Casalnuovo, centrodestra punta al pienone con Romano. La rincorsa di Nappi e Iorio
Napoli, Ospedale del Mare: nuova tecnica chirurgica per il tumore al seno
Comunicare con i più piccoli: far fiorire la loro interiorità come la primavera
Quando il bambino o l’adolescente si chiude
Genitori ed insegnanti me lo raccontano: “Non parla. Si chiude in camera. Alle mie domande risponde con un ‘non lo so o con un’alzata di spalle.” La nostra prima reazione, comprensibilmente, è quella di “scuotere l’albero”: incalzare, fare domande, spiegare, insistere. Di solito è la strategia peggiore. Proviamo un altro approccio. Situazione tipica: rientro da scuola Lui/lei è silenzioso, visibilmente teso. Approccio classico (che non funziona quasi mai): Che hai? È successo qualcosa? Perché sei così? Me lo devi dire, altrimenti come faccio ad aiutarti? Effetto: si chiude ancora di più. Perché si sente “sotto esame”, non capito, messo all’angolo. Proviamo a cambiare copione. Approccio consapevole: Ti vedo un po’ pensieroso oggi. Non ti chiedo nulla adesso, ma se hai voglia di raccontarmi, io ci sono. Anche più tardi, anche domani. E poi… tacere davvero. Restare, non invadere. Far vedere con il corpo che siamo disponibili: cucinando, sistemando, guidando in macchina. Molti ragazzi parlano proprio quando sentono che non sono “puntati i riflettori” su di loro. Un’altra frase utile, quando il silenzio si protrae: Non voglio forzarti a parlare. A me importa come stai, non che tu mi racconti tutto. Se preferisci, possiamo solo stare un po’ insieme. Tradotto: ti rispetto, non ti controllo. E questa è già una comunicazione potentissima. La trappola del “perché…” Siamo cresciuti a “Perché piangi?”, “Perché sei arrabbiato?”, “Perché hai fatto così?”. Il punto è che il “perché” mette i bambini e gli adolescenti in una posizione difensiva. È una parola che suona come un interrogatorio, non come un abbraccio. Quando chiediamo “Perché ti comporti così?”, spesso stiamo dicendo: “Dimostrami che hai una ragione valida per sentire quello che senti”. Di fatto poniamo l’altro nella condizione di sentirsi ancora più “spaesato”: nella maggior parte dei casi non sa, consapevolmente, il motivo per cui lo sta facendo. Con la nostra domanda spingiamo l’altro ad irrigidirsi, chiudersi, sentire di non avere risposte e, capite bene, è ulteriormente sconfortante. Proviamo a sostituire il “perché” con domande più morbide e aperte. Invece di: Perché non parli mai a tavola? Possiamo dire: Mi piacerebbe capire cosa succede per te quando siamo tutti a tavola. Ti va di raccontarmelo, anche solo un pezzetto? Invece di: Perché hai risposto male alla prof? Possiamo provare: Raccontami cosa è successo prima che tu rispondessi così alla prof. Come ti sei sentito in quel momento? Oppure, con un adolescente molto chiuso: Secondo te, se potessimo rivedere quella scena dall’esterno, cosa vedremmo? Da dove comincerebbe il problema? Così spostiamo il focus dal giudizio alla curiosità. Non “accusa”, ma “indagine gentile”. Quando cercano contatto… e non ce ne accorgiamo I bambini e i ragazzi chiedono attenzioni in modi molto creativi: a volte gesticolano, a volte urlano, a volte fanno finta di niente, ma restano lì, orbitando intorno a noi come satelliti. Un bambino che ti porta mille volte il suo disegno, che ti interrompe spesso, che fa domande “banali”, in realtà sta chiedendo: Mi vedi? Sono importante per te? Un’adolescente che risponde in modo brusco, che