Casalnuovo, centrodestra punta al pienone con Romano. La rincorsa di Nappi e Iorio

  La sfida per la guida del Comune di Casalnuovo di Napoli entra nel vivo e assume sempre più i contorni di una competizione articolata e aperta, con più candidati pronti a contendersi la fascia tricolore. A caratterizzare questa fase iniziale della campagna elettorale è anche una significativa presenza femminile, che contribuisce a ridisegnare gli equilibri politici locali. Dopo la discesa in campo di Katia Iorio, arriva anche l’ufficialità della candidatura di Nicoletta Romano, scelta come punto di riferimento della coalizione civica di area centrodestra, nella quale spicca il ruolo di Forza Italia. L’annuncio è stato diffuso sui social dall’ex sindaco Massimo Pelliccia, oggi capogruppo regionale del partito, che ha rilanciato così la proposta politica in vista delle amministrative. Romano può contare su un percorso già consolidato all’interno dell’ente: in passato è stata vicesindaco con delega alle Politiche Sociali, per poi ricoprire incarichi nell’ambito della comunicazione istituzionale fino alla recente esperienza da assessore alla Scuola e alla Cultura. Una candidatura che punta sulla continuità amministrativa ma anche su una visione orientata al rilancio della città. Sul versante opposto, il centrosinistra si affida alla figura di Katia Iorio, docente, sostenuta da diverse liste civiche e riformiste. Accanto a lei si colloca anche la candidatura di Giovanni Nappi, espressione di un’area progressista e civica, con un profilo legato al mondo del lavoro e del sociale. Il quadro politico resta in evoluzione anche sul piano dei partiti: Forza Italia è al momento l’unica forza nazionale strutturata già presente con una propria lista, mentre il Partito Democratico è ancora in fase di riorganizzazione dopo il commissariamento del circolo locale. Ne emerge una competizione a più livelli, dove coalizioni civiche, dinamiche interne ai partiti e leadership personali contribuiranno a determinare gli equilibri finali. Casalnuovo si prepara così a una campagna elettorale intensa, in cui centrodestra e centrosinistra si confronteranno su programmi, visioni e capacità di interpretare le esigenze del territorio.

Napoli, Ospedale del Mare: nuova tecnica chirurgica per il tumore al seno

Primo centro in Campania ad aver adottato la mastectomia endoscopica nipple-sparing. Ospedale del Mare è il primo centro in Campania ad aver adottato la tecnica di endoscopic nipple-sparing mastectomy e-Nsm (mastectomia endoscopica con preservazione del capezzolo) collocandosi tra le realtà più innovative grazie a competenze endoscopiche avanzate, a un orientamento all’innovazione tecnologica, rappresentando oggi un punto di riferimento per la chirurgia senologica in Campania. La mastectomia endoscopica nipple-sparing (e-Nsm) è una tecnica chirurgica relativamente nuova e ancora in evoluzione nel trattamento del tumore al seno e nella chirurgia profilattica per predisposizione al tumore della mammella su base ereditaria, nelle donne con mutazione genetica accertata. In pratica è una mastectomia mininvasiva che rimuove tutta la ghiandola mammaria, preserva la cute, l’areola e il capezzolo utilizzando strumenti endoscopici (telecamera + strumenti sottili) a cui segue una ricostruzione diretta con protesi. I vantaggi principali che vengono ottenuti sono un migliore risultato estetico e psicologico (meno cicatrici visibili), un recupero più rapido con meno dolore, si spiega in una nota, la possibile migliore conservazione della sensibilità del capezzolo e l’alta soddisfazione delle pazienti per il risultato finale. “L’intervento di endoscopic nipple-sparing mastectomy e-Nsm – spiega il direttore sanitario aziendale Maria Corvino – rappresenta un importante passo avanti nella chirurgia senologica. Grazie a questa tecnica mininvasiva, le pazienti possono beneficiare di un recupero più rapido e di risultati estetici migliori, riducendo al minimo l’impatto psicologico e fisico della malattia“. CREDIT FOTO: WEB

