Ad Acerra il presidente del consiglio comunale risponde alle accuse di clientelismo.
“Non ho fatto nessun accordo elettorale e non ho mai avuto interessi personali o familiari per cui sono orgoglioso di ricoprire il mio incarico”. Dunque, il presidente del consiglio comunale, Domenico De Luca, non si dimette e decide di restare saldamente al suo posto dopo le polemiche che lo hanno coinvolto a causa dell’assunzione in municipio del genero. De Luca, 80 anni, a capo dell’assise cittadina dal 2012 come indipendente ed ex candidato a sindaco della coalizione di centrosinistra guidata dal Pd, durante l’assemblea cittadina dell’altro giorno ha replicato con durezza alle accuse mosse proprio dal Pd e dall’ M5S. Intanto inizierà a lavorare da oggi il genero del politico locale, reclutato come tecnico ambientale nell’ufficio preposto pur essendo risultato soltanto secondo nella graduatoria del concorso. Il primo in graduatoria, l’ingegnere chimico Roberto Petrone, si è però rivolto a un legale dichiarando di essere rimasto “basito” dalla decisione dell’ente di averlo escluso senza motivo. Secondo Pd ed M5S il posto di lavoro sarebbe stato affidato al parente del politico in circostanze “clientelari e inquietanti”. Una polemica acuita dal fatto che in un dossier degli investigatori del locale commissariato di polizia l’assunzione del genero del presidente dell’assemblea cittadina era già stata prevista, quattro anni fa. In un documento dell’inchiesta scaturita dalle minacce ad alcuni candidati alle elezioni comunali del 2012 si fa infatti esplicito riferimento a un presunto accordo raggiunto al ballottaggio tra De Luca e la coalizione capeggiata dall’attuale sindaco, Raffaele Lettieri, finalizzato alla nomina a presidente del consiglio comunale di De Luca e all’assunzione del genero. Ma l’indagine non ha avuto esito giudiziario. “Durante il ballottaggio alle elezioni comunali (De Luca era stato sconfitto al primo turno) – la replica del presidente del consiglio – non ho fatto nessun accordo elettorale con nessuno dei due candidati sindaci in lizza. Feci anche affiggere manifesti che resero nota questa decisione”. Per quanto riguarda poi la sua elezione a presidente dell’assemblea cittadina subito dopo le elezioni, De Luca ha specificato di aver accettato l’incarico proposto dalla maggioranza perché gli aveva “riconosciuto doti di imparzialità e competenza”. Quindi, l’attacco al Pd: “Anziché farsi vile scudo con i comunicati stampa denunci alle autorità competenti gli atti amministrativi che indica come “vergognosi, vili e indecenti” “. Ma il Pd ieri sera è passato al contrattacco, sempre con un comunicato. Motivo: la mancata costituzione di parte civile del Comune al processo sul voto di scambio alle elezioni 2012, appena iniziato al tribunale di Nola. “Lettieri e De Luca – si legge – hanno impedito al consiglio comunale di pronunciarsi sull’opportunità di costituzione di parte civile: un abuso perpetrato ai danni della legge e della democrazia. Non hanno neanche ritenuto necessario condannare le “pratiche elettorali” vergognose del voto di scambio, contro le quali non hanno mai detto una parola”.