provoca, che ironizza su tutto, spesso sta dicendo: Riesci a restarmi vicino anche quando non sono facile da amare? Qui possiamo usare una comunicazione che “verbalizza” ciò che sentiamo e ciò che vediamo. Esempio con un bambino: Vedo che oggi hai tanta voglia di stare con me. Adesso finisco questa cosa e poi sono tutta per te per dieci minuti. Li usiamo come vuoi tu. È concreto, è chiaro, è misurabile. E non colpevolizza. Esempio con un adolescente: Sento che sei arrabbiato anche con me, forse. Ti dico solo questo: anche se non sai come dirmi le cose, io non scappo. Quando e se ti va, parliamo. Non stiamo sminuendo l’emozione. La stiamo riconoscendo, tenendo il punto, restando presenti.Piccoli gesti, grandi messaggi
La comunicazione con i più piccoli (e con i grandi in trasformazione) passa da dettagli minuscoli che diventano enormi. Qualche esempio pratico: – Un bambino che non parla del litigio a scuola Invece di: Ma che sarà mai, capita! Domani è un altro giorno. Possiamo dire: Immagino non sia stato bello. Se vuoi, possiamo fare finta di essere al teatro e tu mi fai vedere come è andata, senza usare le parole. Diamo un canale alternativo: il gioco. – Un’adolescente chiusa in camera Invece di: Stai sempre chiusa lì dentro, non è normale. Possiamo dire: Vedo che per te la camera è un rifugio importante. Ti porto un tè / una tisana e rimango qui sulla porta due minuti. Non dico niente, giuro. Arriviamo, senza invadere. Facciamo sentire che c’è un filo, anche sottile. – Un bambino che fa mille domande di fila Invece di: Basta domande, mi stai facendo venire mal di testa. Possiamo dire: Amo la tua curiosità, è un superpotere. Adesso però rispondo solo ad altre due domande e poi mi fermo, perché ho bisogno di riposarmi un po’. Così non gli stiamo dicendo “sei troppo”, ma “io ho un limite”. Sono due messaggi molto diversi.In sintesi: comunicare per far fiorire
La comunicazione con bambini e adolescenti non è perfezione, è allenamento. Non servono frasi magiche, serve presenza. Tre idee da tenere in tasca:- Meno “perché”, più “come ti sei sentito?”, “cosa è successo prima?”
- Meno interrogatori, più racconti condivisi: “Ti va di farmi vedere /raccontare un pezzetto di come è andata?”
- Meno parole riempitive, più gesti chiari: “Sono qui”, “Ti vedo”, “Non ti forzo”, “Ti rispetto”.
Nola, i piccoli artisti di SemiNarte presentano alla Camera dei Deputati l’anteprima del testo “Il Museo Impossibile”
Gli operai licenziati da Trasnova alla Via Crucis cittadina
Ieri sera, la Via Crucis cittadina di Pomigliano d’Arco, svoltasi nello stadio “Ugo Gobbato”, in accordo con i sacerdoti delle varie parrocchie, è stata aperta dagli operai Trasnova. Più di tutti stanno vivendo un periodo di “passione”: il 13 febbraio hanno ricevuto una lettera che annunciava il licenziamento collettivo.
In particolare, un’operaia, Pina Paradiso, ha preso la parola raccontando la sua storia.
Dal primo maggio, tra l’altro festa dei lavoratori, circa 100 famiglie di Pomigliano d’Arco e dei paesi limitrofi, si troveranno senza lavoro. Pina lavora da più di 30 anni in Stellantis e, come lei, circa altre 50 persone verranno licenziate perché “non sono più di proprietà dell’azienda”.
Domenica, durante il giorno di Pasqua, si ritroveranno fuori dallo stabilimento Stellantis per un momento di solidarietà.
Prima dell’inizio della Via Crucis comunitaria, hanno chiesto di essere sostenuti con la preghiera e di diffondere quanto sta accadendo.