Comunicare con i più piccoli: far fiorire la loro interiorità come la primavera

Come parliamo ai bambini e agli adolescenti oggi, così loro parleranno un domani a sé stessi e al mondo. In questo articolo esploriamo come parole, silenzi e gesti possano diventare un “clima di primavera” capace di far fiorire la loro interiorità, soprattutto quando si chiudono, non parlano o sembrano irraggiungibili. Strumenti semplici, esempi concreti e un linguaggio quotidiano per aiutare genitori ed educatori a trasformare la comunicazione in uno spazio di crescita e di incontro autentico. C’è una stagione in cui tutto sembra possibile. La terra si risveglia, le gemme si ostinano a fiorire anche dopo inverni lunghissimi, la luce cambia colore. È la primavera! Se ci pensiamo, bambini e adolescenti sono una primavera continua: crescono, si trasformano, si mettono alla prova, cambiano idea, sbocciano a modo loro. E noi adulti – genitori, insegnanti, educatori – siamo il clima emotivo in cui questa fioritura avviene: le nostre parole, i nostri silenzi, i gesti, persino i sospiri, sono acqua o gelo, sole o vento troppo forte. In questo articolo voglio essere più pratica del solito: niente grandi teorie, ma strumenti semplici per comunicare con i più piccoli (e i meno piccoli) quando fanno più fatica a parlare, quando si chiudono, quando sembrano lontani anni luce. Perché la comunicazione non è solo “parlare con loro”: è insegnare loro come parleranno  – sin da oggi – e, poi, un giorno con sé stessi e con il mondo.

Quando il bambino o l’adolescente si chiude

Genitori ed insegnanti me lo raccontano:  “Non parla. Si chiude in camera. Alle mie domande risponde con un ‘non lo so o con un’alzata di spalle.” La nostra prima reazione, comprensibilmente, è quella di “scuotere l’albero”: incalzare, fare domande, spiegare, insistere. Di solito è la strategia peggiore. Proviamo un altro approccio. Situazione tipica: rientro da scuola Lui/lei è silenzioso, visibilmente teso. Approccio classico (che non funziona quasi mai): Che hai? È successo qualcosa? Perché sei così? Me lo devi dire, altrimenti come faccio ad aiutarti? Effetto: si chiude ancora di più. Perché si sente “sotto esame”, non capito, messo all’angolo. Proviamo a cambiare copione. Approccio consapevole: Ti vedo un po’ pensieroso oggi. Non ti chiedo nulla adesso, ma se hai voglia di raccontarmi, io ci sono. Anche più tardi, anche domani. E poi… tacere davvero. Restare, non invadere. Far vedere con il corpo che siamo disponibili: cucinando, sistemando, guidando in macchina. Molti ragazzi parlano proprio quando sentono che non sono “puntati i riflettori” su di loro. Un’altra frase utile, quando il silenzio si protrae:  Non voglio forzarti a parlare. A me importa come stai, non che tu mi racconti tutto. Se preferisci, possiamo solo stare un po’ insieme. Tradotto: ti rispetto, non ti controllo. E questa è già una comunicazione potentissima. La trappola del “perché…”   Siamo cresciuti a “Perché piangi?”, “Perché sei arrabbiato?”, “Perché hai fatto così?”. Il punto è che il “perché” mette i bambini e gli adolescenti in una posizione difensiva. È una parola che suona come un interrogatorio, non come un abbraccio. Quando chiediamo “Perché ti comporti così?”, spesso stiamo dicendo: “Dimostrami che hai una ragione valida per sentire quello che senti”. Di fatto poniamo l’altro nella condizione di sentirsi ancora più “spaesato”: nella maggior parte dei casi non sa, consapevolmente, il motivo per cui lo sta facendo. Con la nostra domanda spingiamo l’altro ad irrigidirsi, chiudersi, sentire di non avere risposte e, capite bene, è ulteriormente sconfortante. Proviamo a sostituire il “perché” con domande più morbide e aperte. Invece di:  Perché non parli mai a tavola? Possiamo dire:  Mi piacerebbe capire cosa succede per te quando siamo tutti a tavola. Ti va di raccontarmelo, anche solo un pezzetto? Invece di:  Perché hai risposto male alla prof? Possiamo provare:  Raccontami cosa è successo prima che tu rispondessi così alla prof. Come ti sei sentito in quel momento? Oppure, con un adolescente molto chiuso:  Secondo te, se potessimo rivedere quella scena dall’esterno, cosa vedremmo? Da dove comincerebbe il problema? Così spostiamo il focus dal giudizio alla curiosità. Non “accusa”, ma “indagine gentile”. Quando cercano contatto… e non ce ne accorgiamo I bambini e i ragazzi chiedono attenzioni in modi molto creativi: a volte gesticolano, a volte urlano, a volte fanno finta di niente, ma restano lì, orbitando intorno a noi come satelliti. Un bambino che ti porta mille volte il suo disegno, che ti interrompe spesso, che fa domande “banali”, in realtà sta chiedendo:  Mi vedi? Sono importante per te? Un’adolescente che risponde in modo brusco, che provoca, che ironizza su tutto, spesso sta dicendo:  Riesci a restarmi vicino anche quando non sono facile da amare? Qui possiamo usare una comunicazione che “verbalizza” ciò che sentiamo e ciò che vediamo. Esempio con un bambino:  Vedo che oggi hai tanta voglia di stare con me. Adesso finisco questa cosa e poi sono tutta per te per dieci minuti. Li usiamo come vuoi tu. È concreto, è chiaro, è misurabile. E non colpevolizza. Esempio con un adolescente:  Sento che sei arrabbiato anche con me, forse. Ti dico solo questo: anche se non sai come dirmi le cose, io non scappo. Quando e se ti va, parliamo. Non stiamo sminuendo l’emozione. La stiamo riconoscendo, tenendo il punto, restando presenti.

