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Sant’Anastasia, il segretario del Psi Marco Castaldo: «Non è colpa dei socialisti»

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Marco Castaldo, segretario Psi Sant’Anastasia

Dopo le esternazioni del componente del direttivo del Pd Franco Savarese (leggi qui), il segretario cittadino del Psi, l’avvocato Marco Castaldo, ha tenuto a precisare il punto di vista dei socialisti in merito alla situazione che ha visto «saltare» il tavolo delle trattative che metteva insieme, potenzialmente, Psi, Pd, Forza Italia e Lega. C’è da precisare che Castaldo è segretario dal 3 marzo scorso, nominato in seguito alle dimissioni del suo predecessore Luigi Russo del quale esiste sui social una testimonianza: «Dopo l’assemblea di domenica 24 febbraio e un successivo direttivo, finisce il mio percorso da segretato del Psi, sezione “Sandro Pertini” di Sant’Anastasia, perché il programma che mi aveva portato a ricoprire tale carica cambia direzione ed io, per coerenza, mi sono dimesso».

Segretario da pochi giorni e incaricato di traghettare il partito alle amministrative…

«Sì, una responsabilità che il partito ha voluto darmi in seguito alle dimissioni di Russo».

Ecco, le dimissioni di Russo. Vuoi dire qualcosa in merito?

«Solo che ha fatto questa scelta per motivi personali, io per primo ho fatto di tutto perché desistesse dal proposito».

Negli ultimi tempi il Psi ha tenuto in piedi una sinergia con Forza Italia e poi un tavolo di discussione con altre forze politiche. Ora qualcosa è cambiato.

«Sì, mi preme precisare alcune cose in seguito all’intervista rilasciata dal dr. Francesco Savarese. Innanzitutto che il tavolo di confronto è stato voluto e promosso dai socialisti. Siamo partiti con Annarita De Simone e Forza Italia, poi si è aggiunto il Pd su nostro invito e infine, in corso d’opera, anche Mario Gifuni».

Una compagine variegata, dal Psi a Forza Italia fino alla Lega…

«Sì, il tavolo si è protratto tanto a lungo, per più di un anno, proprio perché una parte del Pd poneva sempre lo stesso problema, c’erano lacerazioni interne e chi proprio non accettava di affiancare il simbolo democrat a quello di Forza Italia».

Se lo scopo era quello di costruire una coalizione e successivamente individuare un candidato sindaco, non avete preso in considerazione di correre insieme ma con simboli di liste civiche?

«Sì, anche questa ipotesi è stata presa in considerazione ma alla fine il tavolo è saltato per altri motivi».

Quali?

«Inizialmente si lavorava per individuare un candidato sindaco che non fosse attualmente consigliere comunale, poi le cose sono cambiate strada facendo. In alcune occasioni sono saltati appuntamenti perché il Pd non si è presentato senza nemmeno avvisare e, nel frattempo, qualcuno aveva avanzato al tavolo la propria candidatura. Parlo di Annarita De Simone. Devo dire che quando ci si siede ad un tavolo di confronto, non deve esservi preclusione verso qualcuno o qualcosa, almeno noi socialisti siamo abituati a fare così: ci si siede, ci si confronta e ciascuno ha diritto a fare il nome che ritiene più opportuno, ecco perché ritengo che le dichiarazioni rilasciate da Francesco Savarese manchino di veridicità in alcuni punti…».

Per esempio?

«Per esempio lui ha dichiarato che il nome di Raffaele Coccia sarebbe stato inviso al Psi. Non è assolutamente vero, noi guardiamo in casa nostra e non siamo nessuno per poter dire che il Pd non abbia scelto bene».

Del resto Coccia viene da casa vostra…

«Sì, l’estrazione è la stessa. La verità è che non è certo stato il Psi a porre il veto su quel nome. Quando è stato fatto erano presenti tutte le delegazioni. Per il Psi c’era l’allora segretario Russo, io quale componente del direttivo e Antonella Marciano. Per il Pd erano presenti il segretario Raffaele Mollo e il presidente del partito Antonio Dobellini, per Forza Italia c’era la stessa Annarita De Simone insieme ad Antonio Sbrescia e per la componente di Gifuni, lo stesso Gifuni insieme a Vincenzo Spadaro e ad un’altra persona del quale non ricordo il nome. Al nome di Coccia fu la delegazione di Gifuni a porre il veto, non ritenendolo adatto a rappresentare la coalizione. Io espressi biasimo per quel comportamento, non credo sia giusto porre il veto su una persona e allo stesso diritto del Pd di fare quel nome».

Questo per quel che riguarda Coccia, ma sul nome di Savarese?

«Il nome di Savarese non è mai arrivato al tavolo. Ne ho sentito parlare in giro, questo sì. Nessuno del Pd lo ha mai fatto, quel nome. E dalla maniera in cui si è espresso, considerando che ha fama di persona perbene, è ovvio che gli siano state riportate cose non vere».

Quali altri nomi sono arrivati su quel tavolo prima che si disgregasse?

«Né il Psi né la delegazione guidata da Gifuni – che ha poi annunciato la sua candidatura personale in una manifestazione pubblica successiva – hanno avuto l’opportunità di fare alcun nome. Ma il Psi ce l’ha il suo candidato».

Che sarebbe?

«Il segretario».

Vale a dire che la proposta su un eventuale tavolo sarebbe stata e sarebbe il tuo nome?

«Esattamente».

C’è una cosa che non mi è chiara però: se sul nome di Coccia il Psi non ha problemi, ora che Gifuni ha preso un’altra strada, voi siete disponibili a riaprire il tavolo di trattative? Considerando che le vox populi vi danno già schierati con la coalizione dell’attuale sindaco Abete?

«Non è così, non abbiamo raggiunto accordi con nessuno e stiamo dialogando con tutti».

Dunque anche con Abete.

«Certo».

Con tutti vuol dire con tutti, perciò anche con Esposito o Gifuni.

«Con tutti, siamo aperti al confronto».

E con il Pd ci sono ancora margini di dialogo?

«Il fatto è che il Pd si è preso un bel po’ di tempo per dirimere le questioni tra le parti che non vedevano di buon occhio un’eventuale alleanza con Forza Italia. Noi abbiamo soltanto detto che l’accordo con un Pd diviso non ci stava bene. Quanto a Raffaele Coccia, non è inviso né osteggiato dai socialisti e a lui va pure la mia stima personale. Ma credo che il problema non sia in casa nostra, giacché sono insistenti le voci che fanno capire come parte del Pd voglia prendere un’altra strada».

Il passo successivo, considerando che non manca tantissimo alla presentazione delle liste?

«Il Psi è disponibile a riaprire il tavolo di confronto, purché ci siano tutte le forze politiche che vi hanno preso parte. Noi ci saremo, sicuramente con un nostro nome».