi. Dietro ogni banco oggi ci saranno storie diverse: sogni universitari, progetti professionali, aspettative, paure e speranze. Ci saranno ragazzi che non vedono l’ora di iniziare un nuovo percorso e altri che, forse, proveranno un po’ di nostalgia per gli anni trascorsi tra le mura della propria scuola.
L’esame conclude un cammino iniziato cinque anni fa e certifica competenze, conoscenze e capacità maturate nel tempo. Ma il suo significato va ben oltre il voto finale. È il simbolo di una crescita personale, di un percorso che ha accompagnato gli studenti dall’adolescenza alla soglia dell’età adulta.
Tra poche ore nelle aule italiane calerà quel silenzio che accompagna ogni prima prova. Un silenzio fatto di concentrazione, di fogli che si riempiono lentamente, di idee che prendono forma e di emozioni difficili da raccontare.
Per i maturandi del 2026 sarà una giornata destinata a restare nella memoria. Perché la Maturità cambia negli anni, si aggiorna, evolve nelle modalità e nelle regole, ma continua a conservare lo stesso valore: quello di un traguardo che segna la fine di un percorso e l’inizio di una nuova avventura.
In bocca al lupo a tutti gli studenti chiamati oggi ad affrontare una delle prove più importanti della loro vita.