Piccoli gesti, grandi messaggi

La comunicazione con i più piccoli (e con i grandi in trasformazione) passa da dettagli minuscoli che diventano enormi. Qualche esempio pratico: – Un bambino che non parla del litigio a scuola Invece di: Ma che sarà mai, capita! Domani è un altro giorno. Possiamo dire:  Immagino non sia stato bello. Se vuoi, possiamo fare finta di essere al teatro e tu mi fai vedere come è andata, senza usare le parole. Diamo un canale alternativo: il gioco. – Un’adolescente chiusa in camera   Invece di: Stai sempre chiusa lì dentro, non è normale. Possiamo dire:  Vedo che per te la camera è un rifugio importante. Ti porto un tè / una tisana e rimango qui sulla porta due minuti. Non dico niente, giuro. Arriviamo, senza invadere. Facciamo sentire che c’è un filo, anche sottile. – Un bambino che fa mille domande di fila   Invece di: Basta domande, mi stai facendo venire mal di testa. Possiamo dire:  Amo la tua curiosità, è un superpotere. Adesso però rispondo solo ad altre due domande e poi mi fermo, perché ho bisogno di riposarmi un po’. Così non gli stiamo dicendo “sei troppo”, ma “io ho un limite”. Sono due messaggi molto diversi.

In sintesi: comunicare per far fiorire

La comunicazione con bambini e adolescenti non è perfezione, è allenamento.   Non servono frasi magiche, serve presenza. Tre idee da tenere in tasca:
  1. Meno “perché”, più “come ti sei sentito?”, “cosa è successo prima?”
  2. Meno interrogatori, più racconti condivisi: “Ti va di farmi vedere /raccontare un pezzetto di come è andata?”
  3. Meno parole riempitive, più gesti chiari: “Sono qui”, “Ti vedo”, “Non ti forzo”, “Ti rispetto”.
Come la primavera, anche loro non fioriscono a comando.   Ma se impariamo a essere un clima gentile – fermo, ma accogliente – scopriremo che la comunicazione non è solo dire, è soprattutto permettere all’altro di esistere così com’è, mentre piano piano trova le proprie parole.

Nola, i piccoli artisti di SemiNarte presentano alla Camera dei Deputati l’anteprima del testo “Il Museo Impossibile”

