I riti pasquali di Procida al top in Campania

Data:

 

L’isola del golfo di Napoli tra le mete più gettonate della settimana santa. Le funzioni seicentesche richiamano  ogni anno migliaia di persone.

“Chi ha qualche giorno di vacanza in più, consigliamo di venire a Procida prima della Settimana Santa per assistere alla costruzione dei Misteri, negli antichi Portoni dell’isola”. Così scrive il portale della più piccola isola del golfo di Napoli e ormai ci siamo. Quest’anno i riti lungo le stradine dell’isola si annunciano davvero intriganti. Le strutture turistiche e la dinamica Amministrazione comunale sono pronte ad accogliere migliaia di persone. Insieme agli  isolani perpetueranno funzioni invalse dal 1629. La settimana santa di Procida  è  tra le più antiche del Meridione. Il  richiamo è su vasta scala, supera i confini della Campania. Più in generale e benefico è l’assaggio della prossima stagione estiva. Il primo rito è la processione degli Apostoli. Dopo la lavanda dei piedi, i dodici apostoli indossano la veste di confratello, si incappucciano e con una croce sulle spalle, sfilano per le strade dell’isola, soffermandosi  nelle chiese. Al mattino presto del venerdì comincia la veglia funebre alla statua lignea del “Cristo morto” nella  chiesa di Tommaso d’Aquino, sede della Congrega dei Turchini. Fu proprio la Confraternita dei Turchini fondata nel 1629 dai Gesuiti, ad inaugurare le funzioni. Dalla Congrega parte un corteo che accompagna la statua del Cristo e quella dell’Addolorata sino  all’Abbazia di San Michele. Qui la tipicità delle funzioni procidane si rafforza.  Dal suggestivo quartiere di  Terra Murata parte la “Processione dei Misteri”, localizzata inizialmente solo nell’ antico borgo. La peculiarità, si rinnova  con i Misteri. I fedeli percorrono l’isola preceduti da uno squillo di tromba , seguito da tre colpi di tamburo. Ma nelle sere antecedenti la Pasqua, il suono penetrante della tromba arriva, come un lamento lacerante, nelle case da vari punti dell’isola. Si vive di suggestioni e penitenze. In fondo già i  bambini ,appena nati, partecipano a questi riti abbigliati da angioletti con un vestito nero ricamato in oro e  un copricapo con pennacchio.  Questo cerimoniale non è certo usuale. Nelle altre decine di funzioni sparse per la Campania i bambini sono solo dei comprimari. A Procida i giovani aitanti e robusti portano  i Misteri. Anticipati nel loro cammino  da catene trascinate rumorosamente. Un silenzio improvviso , infine, accompagna la statua del Cristo morto. Non difetta l’immaginazione di quel corpo ,    adagiato su  un intenso mare blu per il fascino notturno dei turisti. In sottofondo le  note della Jone , nota anche come ”L ’ultimo giorno di Pompei “ del compositore  Errico Petrella.**

(Fonte foto: rete internet)

Condividi notizia sut:

I più letti

Chi ha letto questo articolo ha letto
Articoli correlati

San Giuseppe Vesuviano: sorpreso a cedere droga e arrestato

  San Giuseppe Vesuviano: sorpreso a cedere droga. Tratto in...

Inaugurata la seconda area mercatale di Pomigliano d’Arco: 31 stalli in via Gramsci

E' stata inaugurata ieri pomeriggio la seconda area mercatale...

Sant’Anastasia, percorso inclusivo dedicato alle donne non vedenti e ipovedenti

Riceviamo da Cives e pubblichiamo Il 21 e 28...

Nola, “Canta Napoli 3.0”: sold out eccezionale nel Cortile del Palazzo Comunale

Riceviamo e pubblichiamo Un successo travolgente e senza precedenti firmato...