Successivamente, la Via Crucis ha avuto inizio. Da diversi anni non si tratta più di un’organizzazione interna alle singole parrocchie, ma di un momento condiviso che le unisce. Quest’anno è stata organizzata dalla parrocchia di Santa Maria delle Grazie e, al termine, la croce è stata consegnata alla prossima parrocchia incaricata, San Francesco d’Assisi.
Brusciano, rapina violenta in sala slot: cassiere picchiato e 5mila euro rubati
Volla, Consiglio Comunale del Venerdì Santo: approvato il bilancio riequilibrato 2023–2027
Volla, Consiglio Comunale Pasquale.
Nella mattinata del Venerdì Santo dell’anno di grazia 2026 si è tenuto un Consiglio Comunale “Pasquale”, nonostante il Presidente del Consiglio abbia “redarguito” i giornalisti presenti in aula, colpevoli di avere scattato qualche foto dell’assise per documentare l’evento: “… Non si possono fare foto e video senza la preventiva autorizzazione del Presidente e dei Consiglieri …”.
E meno male che il consiglio era iniziato all’insegna di unaComunicazione del Sindaco che inneggiava alla “… Pace, alBene, nel segno della Cristianità e dell’Umanità nel mondo…”.
Gli argomenti all’odg, dopo le tante e “fastidiose” Interrogazioni”(fastidiose per gli interrogati ndr), erano di vitale importanza per l’Ente.
Il 4° punto all’O.d.g. riguardava l’approvazione dell’Ipotesi di Bilancio Stabilmente Riequilibrato, periodo 2023-2027, redatto ai sensi dell’art. 258, comma 1 ter. Del Dlg 267
“Il Bilancio stabilmente riequilibrato è un documento contabile che deve essere presentato al Ministero dell’Interno e consente agli enti locali in Dissesto Finanziario di ripristinare la stabilità economica attraverso misure di riequilibrio finanziario(attivazione di entrate proprie e la riduzione delle spese correnti).
Il comune di Volla avendo una spesa corrente di circa 15/20 milioni di euro ed una scarsa capacità di incassare le tasse e le imposte ha un importante disavanzo
Per il sindaco Di Costanzo: “…L’approvazione del Bilancio stabilmente riequilibrato è un dovere morale, è l’ossigeno per la nostra città, è l’inizio della programmazione del governo, è posare la prima pietra concreta per dare risposte sui sevizi ai cittadini… L’instabilità e l’incertezza fanno prosperare il malaffare…”
In realtà già precedentemente, e più di una volta, dopo la famosa dichiarazione di dissesto finanziario, del 4 ottobre 2023, il documento è stato presentato al Ministero, ma è stato sempre rimandato indietro per “ulteriori approfondimenti e modifiche”. Oggi sembra che queste modifiche siano state apportate e, come diceva il grande Nino Manfredi: “fusse che fusse la volta buona?
Comunque il punto è stato votato favorevolmente dalla maggioranza, mentre la minoranza ha votato contro.
Invece è stato votato all’unanimità, il 5° punto all’O.d.g. sulla “Determinazione del maggiore valore generato da interventi su aree o immobili in variante urbanistica o in deroga, ai sensi dell’art. 16 comma 4, lettera d-ter del DPR n. 380/2001”, riguardante le zone ZES (Zone Economiche Speciali) del mezzogiorno, con un emendamento di successive e dettagliate specifiche da riprendere in commissione e da riproporre al consiglio comunale.
In pratica un terreno agricolo situato in una zona ZES, oggetto di investimenti/interventi, da parte di imprenditori, che necessitano di varianti urbanistiche, di pertinenza comunale, a parte il plus valore generato dalla trasformazione, viene incentivato dallo stato con una riduzione degli adempimenti burocratici e con un credito di imposta del 70%.
Ottaviano al voto con poche certezze e molte incognite: sarà sfida a quattro?