Riceviamo e pubblichiamo   Nola, i piccoli artisti di SemiNarte presentano alla Camera dei Deputati l’anteprima del testo “Il Museo Impossibile” e alcune opere legate all’Agenda 2030.   L’Associazione artistica culturale SeminArte ha presentato alla Camera dei Deputati l’anteprima del testo narrativo elaborato dai piccoli artisti dal titolo “Museo Impossibile”. Una delegazione composta dai piccoli Ginevra Miele, Gennaro Franzese, Giancarlo Franzese, Cosimo Corrado Casilli, Giulio Casilli, con il presidente dell’Associazione Alessandra Bosone, la musicista e cantante Fiorella Boccucci e il giornalista Nello Fontanella, è stata ospite del vice presidente della Camera dei Deputati Sergio Costa al quale hanno presentato il loro lavoro ispirato all’obiettivo 10 dell’Agenda 2030 “Ridurre le disuguaglianze“. Una storia fantastica ambientata al Museo possibile dove i bambini svolgono i laboratori d’arte contemporanea e che parla di un “quadro brutto che si sente sminuito dalla bellezza delle altre opere e si adopera per danneggiarle e ostacolare il regolare svolgimento delle attività museali”. Un Museo quindi dove accadono cose strane e nascono sempre nuove avventure (da cui il titolo “Museo Impossibile”)ma che riserva belle sorprese a chi apprezza la bellezza della diversità . Una storia che sottolinea il valore della diversità e l’importanza di ridurre le disuguaglianze sociali. I bambini hanno mostrato anche alcune opere create in occasione della mostra “OBIETTIVO 5 “ sulla parità di genere, esposte il 25 novembre presso il Real Albergo dei Poveri a Napoli in occasione della giornata contro la violenza sulle donne. Copia dell’anteprima del lavoro è stata donata all’onorevole Sergio Costa, insieme ad alcune opere, e all’onorevole Annarita Patriarca intervenuta alla cerimonia. Dopo la presentazione i piccoli hanno visitato il Palazzo di Montecitorio soffermandosi nella sala dedicata ad Aldo Moro, al Transatlantico, nel corridoio dei busti e assistendo poi alla discussione in aula dalle tribune riservate al pubblico. Ora il libro sarà edito e presentato ufficialmente al pubblico.

Gli operai licenziati da Trasnova alla Via Crucis cittadina

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Ieri sera, la Via Crucis cittadina di Pomigliano d’Arco, svoltasi nello stadio “Ugo Gobbato”, in accordo con i sacerdoti delle varie parrocchie, è stata aperta dagli operai Trasnova. Più di tutti stanno vivendo un periodo di “passione”: il 13 febbraio hanno ricevuto una lettera che annunciava il licenziamento collettivo.

In particolare, un’operaia, Pina Paradiso, ha preso la parola raccontando la sua storia.

Dal primo maggio, tra l’altro festa dei lavoratori, circa 100 famiglie di Pomigliano d’Arco e dei paesi limitrofi, si troveranno senza lavoro. Pina lavora da più di 30 anni in Stellantis e, come lei, circa altre 50 persone verranno licenziate perché “non sono più di proprietà dell’azienda”.

Domenica, durante il giorno di Pasqua, si ritroveranno fuori dallo stabilimento Stellantis per un momento di solidarietà.

Prima dell’inizio della Via Crucis comunitaria, hanno chiesto di essere sostenuti con la preghiera e di diffondere quanto sta accadendo.

Successivamente, la Via Crucis ha avuto inizio. Da diversi anni non si tratta più di un’organizzazione interna alle singole parrocchie, ma di un momento condiviso che le unisce. Quest’anno è stata organizzata dalla parrocchia di Santa Maria delle Grazie e, al termine, la croce è stata consegnata alla prossima parrocchia incaricata, San Francesco d’Assisi.

Brusciano, rapina violenta in sala slot: cassiere picchiato e 5mila euro rubati

Rapina violenta a Brusciano, dove i carabinieri della sezione radiomobile della Compagnia di Castello di Cisterna sono intervenuti all’interno di una sala slot situata in via Cucca. Secondo una prima ricostruzione, poco prima dell’arrivo dei militari due uomini, con il volto coperto, avrebbero fatto irruzione nel locale prendendo di mira il cassiere, un giovane di 20 anni. I malviventi lo avrebbero aggredito con pugni e schiaffi, costringendolo a consegnare il denaro custodito nella cassa. Una volta impossessatisi dell’incasso, pari a circa 5mila euro, i rapinatori si sono dati alla fuga facendo perdere le proprie tracce. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione locale, ai quali sono affidate le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e individuare i responsabili. Il giovane cassiere, rimasto ferito nell’aggressione, è stato soccorso dal personale sanitario del 118, che ha provveduto a medicarlo direttamente sul posto.

Volla, Consiglio Comunale del Venerdì Santo: approvato il bilancio riequilibrato 2023–2027

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Volla, Consiglio Comunale Pasquale. 

Nella mattinata del Venerdì Santo dell’anno di grazia 2026 si è tenuto un Consiglio Comunale “Pasquale”, nonostante il Presidente del Consiglio abbia “redarguito” i giornalisti presenti in aula, colpevoli di avere scattato qualche foto dell’assise per documentare l’evento: “… Non si possono fare foto e video senza la preventiva autorizzazione del Presidente e dei Consiglieri …”.

E meno male che il consiglio era iniziato all’insegna di unaComunicazione del Sindaco che inneggiava alla Pace, alBene, nel segno della Cristianità e dell’Umanità nel mondo”.

Gli argomenti all’odg, dopo le tante e “fastidiose” Interrogazioni”(fastidiose per gli interrogati ndr), erano di vitale importanza per l’Ente.

Il 4° punto all’O.d.g. riguardava l’approvazione dell’Ipotesi di Bilancio Stabilmente Riequilibrato, periodo 2023-2027, redatto ai sensi dell’art. 258, comma 1 ter. Del Dlg 267

Il Bilancio stabilmente riequilibrato è un documento contabile che deve essere presentato al Ministero dell’Interno e consente agli enti locali in Dissesto Finanziario di ripristinare la stabilità economica attraverso misure di riequilibrio finanziario(attivazione di entrate proprie e la riduzione delle spese correnti).

Il comune di Volla avendo una spesa corrente di circa 15/20 milioni di euro ed una scarsa capacità di incassare le tasse e le imposte ha un importante disavanzo

Per il sindaco Di Costanzo: “…Lapprovazione del Bilancio stabilmente riequilibrato è un dovere morale, è l’ossigeno per la nostra città, è l’inizio della programmazione del governo, è posare la prima pietra concreta per dare risposte sui sevizi ai cittadini… L’instabilità e l’incertezza fanno prosperare il malaffare…”

In realtà già precedentemente, e più di una volta, dopo la famosa dichiarazione di dissesto finanziario, del 4 ottobre 2023, il documento è stato presentato al Ministero, ma è stato sempre rimandato indietro per “ulteriori approfondimenti e modifiche”. Oggi sembra che queste modifiche siano state apportate e, come diceva il grande Nino Manfredi: fusse che fusse la volta buona?

Comunque il punto è stato votato favorevolmente dalla maggioranza, mentre la minoranza ha votato contro.

Invece è stato votato all’unanimità, il 5° punto all’O.d.g. sulla “Determinazione del maggiore valore generato da interventi su aree o immobili in variante urbanistica o in deroga, ai sensi dell’art. 16 comma 4, lettera d-ter del DPR n. 380/2001”, riguardante le zone ZES (Zone Economiche Speciali) del mezzogiorno, con un emendamento di successive e dettagliate specifiche da riprendere in commissione e da riproporre al consiglio comunale.

In pratica un terreno agricolo situato in una zona ZES, oggetto di investimenti/interventi, da parte di imprenditori, che necessitano di varianti urbanistiche, di pertinenza comunale, a parte il plus valore generato dalla trasformazione, viene incentivato dallo stato con una riduzione degli adempimenti burocratici e con un credito di imposta del 70%.

Ottaviano al voto con poche certezze e molte incognite: sarà sfida a quattro?

È passato poco più di un mese dall’annuncio del Pd di Ottaviano sul candidato sindaco per le prossime elezioni del 24 e 25 maggio. Stefano Prisco, architetto, politico di lungo corso e più volte amministratore, è la persona indicata per riportare i Dem in consiglio comunale, dopo una lunga pausa. A parte Prisco, però, nessun altro aspirante alla carica di primo cittadino di Ottaviano è uscito allo scoperto, nonostante manchi sempre meno al termine ultimo per la presentazione delle liste. Gli incontri si susseguono, le liste vengono composte (e forse scomposte), ma annunci ufficiali non ce ne sono. Si può supporre, tuttavia, che a correre saranno almeno altri tre: Biagio Simonetti, Ferdinando Federico e Giorgio Marigliano. Il primo è stato sindaco fino allo scorso ottobre, quando le dimissioni della maggioranza dei consiglieri lo mandarono a casa, il secondo è stato il suo sfidante nel 2023 e il terzo è stato a lungo protagonista della politica locale. Tutti e tre vengono dal centrodestra e sono stati insieme quando il sindaco era Luca Capasso: ora potrebbero trovarsi l’uno contro l’altro. Fino a fine aprile, però, non possono essere escluse sorprese e nomi nuovi: i giochi sono ancora aperti      