Roma, alla Camera convegno su arte e inclusione: premiati esponenti della cultura
Roma, 1aprile 2026
Il 1 Aprile 2026 si è tenuta a Roma nella sala Matteotti della Camera dei Deputati, il convegno “Cultura Narrazione e Fragilità– L’Arte come strumento di Benessere, Inclusione e Responsabilità Sociale” organizzato dalla Commissione Intergruppo Parlamentare, Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori in collaborazione con l’Associazione I.N.A.R.T.E. (Istituto Nazionale per l’Arte, la Ricerca, la Tutela e l’Economia), finalizzato alla valorizzazione delle eccellenze culturali e artistiche italiane e meridionali.
L’iniziativa si è inserita nel solco delle attività già promosse dall’Intergruppo Parlamentare (Presidente On. Alessandro Caramiello, di Portici (NA), dalla XVII Commissione “ARTE” (Presidente Dott. Stefano Colucci, di Sirignano (AV) e Coordinatore l’On. Vaccaro Sergio – Senatore della XVIII° Legislatura, di Volla (NA).
Nel corso dell’evento sono stati conferiti diversi riconoscimenti alla carriera a personalità di assoluto rilievo del panorama artistico italiano:
Per Sinni ricorreva il cinquantesimo anniversario della sua prima esibizione, avvenuta il 1° aprile 1976.
L’On. Sergio Vaccaro: “… Una carriera costruita su dedizione, coerenza e qualità artistica … Non è una data qualsiasi, ma una ricorrenza che parla di tempo, perseveranza e identità. Cinquant’anni di umiltà, disciplina e professionalità … un artista capace di attraversare generazioni e trasformazioni dell’industria musicale senza mai smarrire la propria autenticità, scegliendo una strada fondata sulla verità e sulla coerenza, lontana dalle logiche delle mode... Il suo percorso, dagli esordi fino alla partecipazione al Festival di Sanremo nel 1993 e alla vittoria a The Voice Senior nel 2020, rappresenta un esempio concreto di perseveranza. Emblematico il racconto dei “33 rifiuti a Sanremo”, trasformati con autoironia in un messaggio positivo: la capacità di accettare il “no” senza perdere la propria identità… ”
Inoltre, presentate dal Presidente dell’area tecnica Dott. Giovanni Barretta e dal Dott. Antonio Luca Pepe, sono state conferite onorificenze ad alcune delle eccellenze italiane e del sud.
Antonio Padellaro (Giornalista), Nicola Graziano (Magistrato e Presidente dell’Unicef, nato ad Aversa (NA)), Giovanni Corso (Medico-Chirurgo-Oncologo di Bagnoli Irpino AV), Angelina di Sisto (Imprenditrice Irpina, proprietaria di Villa Orsini a Mirabella Eclano (AV), Magda Mancuso (Showgirl e Giornalista televisiva Napoletana di Acerra, molto attiva nel sociale)
Sono intervenuti Federico Strinati (vice coordinatore della XVII Comm Arte), il Prof. Massimo Pulini (XVII Comm. Arte) che ha presentato il diario di Elisabetta Sirani, il Prof. Claudio Strinati (XVII Comm. Arte) prefazione del libro, di prossima uscita, “Michelangelo a due centimetri dall’eternità”
Altro momento di grande valore sociale e culturale è stato dedicato ai temi dell’inclusione e delle fragilità con Romina Caruana che ha presentato il volume “Pirandello mi fa un baffo”, riflessione sul rapporto tra narrazione, identità e condizioni come autismo e ADHD, in un dialogo che ha posto al centro il ruolo dell’arte come strumento di benessere e responsabilità sociale.
“L’evento ha rappresentato non solo una celebrazione, ma anche un momento di riflessione culturale, educativa e civile: una testimonianza concreta di come talento, umiltà e perseveranza possano costituire un modello virtuoso per le nuove generazioni” ha concluso l’On. Sergio Vaccaro.