Roma, alla Camera convegno su arte e inclusione: premiati esponenti della cultura

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Roma, 1aprile 2026

Il 1 Aprile 2026 si è tenuta a Roma nella sala Matteotti della Camera dei Deputati, il convegno “Cultura Narrazione e FragilitàL’Arte come strumento di Benessere, Inclusione e Responsabilità Sociale” organizzato dalla Commissione Intergruppo Parlamentare, Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori in collaborazione con l’Associazione I.N.A.R.T.E. (Istituto Nazionale per l’Arte, la Ricerca, la Tutela e l’Economia), finalizzato alla valorizzazione delle eccellenze culturali e artistiche italiane e meridionali.

L’iniziativa si è inserita nel solco delle attività già promosse dall’Intergruppo Parlamentare (Presidente On. Alessandro Caramiello, di Portici (NA), dalla XVII Commissione “ARTE” (Presidente Dott. Stefano Colucci, di Sirignano (AV) e Coordinatore l’On. Vaccaro Sergio – Senatore della XVIII° Legislatura, di Volla (NA).

Nel corso dell’evento sono stati conferiti diversi riconoscimenti alla carriera a personalità di assoluto rilievo del panorama artistico italiano:

Al regista Lamberto Bava, autore della celebre Fantaghirò, premiato da Barbara Bonanni, moderatrice dei lavori insieme a Iunia Valeria Saggese e Romina Caruana.
A Tommaso Le Pera, storico fotografo di scena teatrale che ha contribuito in modo determinante alla memoria visiva dello spettacolo dal vivo.
Al Maestro Erminio Sinni, premiato dall’On. Sergio Vaccaro, per il valore artistico e umano che egli rappresenta.

Per Sinni ricorreva il cinquantesimo anniversario della sua prima esibizione, avvenuta il 1° aprile 1976.

L’On. Sergio Vaccaro: “Una carriera costruita su dedizione, coerenza e qualità artisticaNon è una data qualsiasi, ma una ricorrenza che parla di tempo, perseveranza e identità. Cinquant’anni di umiltà, disciplina e professionalità … un artista capace di attraversare generazioni e trasformazioni dell’industria musicale senza mai smarrire la propria autenticità, scegliendo una strada fondata sulla verità e sulla coerenza, lontana dalle logiche delle mode... Il suo percorso, dagli esordi fino alla partecipazione al Festival di Sanremo nel 1993 e alla vittoria a The Voice Senior nel 2020, rappresenta un esempio concreto di perseveranza. Emblematico il racconto dei “33 rifiuti a Sanremo”, trasformati con autoironia in un messaggio positivo: la capacità di accettare il “no” senza perdere la propria identità

Inoltre, presentate dal Presidente dell’area tecnica Dott. Giovanni Barretta e dal Dott. Antonio Luca Pepe, sono state conferite onorificenze ad alcune delle eccellenze italiane e del sud.

Antonio Padellaro (Giornalista), Nicola Graziano (Magistrato e Presidente dell’Unicef, nato ad Aversa (NA)), Giovanni Corso (Medico-Chirurgo-Oncologo di Bagnoli Irpino AV), Angelina di Sisto (Imprenditrice Irpina, proprietaria di Villa Orsini a Mirabella Eclano (AV), Magda Mancuso (Showgirl e Giornalista televisiva Napoletana di Acerra, molto attiva nel sociale)

Sono intervenuti Federico Strinati (vice coordinatore della XVII Comm Arte), il Prof. Massimo Pulini (XVII Comm. Arte) che ha presentato il diario di Elisabetta Sirani, il Prof. Claudio Strinati (XVII Comm. Arte) prefazione del libro, di prossima uscita, “Michelangelo a due centimetri dall’eternità”

Altro momento di grande valore sociale e culturale è stato dedicato ai temi dell’inclusione e delle fragilità con Romina Caruana che ha presentato il volume “Pirandello mi fa un baffo”, riflessione sul rapporto tra narrazione, identità e condizioni come autismo e ADHD, in un dialogo che ha posto al centro il ruolo dell’arte come strumento di benessere e responsabilità sociale.

L’evento ha rappresentato non solo una celebrazione, ma anche un momento di riflessione culturale, educativa e civile: una testimonianza concreta di come talento, umiltà e perseveranza possano costituire un modello virtuoso per le nuove generazioni” ha concluso l’On. Sergio Vaccaro.

Blu Oltremare, l’esordio letterario di Antonio Porcelli: un diario delle emozioni che attraversa l’esperienza amorosa

  Non un romanzo, non una raccolta poetica nel senso tradizionale del termine, ma un viaggio dentro ciò che accade quando l’ emozione prende forma nella coscienza. Con “Blu Oltremare. Esercizi di fenomenologia dell’amore”, pubblicato da IOD Edizioni nella collana La bottega delle idee diretta da Giuseppe Ferraro, Antonio Porcelli firma il suo esordio letterario e propone un libro che si muove sul confine tra filosofia, scrittura poetica e riflessione intorno all’esperienza umana. L’opera è già disponibile in libreria e negli store digitali. Il volume nasce da un’urgenza personale di scrittura e prova a interrogare l’amore non come tema letterario o come sentimento idealizzato, ma come evento interiore che coinvolge corpo, linguaggio e coscienza. L’autore osserva il momento esatto in cui un’emozione prende forma e prova a tradurre in parole ciò che accade quando il desiderio incontra l’altro e modifica la percezione di sé. Nella premessa Porcelli parte da una lettura critica del presente, un tempo dominato dalla competizione e da una concezione dell’ esistenza spesso misurata esclusivamente attraverso il successo economico e sociale. In questo scenario il libro rivendica il valore del sentire come dimensione essenziale della vita umana e propone la relazione come uno spazio di esposizione e trasformazione, un luogo in cui l’individuo smette di proteggersi e accetta il rischio di essere attraversato dall’esperienza. L’opera è costruita in due movimenti. La prima sezione, Esistenzialismo blu, esplora il rapporto tra interiorità e mondo, indagando le zone più intime della coscienza. La seconda, Erotica dell’emozione, entra nel territorio dell’ incontro con l’ altro e affronta l’eros come esperienza che mette in gioco identità, fragilità e desiderio. In questa prospettiva l’amore non viene rappresentato come un ideale romantico o come un evento improvviso destinato a consumarsi nell’istante, ma come un processo che richiede costruzione, responsabilità e disponibilità al cambiamento. L’autore utilizza un’immagine concreta per raccontare questo movimento: l’amante è simile a un operaio che lavora in un cantiere aperto, consapevole che ciò che costruisce può sempre incrinarsi o crollare, ma disposto comunque a continuare il lavoro. La scrittura alterna frammenti poetici e pagine di riflessione più distese. I versi cercano di catturare l’intensità dell’attimo emotivo, mentre la prosa tenta di interpretarne il significato, creando un dialogo continuo tra intuizione e pensiero. Da questo intreccio nasce una forma narrativa che diventa anche un esercizio di esplorazione interiore, in cui la parola non descrive semplicemente l’esperienza amorosa ma prova a darle forma. Il libro attraversa le diverse fasi del sentimento, dall’incontro al bacio, fino ai momenti più complessi della relazione. Anche il disinnamoramento, il tradimento e il dolore vengono osservati come passaggi che trasformano la coscienza, evitando letture semplificate e restituendo all’amore la sua dimensione più autentica, quella di un processo che cambia chi lo attraversa. Il titolo richiama la metafora che percorre l’intero lavoro. Il blu oltremare diventa il simbolo della profondità emotiva, un colore che contiene quiete e tempesta, vicinanza e distanza. Amare significa allora immergersi in questo mare interiore accettando che dentro quella profondità convivano la possibilità del naufragio e quella di una nuova consapevolezza. Nato da appunti e riflessioni maturati tra il 2022 e il 2023, Blu Oltremare raccoglie pensieri fissati sulla pagina nel momento stesso in cui prendevano forma, senza interrompere il movimento delle emozioni da cui sono nati. Il risultato è un testo che invita a riscoprire l’amore non come idea astratta, ma come gesto capace di riattivare la sensibilità e restituire intensità all’esperienza umana.